La manifestazione è iniziata alle 11 fuori dall'Università di Atene, poi ha proseguito fino a Piazza Syntagma, dove la folla si è radunata davanti al Parlamento dietro le linee della polizia. I manifestanti portavano striscioni con la scritta "Da Grecia a Francia, lottiamo per un'istruzione pubblica gratuita" e cartelli con lo slogan francese "Étudier ou survivre?" ("Studiare o sopravvivere?"), preso in prestito dal movimento di protesta degli studenti delle scuole francesi. Davanti al Parlamento alcuni hanno rovesciato sacchi di detriti provenienti da scuole fatiscenti per denunciare le condizioni affrontate dagli alunni, dai tetti che perdono e dall'intonaco che si sgretola ai termosifoni rotti.
La polizia ha stimato una partecipazione di circa 4.000 persone tra Atene e Salonicco, ben al di sotto delle 20.000 che hanno sfilato in 50 città greche il 21 ottobre; gli organizzatori hanno contestato questa cifra.
Le richieste sono concrete: più finanziamenti statali, ispezioni urgenti e lavori di riparazione degli edifici scolastici, posti permanenti per coprire migliaia di posti vacanti, classi più piccole e il ritiro dei nuovi esami nazionali e della proposta di eliminare l'articolo 16 della costituzione, che protegge l'istruzione superiore pubblica. Il sindacato degli insegnanti delle scuole secondarie, OLME, ha organizzato un'astensione dal lavoro di quattro ore dalle 10 per consentire al personale di partecipare.
Alla base c'è il costo della vita. Gli studenti descrivono affitti da 800 euro al mese e dicono che molti ormai non possono più permettersi di studiare, mentre i sindacati chiedono un sussidio mensile per l'alloggio e tetti agli affitti.