Per far fronte alla carenza di edilizia abitativa accessibile, l'Ue annuncia un piano (ancora da negoziare) per sostenere gli affitti di lunga durata nelle città turistiche. Per Airbnb crea incertezza normativa per chi affitta a breve termine senza migliorare l'offerta di alloggi a lungo termine
L'UE ha annunciato un piano per l'edilizia abitativa accessibile, pensato per incentivare gli affitti di lunga durata e rendere le abitazioni più accessibili ai cittadini europei.
Presentato mercoledì, il piano punta a garantire maggiore chiarezza e prevedibilità nell'applicazione delle regole da parte delle autorità locali, soprattutto nei quartieri turistici dove gli affitti a breve termine hanno allontanato i residenti.
"La carenza di alloggi a prezzi accessibili è motivo di preoccupazione per moltissimi cittadini europei", ha dichiarato in un comunicato stampa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
"Lavoratori essenziali e studenti non possono permettersi di vivere nei luoghi in cui lavorano e studiano. Ma soprattutto si tratta di giustizia. Oggi stiamo agendo a favore di tutti gli europei".
Le scelte in materia di politica abitativa restano di competenza delle autorità nazionali. Il nuovo piano della Commissione mira però a definire un quadro comune di regole a livello europeo, per orientare l'attuazione sul territorio.
"Le nuove norme sono concepite per aiutare le autorità competenti a individuare 'aree sotto pressione abitativa' attraverso una metodologia comune", spiega un comunicato della Commissione.
"Quando le autorità decidono di limitare l'uso degli alloggi, ad esempio per gli affitti a breve termine o per le abitazioni vuote, devono dimostrare che ciò risponde alle pressioni abitative locali e garantire che ogni misura sia mirata, necessaria e proporzionata".
Quali sono i dati della crisi abitativa in Europa
Gli ultimi dati sull'accesso agli alloggi in Europa sono allarmanti e hanno spinto la Commissione a intervenire.
I dati più recenti dell'Eurobarometro indicano che il 50 per cento degli abitanti delle città europee considera l'abitazione un problema urgente che li riguarda direttamente.
I prezzi delle case sono aumentati molto più rapidamente dei redditi locali nella maggior parte delle capitali europee, con un incremento del 64,9% tra il 2015 e il 2025, mentre gli affitti sono cresciuti del 21,8%, secondo i dati dell'UE.
Anche chi non può permettersi di comprare deve fare i conti con affitti in continuo aumento, che assorbono il 40% del reddito familiare.
Sempre più famiglie della classe media si trovano in una situazione in cui non riescono né a comprare né ad affittare, e al tempo stesso non hanno diritto all'edilizia sociale.
Perché gli affitti a breve termine sono un problema nelle capitali europee
Molti residenti in città come Lisbona, Barcellona e Praga denunciano che le piattaforme di affitti a breve termine come Airbnb hanno sottratto abitazioni al mercato e fatto salire i prezzi, costringendoli spesso a trasferirsi.
Gli affitti a breve termine rappresentano solo l'1,2% del patrimonio abitativo totale dell'UE, ma possono arrivare fino al 20% in alcune mete turistiche.
Poiché si costruiscono troppo poche case dove la domanda è più forte, Bruxelles stima che servano oltre 2 milioni di nuove abitazioni all'anno per affrontare il problema.
Airbnb, la principale piattaforma mondiale di affitti a breve termine, ha criticato il piano ritenendolo insufficientemente chiaro.
"Airbnb condivide l'ambizione della Commissione di rendere gli alloggi più accessibili. Ma, nella sua forma attuale, l'Affordable Housing Act (legge per l'edilizia abitativa accessibile) non aggiungerà neppure un'abitazione al mercato degli affitti a lungo termine, mentre aumenterà l'incertezza normativa per gli host nelle città europee", ha scritto la società in un comunicato diffuso dopo l'annuncio della Commissione.
Il piano dovrà ora essere negoziato dai co-legislatori dell'UE prima di poter essere approvato.
Marta Pacheco ha collaborato alla realizzazione di questo articolo.