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Péter Magyar al presidente del Consiglio europeo Costa: solo il bilancio Ue utile all'Ungheria

António Costa e Péter Magyar a Budapest
António Costa e Péter Magyar a Budapest Diritti d'autore  Európai Unió
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Di Magyar Ádám & MTI
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António Costa mercoledì ha discusso in tre Stati membri del prossimo bilancio settennale. Ha chiuso la giornata a Budapest con Péter Magyar, parlando anche di allargamento dell’Ue e politica migratoria

Il premier ungherese Péter Magyar ha negoziato a porte chiuse con il presidente del Consiglio europeo mercoledì sera. Il tema principale è stato il futuro dell’Ue, in particolare il prossimo bilancio settennale. Su questo punto António Costa sta visitando tutti gli Stati membri dell’Unione nel giro di due settimane: mercoledì, prima di Budapest, ha avuto colloqui anche a Lussemburgo e a Zagabria.

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Il prossimo ciclo di bilancio settennale inizierà nel 2028. Costa vorrebbe che gli Stati membri raggiungessero entro la fine dell’anno un accordo politico sulle cifre principali. Per ora però le posizioni sono molto lontane. Alcuni Paesi aumenterebbero, altri ridurrebbero l’importo complessivo del bilancio, e c’è anche un acceso dibattito su come ripartire i fondi tra i diversi capitoli di spesa.

Il primo ministro ungherese ha informato Costa che non sostiene una procedura accelerata per nessuno dei Paesi candidati. Ha inoltre affermato di aspettarsi una soluzione rapida per la sospensione della sanzione, pari a un milione di euro al giorno, inflitta al precedente governo ungherese per la gestione della migrazione. Péter Magyar ha dichiarato che accetterà il progetto di bilancio solo se risponderà agli interessi dei cittadini e delle imprese ungheresi.

Secondo un post su Facebook pubblicato dopo l’incontro, Péter Magyar ha anche sottolineato a Costa che, alla luce di quanto accaduto quest’estate nell’enclave spagnola di Ceuta in Africa, l’Ungheria continuerà a mantenere il quadro normativo e le barriere fisiche necessarie per fermare la migrazione illegale.

"L’Ungheria continuerà a difendere le frontiere comuni dell’Unione europea. E ci aspettiamo che questo nostro sforzo venga riconosciuto anche a livello europeo" ha dichiarato Péter Magyar. Le principali posizioni del primo ministro sono state confermate anche dalla ministra degli Esteri, Anita Orbán, che ha partecipato ai colloqui.

Dopo la riunione non è stata organizzata alcuna conferenza stampa, a differenza delle visite di Costa a Lussemburgo e a Zagabria. Il motivo verosimile è che il presidente del Consiglio europeo ha viaggiato in tre Paesi in un solo giorno, e il programma di Budapest si è concluso a tarda sera.

In mattinata in agenda anche l’Ucraina

A Lussemburgo António Costa ha dichiarato che l’Ue sta inviando un messaggio molto chiaro alla Russia, e cioè che è ora di porre fine alla guerra contro l’Ucraina. In una conferenza stampa congiunta con il primo ministro Luc Frieden, il politico portoghese ha sottolineato che la strada giusta non è una ulteriore escalation né l’estensione di un comportamento aggressivo ad altri Paesi.

Costa ha ribadito che la guerra e l’escalation non portano alla pace, perché per questo servono un cessate il fuoco e la disponibilità della Russia a mostrare una seria volontà di avviare negoziati. Ha ricordato inoltre che il conflitto in Ucraina dura ormai da più tempo rispetto alla Prima guerra mondiale.

Costa ha sottolineato che minacce, attacchi ibridi o di altro tipo non cambieranno la posizione dell’Unione europea, e che Mosca deve prenderne atto.

"La posizione dell’Unione si fonda sui valori fondamentali del diritto internazionale, sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale e sull’impegno a favore della pace. Per questo continueremo a sostenere l’Ucraina, qualunque cosa la Russia cerchi di imporci o con qualunque minaccia cerchi di intimidirci" ha dichiarato.

Ha aggiunto che l’Ue ha espresso solidarietà alla Germania e a tutti i Paesi europei, membri e non membri dell’Unione, che sono diventati bersaglio di minacce russe o di attacchi ibridi o di altro tipo.

Ue non vuole nuove grandi imposte europee

Il presidente ha inoltre sottolineato che l’Ue deve raggiungere entro la fine dell’anno un accordo sul prossimo bilancio pluriennale, che dovrà garantire strumenti finanziari adeguati per realizzare le nuove priorità europee. Come ha detto, occorre un finanziamento sufficiente, tra l’altro, per difesa, sicurezza, competitività, ricerca e innovazione, preservando al tempo stesso il ruolo fondamentale della politica di coesione e della politica agricola comune.

Secondo Costa, per questo serve un bilancio dell’Ue con una struttura diversa da quella attuale e nuove risorse proprie, in modo che i contributi degli Stati membri restino a livelli sostenibili.

Nel suo intervento, Luc Frieden ha sottolineato che il suo Paese resta impegnato nel sostegno all’Ucraina, che combatte per i valori europei, la libertà e la sovranità. Ha ribadito che l’Ue deve rimanere una regione di pace, stabilità e prosperità, il che richiede una crescita economica e un miglioramento della competitività.

Secondo il primo ministro, l’Unione europea deve creare condizioni che semplifichino l’attività delle imprese e stimolino gli investimenti. Per quanto riguarda il quadro finanziario pluriennale, ha affermato che manterrebbe la politica di coesione e quella agricola, ma destinerebbe anche risorse a nuovi settori, come l’innovazione, l’intelligenza artificiale e la difesa. A suo avviso non vanno introdotte imposte europee eccessive, perché danneggerebbero la crescita economica e la competitività delle imprese.

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