Il governo ungherese ha deciso di affondare due chiatte da 80 metri nel Danubio per garantire che il livello dell'acqua sia tale da raffreddare la centrale nucleare di Paks. Nelle operazioni sono coinvolti 142 militari
In Ungheria proseguono a pieno ritmo i lavori per la realizzazione di una soglia di fondo presso la centrale nucleare di Paks, l'unica operante nel Paese.
Mercoledì scorso il governo di Budapest ha deciso di intervenire in due modi per innalzare il livello del Danubio, che si è abbassato a causa della siccità, e garantire l’approvvigionamento di acqua di raffreddamento alla centrale nucleare di Paks.
La soluzione di lungo periodo prevede la costruzione di una soglia di fondo trasversale nell’alveo del fiume tra Paks e Dunaszentbenedek, mentre per ottenere risultati più rapidi saranno affondate due chiatte fisse da 80 metri.
Sul posto sono impegnati 142 militari ungheresi, a sostegno delle autorità responsabili della gestione delle risorse idriche. Lo ha riferito il colonnello Csurgó Attila, comandante delle operazioni in corso sulla riva sinistra del Danubio, ricordando anche un'operazione particolarmente insolita effettuata negli ultimi giorni.
"Gli elicotteri delle Forze armate hanno posato blocchi di calcestruzzo di un metro cubo nei punti critici e nelle aree in cui era particolarmente necessario rafforzare l'opera di protezione. Lo stesso tipo di rinforzo verrà applicato in un altro tratto del fiume", ha spiegato il colonnello.
Grazie al lavoro organizzato e coordinato di diverse centinaia di persone e alle numerose offerte di aiuto, già entro la serata di lunedì si è riusciti a far risalire in modo sensibile il livello dell’acqua del fiume. Le due turbine attualmente in funzione della centrale producono in modo affidabile.
La giornata di mercoledì resta ancora critica: bisognerà resistere fino a giovedì, quando dai bacini idrografici austriaci e tedeschi del fiume dovrebbe arrivare una quantità significativa di precipitazioni.
Grazie al previsto innalzamento del livello dell’acqua, dalla prossima settimana potrà probabilmente iniziare il riavvio graduale e in sicurezza delle turbine della centrale attualmente ferme.