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Yemen, rapporto del Pentagono: oltre 150 civili uccisi nei raid Usa contro gli Houthi

Persone passano davanti ai venditori lungo una strada a Sanaa, nello Yemen, sabato 8 agosto 2026. (Foto AP/Osamah Abdulrahman)
Persone passano accanto ai venditori che espongono merci lungo una strada a Sanaa, Yemen, sabato 8 agosto 2026. (Foto AP/Osamah Abdulrahman) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Jeremiah Fisayo-Bambi
Pubblicato il
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Una revisione del Pentagono ha rivelato che oltre 150 civili sono rimasti uccisi in tre raid degli Stati Uniti in Yemen condotti contro i ribelli Houthi. Il rapporto riaccende le polemiche sulle vittime civili e sulla decisione di non versare risarcimenti

Una revisione del Pentagono sugli attacchi aerei statunitensi contro i ribelli Houthi appoggiati dall'Iran in Yemen lo scorso anno ha stabilito che sono stati uccisi oltre 150 civili. Lo indica una valutazione inviata al Congresso nell'ambito del rapporto annuale sulle vittime civili, resa nota mercoledì.

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Il documento è stato pubblicato mentre crescono le preoccupazioni per le vittime civili durante le campagne militari dell'amministrazione Trump, anche tra i parlamentari del Congresso, dopo che un missile statunitense ha colpito una scuola elementare iraniana nei primi giorni della guerra di quest'anno, uccidendo fino a 168 persone.

Secondo un'inchiesta dell'AP, il segretario alla Difesa Pete Hegseth avrebbe ridotto drasticamente le dimensioni dell'ufficio incaricato di limitare i danni ai civili.

La revisione si è concentrata su tre attacchi aerei dell'aprile 2025

La revisione del Pentagono ha preso in esame tre attacchi aerei compiuti nell'aprile 2025, durante la campagna statunitense contro gli Houthi. In quel periodo i militanti attaccavano navi commerciali nel Mar Rosso, una rotta commerciale globale cruciale che conduce al canale di Suez e al Mediterraneo, oltre che verso Israele.

Secondo il rapporto, quegli attacchi avevano come obiettivo forze ostili nella capitale yemenita Sana'a, controllata dai ribelli, o nei suoi dintorni, e il porto di Ras Isa. In totale sono stati uccisi 153 civili e 243 sono rimasti feriti.

L'attacco al porto è stato il più letale con la morte di 80 persone e il ferimento di altre 171. Gli Houthi hanno trasmesso sul loro canale satellitare al-Masirah immagini cruente del post attacco, mostrando corpi senza vita disseminati nel porto.

Il Comando centrale degli Stati Uniti, che sovrintende alle operazioni militari in Medio Oriente, ha dichiarato all'epoca che "l'attacco non era destinato a nuocere al popolo dello Yemen".

"Le forze statunitensi sono intervenute per eliminare questa fonte di carburante per i terroristi Houthi appoggiati dall'Iran e privarli dei proventi illegali che hanno finanziato gli sforzi degli Houthi per terrorizzare l'intera regione per oltre 10 anni", si leggeva in una dichiarazione del Comando centrale USA dell'aprile 2025.

Secondo la revisione, il Comando ha stabilito che i tre attacchi "con ogni probabilità" hanno provocato danni ai civili. Le conclusioni si basano su fonti di intelligence statunitensi, immagini e informazioni disponibili da fonti aperte.

Polemica sui contributi alle famiglie delle vittime

La revisione del Pentagono ha stabilito che non era appropriato versare risarcimenti alle famiglie delle vittime dei tre attacchi, senza spiegare il motivo di questa decisione.

Nel documento si precisa che questi pagamenti possono essere una delle diverse risposte quando le operazioni militari statunitensi feriscono o uccidono civili, sottolineando che non sono previsti per legge e non costituiscono un'ammissione di colpa.

Non si tratta di una pratica inedita. Dopo un attacco con droni finito male in Afghanistan, che nel 2021 uccise 10 persone, tra cui sette bambini, il Pentagono si disse impegnato a offrire contributi monetari ai familiari.

I militari statunitensi hanno iniziato a colpire gli Houthi nel 2023, durante l'amministrazione Biden, dopo che i militanti avevano iniziato a lanciare droni e missili contro navi commerciali nel Mar Rosso.

Gli Houthi hanno dichiarato che gli attacchi miravano a fermare la guerra di Israele contro Hamas a Gaza e a sostenere i palestinesi, sebbene siano avvenuti mentre il movimento cercava di rafforzare la propria posizione in Yemen.

Secondo quanto riferito da dirigenti militari statunitensi ed esperti all'AP nel 2024, la campagna guidata dagli Stati Uniti contro i ribelli Houthi si è trasformata nella più intensa battaglia navale prolungata affrontata dalla Marina dalla Seconda guerra mondiale.

Caccia statunitensi e cacciatorpediniere della Marina hanno abbattuto droni e missili degli Houthi lanciati contro navi commerciali e unità da guerra statunitensi.

Gli Houthi stanno ora conducendo un numero crescente di attacchi contro le forze governative in Yemen, gli impianti petroliferi nella vicina Arabia Saudita, che sostiene il governo yemenita, e le navi del regno nel Mar Rosso.

Cresce il timore che la nuova ondata di violenza possa riaccendere la guerra civile in Yemen, dopo la tregua del 2022, e aprire un nuovo fronte nella guerra in Medio Oriente.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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