Loader
Seguiteci
Pubblicità

Ungheria, Baka è il nuovo presidente: la rivincita del giudice rimosso da Orbán

András Baka e il primo ministro Péter Magyar
András Baka e Péter Magyar, primo ministro Diritti d'autore  MTI/Facebook
Diritti d'autore MTI/Facebook
Di Ferenc Szekely
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

András Baka è il nuovo presidente dell’Ungheria: eletto con 140 voti, entrerà in carica il 19 agosto. Fu rimosso da Orbán nel 2011

András Baka è il nuovo presidente della Repubblica di Ungheria. Il Parlamento di Budapest lo ha eletto oggi, martedì 11 agosto, con 140 voti favorevoli e 6 contrari, al termine di uno scrutinio segreto. La sua elezione segna un passaggio fortemente simbolico nella nuova fase politica del Paese, dopo la vittoria elettorale del partito Tisza guidato dal primo ministro Péter Magyar e la fine dell'era politica di Viktor Orbán.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Baka, 73 anni, giurista ed ex presidente della Corte suprema ungherese, entrerà ufficialmente in carica il 19 agosto, otto giorni dopo l'elezione. Era l'unico candidato ad aver ottenuto il numero di firme necessario per essere sottoposto al voto dell'Assemblea nazionale.

La scelta di Baka non è casuale. La sua storia personale e professionale lo rende infatti una delle figure più emblematiche della nuova stagione politica ungherese: nel 2011 fu rimosso dalla guida della Corte suprema durante il governo di Viktor Orbán, dopo aver criticato pubblicamente alcune riforme che, a suo giudizio, mettevano a rischio l'indipendenza della magistratura. La Corte europea dei diritti dell'uomo stabilì successivamente che la sua rimozione anticipata aveva violato i suoi diritti, compresa la libertà di espressione.

Baka presidente, Fidesz non partecipa al voto

L'elezione è arrivata in un clima politico tutt'altro che pacificato. I parlamentari di Fidesz, il partito di Orbán oggi all'opposizione, hanno deciso di non partecipare alla votazione e hanno contestato la legittimità dell'elezione.

La formazione continua a considerare Tamás Sulyok il legittimo capo dello Stato e sostiene che la sua rimozione sia stata ottenuta attraverso una modifica della Legge fondamentale promossa dalla nuova maggioranza. Fidesz ha inoltre annunciato che, qualora dovesse tornare al governo, intende ripristinare la precedente situazione.

Sul piano istituzionale, tuttavia, il Parlamento ha concluso la procedura prevista dalla legge e Baka assumerà la carica il 19 agosto. La presidenza ungherese ha soprattutto funzioni rappresentative e costituzionali: proprio per questo, la nomina ha un peso soprattutto politico e simbolico nella fase di trasformazione avviata dal nuovo governo.

Baka András
Baka András MTI

Nel discorso di insediamento: «Lo Stato non esiste per sé stesso»

Nel suo primo discorso da presidente eletto, Baka ha scelto di non attaccare direttamente singoli partiti o leader. Ha invece parlato delle profonde divisioni della società ungherese, delle ingiustizie politiche ed economiche e della necessità di ricostruire un sistema nel quale il potere pubblico sia nuovamente sottoposto a limiti chiari.

Il nuovo presidente ha insistito in particolare sullo Stato di diritto, sulla separazione dei poteri e sulla necessità di garantire anche il diritto a esprimere posizioni politiche contrarie a quelle della maggioranza.

Il riferimento al passato recente è evidente. Baka ha criticato l'uso di strumenti di governo che avevano progressivamente ridotto il ruolo del Parlamento e indebolito i meccanismi di controllo reciproco tra le istituzioni. Secondo il presidente eletto, una simile situazione non deve ripetersi.

La Costituzione, ha sottolineato, deve stabilire con chiarezza i confini del potere e nessuna forza politica può oltrepassarli. Per questo ha indicato la necessità di un confronto ampio, anche sul piano sociale e giuridico, sulla futura architettura costituzionale dell'Ungheria.

Baka ha inoltre sottolineato che il presidente non dispone del potere per risolvere direttamente i problemi del Paese, ma può svolgere un ruolo importante nel dare voce ai gruppi più vulnerabili e nel rappresentare la pluralità della società.

Un passaggio particolare è stato dedicato anche all'Europa e alle comunità ungheresi che vivono oltre i confini nazionali. Baka ha ribadito l'importanza della collocazione europea dell'Ungheria e della tutela dei diritti.

Il suo discorso si è concluso con una frase destinata a diventare il simbolo del nuovo corso: «Lo Stato non esiste per sé stesso, ma per l'uomo».

La rimozione di Sulyok e la svolta di Magyar

L'elezione di Baka chiude una fase iniziata dopo la vittoria del partito Tisza alle elezioni parlamentari del 12 aprile. Il nuovo primo ministro Péter Magyar aveva annunciato fin dalla sera della vittoria l'intenzione di intervenire sulle istituzioni e sui vertici dello Stato nominati durante il precedente governo.

Tra i primi obiettivi c'era proprio il presidente Tamás Sulyok, considerato vicino all'area politica di Orbán. Dopo il rifiuto di Sulyok di dimettersi, la maggioranza ha modificato la Legge fondamentale introducendo una disposizione che ha posto fine al suo mandato. Sulyok ha poi promulgato la modifica e ha lasciato la presidenza.

La scelta del successore è stata tutt'altro che immediata. Il gruppo parlamentare di Tisza ha valutato più candidati prima di puntare su Baka. In precedenza Magyar aveva proposto anche Judit Polgár, la più forte scacchista ungherese della storia, che però ha rifiutato la candidatura per motivi personali.

La storia di Baka che torna al centro della politica ungherese

La biografia del nuovo presidente rende la sua elezione particolarmente significativa.

Baka è stato giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo dal 1991 al 2008 e, dal 2009, presidente della Corte suprema ungherese. Nel 2011, durante il secondo governo Orbán, venne rimosso anticipatamente dall'incarico nell'ambito della riorganizzazione dell'ordinamento giudiziario che portò alla trasformazione della Corte suprema nella nuova Kúria.

Baka contestò il provvedimento davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Nel 2016 Strasburgo stabilì che la sua rimozione aveva violato i suoi diritti, rilevando anche il legame tra il provvedimento e le sue critiche alle riforme del sistema giudiziario.

Ora, quindici anni dopo quella rimozione, Baka torna ai vertici dello Stato. E lo fa proprio mentre il nuovo governo di Péter Magyar cerca di smantellare parte dell'eredità istituzionale lasciata dai governi di Orbán.

La sua elezione rappresenta quindi più di un semplice cambio al vertice della presidenza: è uno dei simboli della cosiddetta “de-orbanizzazione” dell'Ungheria, anche se il processo di trasformazione istituzionale resta accompagnato da forti tensioni politiche e dalle accuse di Fidesz nei confronti della nuova maggioranza.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Caldo record in Ungheria, centrale nucleare sotto pressione: consumi ridotti per salvare l’energia

Ungheria, il Danubio salva all'ultimo la centrale nucleare di Paks: evitato lo stop totale

Ungheria, inchiesta corruzione Fidesz: per esperti non viola lo stato di diritto