Una nuova scossa di magnitudo 4,6 ha colpito il Venezuela, devastato dai sismi del 24 giugno con 1.719 morti accertati. L'ONU stima fino a 68mila dispersi, tra cui decine di italiani. Lo Stato di La Guaira è l'area più colpita
Un terremoto di magnitudo 4,6 sulla scala Richter ha fatto tremare lunedì mattina le città venezuelane di Caracas e La Guaira, appena cinque giorni dopo i due sismi che hanno devastato il nord del Paese e causato almeno 1.719 morti.
Il presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez, ha inoltre reso noto che i terremoti hanno provocato 5.034 feriti, mentre 15.866 persone restano sfollate e altre 22.619 ricevono assistenza nei centri sanitari.
La cifra più preoccupante, però, arriva dalle Nazioni Unite, che stimano che potrebbero esserci fino a 68.000 dispersi.
Nel bilancio aggiornato figurano 11 persone con doppia cittadinanza italiana. La Farnesina ha confermato che hanno passaporto italiano, inoltre, quattro dei feriti e 40 dispersi.
L'epicentro del nuovo terremoto è stato localizzato a 2,9 chilometri di profondità e si trova 10 chilometri a est di La Guaira, una delle città più colpite dai due terremoti del 24 giugno.
Nelle ultime ore sono state registrate più di 400 scosse di assestamento, per questo restano in vigore varie misure preventive, come il divieto di usare gli ascensori e la sospensione della fornitura di gas naturale in alcune zone, soprattutto a Caracas, la capitale.
Le operazioni di soccorso
Mentre le operazioni di ricerca dei sopravvissuti proseguivano questa domenica, la presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha annunciato un piano di assistenza per le persone che hanno perso la loro abitazione a causa del terremoto.
Squadre di soccorso venezuelane e internazionali continuano a lavorare soprattutto tra le macerie degli edifici nello Stato costiero di La Guaira, nel nord del Paese e confinante con Caracas.
Lo Stato di La Guaira concentra la maggior parte delle vittime e dei danni materiali, al punto che il governo lo ha dichiarato zona di disastro e ha imposto il controllo militare nella regione.
Cinque giorni dopo il sisma, le operazioni di ricerca e soccorso continuano con l’impiego di nuovi macchinari e l’arrivo di squadre di soccorritori internazionali, anche se diminuiscono le aspettative di trovare altre persone vive sotto le macerie.
Nel corso della giornata, diversi governi hanno aggiornato il bilancio dei loro cittadini deceduti. Tra le vittime si contano 17 spagnoli, sette portoghesi, 46 lusodiscendenti, otto dei quali minorenni, e tre cileni. Per quanto riguarda i dispersi, le autorità consolari riportano 150 spagnoli e 83 portoghesi e lusodiscendenti di cui non si conosce ancora la sorte.
Le autorità venezuelane hanno segnalato almeno 3.150 persone ferite, una cifra inferiore alle 3.238 riportate sabato, senza fornire spiegazioni sulla differenza. Inoltre, hanno indicato che 12.721 famiglie sono state colpite e che 33 persone sono state tratte in salvo vive, senza però precisare in quale periodo sono avvenuti questi soccorsi.