La delegazione iraniana è giunta sabato nella città svizzera per discutere i dettagli dell'intesa quadro raggiunta ma anche l’attuazione dell’accordo visti gli ultimi sviluppi sul campo
JD Vance è arrivato in Svizzera per l'avvio dei colloqui con l'Iran per negoziare i dettagli dell'accordo provvisorio per la fine della guerra, firmato questa settimana, e per rafforzare l'intesa messa già a rischio dai nuovi raid di Israele in Libano e dalla nuova chiusura dello stretto di Hormuz.
"Dobbiamo continuare" a gestire la situazione fra Israele e Libano, ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti che si è augurato che ci siano progressi sul dossier del nucleare e sulla tregua in Libano. "Queste sono le due cose su cui penso siamo concentrati. Sono sicuro che gli iraniani avranno dei temi su cui vogliono parlare", ha detto.
Vance è arrivato a Lucerna, nella Svizzera centrale, dove trova la delegazione iraniana composta dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, giunti in città sabato.
Ai colloqui, insieme ai funzionari statunitensi e iraniani, saranno presenti anche il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate del Paese, il feldmaresciallo Asim Munir. Il Pakistan ha svolto il ruolo di mediatore durante la guerra e ha ospitato un precedente ciclo di negoziati tra Stati Uniti e Iran.
"Il Pakistan continuerà a sostenere l'attuazione degli accordi tra Teheran e Washington", ha dichiarato il ministero degli Esteri pakistano in un comunicato stampa prima dell'inizio dei colloqui. Vance spera di compiere progressi "sulla questione nucleare" e sul "cessate il fuoco in Libano".
"La situazione sta effettivamente migliorando e le tensioni si stanno un po' attenuando. Sarà qualcosa che dovremo gestire costantemente per garantire che Israele e il Libano siano entrambi al sicuro. Questo è fondamentalmente l'obiettivo, rendere l'intera regione sicura", ha affermato il vicepresidente Usa parlando con la stampa prima di imbarcarsi.I media iraniani riferiscono che una delegazione è partita sabato per la Svizzera per discutere con gli Stati Uniti l’attuazione di un’intesa di de-escalation e porre fine alla guerra in Medio Oriente.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento, è a capo della delegazione. Tra i membri figurano anche Abbas Araghchi, ministro degli Esteri, Ali Bagheri Kani, vice per gli affari internazionali della Segreteria del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, e Abdolnaser Hemmati, governatore della Banca centrale.
L’agenzia di stampa ufficiale Irna, dando notizia del viaggio della delegazione, ha riportato le dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghai, secondo cui la delegazione chiederà "l**’attuazione e il seguito degli impegni della controparte**" nell’ambito di questo accordo.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato: "Ogni intesa, ogni accordo si misura nel momento in cui deve essere attuato. Alla luce dell’esperienza che abbiamo fatto con le inadempienze della controparte, è ovvio che al momento dell’attuazione dovremo avanzare richieste molto ferme e serie".
"La controparte deve adottare al più presto le misure necessarie; in caso contrario, l’intero memorandum d’intesa si troverà in difficoltà", ha aggiunto.
In precedenza l’Iran aveva insistito perché l’accordo firmato con gli Stati Uniti includesse anche la cessazione dei combattimenti in Libano.
Nonostante ciò, sabato l’esercito israeliano e le forze di Hezbollah in Libano si sono scontrati di nuovo. In seguito a questi attacchi israeliani, l’Iran ha annunciato di aver nuovamente vietato il transito attraverso lo stretto di Hormuz.