Gli eurodeputati hanno definito il documento insufficiente e criticato i tagli di spesa proposti per 32,8 miliardi di euro. Poiché il bilancio necessita dell’approvazione del Parlamento, cresce la pressione per trovare un accordo entro la fine del 2026
Il Parlamento europeo ha respinto i tagli proposti nel progetto di bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2028-2034, hanno dichiarato gli eurodeputati Carla Tavares e Siegfried Mureșan in una conferenza stampa martedì.
Cipro, che ha la presidenza di turno del Consiglio dell'Ue e dunque presiede ai negoziati sul bilancio tra gli Stati membri, ha presentato la settimana scorsa un testo di compromesso che prevede tagli per 32,8 miliardi di euro al bilancio complessivo dell’Unione.
I tagli al Quadro Finanziario Pluriennale europeo (QFP), rappresentano una via di mezzo tra i Paesi che chiedevano riduzioni consistenti e quelli che sollecitavano invece un aumento dei fondi per agricoltura e politiche regionali.
Le divisioni tra co-legislatori esercitano una pressione ulteriore su un processo già complesso. L’UE punta a chiudere un accordo entro la fine del 2026, per evitare che il negoziato si prolunghi fino al 2027, un anno elettorale incluso in Italia. Ma il divario sempre più ampio tra le posizioni degli Stati membri e quelle del Parlamento mette a rischio questo obiettivo.
Secondo il Parlamento, i tagli proposti indeboliscono un bilancio già inadeguato, poiché il piano da 2.000 miliardi di euro presentato dalla Commissione europea nel luglio 2025 era stato giudicato insufficiente dagli eurodeputati.
«Il Parlamento europeo respinge con forza questi tagli», ha dichiarato Mureșan nella conferenza stampa di martedì. «Si oppone fermamente alla proposta del Consiglio di fissare i finanziamenti per agricoltura e coesione a un livello ancora inferiore rispetto alla dotazione già insufficiente proposta dalla Commissione europea», ha dichiarato l'europarlamentare romeno del PPE.
Nella sua proposta, il Parlamento europeo aveva chiesto un aumento del bilancio del 10 per cento. Gli eurodeputati hanno inoltre proposto di escludere dal calcolo del bilancio il rimborso di Next Generation EU, lo strumento di indebitamento comune approvato nel 2020 per attenuare l’impatto economico della pandemia di COVID-19.
Nel testo di compromesso, la presidenza cipriota ha deciso di non intervenire sulla questione dei meccanismi di correzione di bilancio, i cosiddetti rebate, sulle entrate derivanti da imposte a livello dell’UE, note come risorse proprie, e sul principio che rende il bilancio subordinato al rispetto dello Stato di diritto.
In risposta, il Parlamento ha criticato quella che definisce una mancanza di ambizione.
«Dobbiamo fare progressi sulle risorse proprie», ha dichiarato Tavares ai giornalisti. «Questo non si riflette nella bozza di testo. È difficile costruire un bilancio forte e rinnovato con dei tagli e senza nuove risorse proprie», ha proseguito la deputata portoghese.
Cosa c’è in gioco nel Quadro finanziario pluriennale
I negoziati sull’attuale bilancio sono iniziati nel luglio 2025, quando la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta da 2.000 miliardi di euro, che prevede cambiamenti significativi rispetto all’attuale quadro finanziario.
La Commissione ha individuato tre principali priorità di spesa: il fondo per la competitività, Global Europe (Europa globale) e i fondi Horizon.
La novità strutturale più importante riguarda le modalità di ripartizione dei fondi regionali, agricoli e per la pesca: la Commissione ha proposto di sostituire l’attuale sistema con Piani di partenariato nazionali e regionali, calibrati sulle specificità di ciascuno Stato membro.
Il bilancio prevede inoltre risorse per il rimborso di Next Generation EU. Il progetto di testo della presidenza cipriota costituirà la base della discussione tra i leader dell’UE in programma a Bruxelles il 18 e 19 giugno.