Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

In Spagna il talento non manca: la sfida è finanziarsi e risolvere problemi

Pilar Carrato, direttrice finanziaria (CFO) del Centro per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione (CDTI) all’Ibiza Tech Forum 2026.
Pilar Carrato, direttrice finanziaria (CFO) del Centro per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione (CDTI) all’Ibiza Tech Forum 2026. Diritti d'autore  Ibiza Tech Forum 2026.
Diritti d'autore Ibiza Tech Forum 2026.
Di Maria Muñoz Morillo
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Al Ibiza Tech Forum 2026, Pilar Carrato spiega perché scalabilità, disciplina finanziaria ed exit sono decisive per le startup spagnole. La manager finanziaria offre agli imprenditori le chiavi per trasformare le idee in successi.

L'ecosistema imprenditoriale ha un appuntamento imprescindibile con la realtà all'Ibiza Tech Forum 2026. Oltre alle grandi idee e alle innovazioni tecnologiche dirompenti, la viabilità di qualsiasi progetto emergente dipende dalla sua architettura finanziaria e dalla sua capacità di scalare.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Nessuno conosce meglio questo terreno di Pilar Carrato, direttrice finanziaria (CFO) del Centro per lo Sviluppo Tecnologico e l'Innovazione (CDTI), che durante il forum ha guidato un'interessante analisi su successi, errori e nodi irrisolti del settore in Spagna e si è fermata sul set di "Euronews" per parlare di talento, imprenditorialità, scalabilità e della ricetta del successo.

Forte dell'affidabilità di un ente pubblico che negli ultimi due anni ha investito 3 miliardi di euro, con un portafoglio attivo di 150 aziende e 40 fondi, Carrato analizza nel dettaglio le chiavi per competere nella prima divisione internazionale.

Redditizio vs scalabile: il linguaggio dell'investitore

Per Pilar Carrato, il primo errore di molte startup è la mancanza di focus strategico nella ricerca di capitali. "Devono sapere in che fase si trovano e a chi rivolgersi, altrimenti perderanno moltissimo tempo", avverte la manager finanziaria.

L'investitore privato non cerca solo un'attività redditizia, ma un modello scalabile, in grado di tracciare quella ambita curva a "J" che rappresenta il ciclo di scalabilità e redditività. In pratica, una fase iniziale di calo del flusso di cassa e di investimento, seguita da una crescita esponenziale dei ricavi senza aumentare i costi operativi.

Quando ci si siede di fronte a un finanziatore, la CFO del CDTI indica tre ingredienti irrinunciabili per blindare l'attrattiva di un'azienda:

1. Il team:

Un ecosistema multidisciplinare. Passare da un'idea locale a una globale richiede di uscire dall'autoimpiego e contare su figure ben definite per tecnologia (CTO), strategia (CEO), vendite e, in modo cruciale, finanza (CFO).

2. Orientamento al mercato

"Ci sono idee ottime, ma se non risolvono un bisogno reale del mercato, la startup si perderà per strada". Carrato invita i fondatori a prendere le distanze dal piano idilliaco del loro prodotto: "Il tuo prodotto è come un figlio e ti sembra bellissimo, ma se il mercato lo vuole diverso, dovrai modificarlo in un dialogo costante con i tuoi clienti".

3. Analisi della concorrenza:

In piena era dell'intelligenza artificiale, non sapere quali soluzioni simili si stanno sviluppando nel resto del mondo rende nullo qualsiasi pitch.

Il grande collo di bottiglia in Spagna: gli "exit" e la cultura aziendale

Confrontando lo scenario spagnolo con i grandi hub internazionali, Carrato individua con precisione il problema: il blocco nelle operazioni di uscita ("exit"). Un investitore entra ma poi resta intrappolato, senza poter uscire, qualcosa che lei attribuisce a un problema culturale dell'impresa spagnola.

L'esperta segnala un deficit culturale nei grandi attori del Paese: negli ultimi due decenni, appena dieci startup sono state acquisite da grandi corporation nazionali. A differenza di altri mercati, né i giganti aziendali né i fondi pensione spagnoli comprano tecnologia locale, il che finisce per "prosciugare" gli investitori privati, che non possono disinvestire per tornare a immettere liquidità nel sistema. Per correggere questa distorsione di mercato, Carrato chiede di snellire la regolamentazione, introdurre incentivi fiscali e rendere più flessibile l'accesso ai mercati secondari.

La disciplina finanziaria come assicurazione sulla vita

Dal suo punto di vista di direttrice finanziaria, la disciplina fin dal primo giorno condiziona completamente il successo. Una cattiva pianificazione delle tappe costringe l'imprenditore a vivere con l'acqua alla gola, da un round all'altro, invece di concentrarsi sul prodotto.

Inoltre, una cattiva strutturazione societaria iniziale può distruggere il valore di una grande idea. "Conosco aziende con buoni CFO che hanno triplicato le vendite, e prodotti altrettanto validi che scompaiono perché si sono finanziati in modo scorretto e i loro fondatori hanno firmato ciò che non avrebbero dovuto".

L'effetto leva della collaborazione pubblico-privato

Di fronte all'assenza di un muscolo finanziario privato robusto come in altri Paesi, Pilar Carrato difende l'ibridazione delle risorse. È qui che il CDTI interviene per mitigare il rischio. "Noi creiamo un effetto leva. Se ti servono due milioni di euro e l'investitore privato ne mette solo uno, il settore pubblico può fornire il resto".

La sua raccomandazione finale per i fondatori che cercano finanziamenti quest'anno è chiara: studiare a fondo tutta la gamma disponibile, dalle sovvenzioni del CDTI e i prestiti partecipativi di Enisa, fino al sostegno di lungo periodo di strumenti come ICO o Cofides. Con un avvertimento molto importante: "Bisogna sapere molto bene con chi ci si sposa. L'ingresso di un fondo è un matrimonio di lungo periodo; è fondamentale controllare quali condizioni si firmano per evitare che le strade si separino in un divorzio traumatico".

Video editor • Juan Isidro Montero Garcia

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Spagna accelera sulla reindustrializzazione: il 76% delle aziende ha già una strategia

Dazi, domanda debole e impegni per il clima trascinano il tasso di investimenti delle imprese dell'UE ai minimi da 11 anni

Ibiza e Sant Josep, banco di prova ideale dove innovazione e qualità della vita si incontrano