Da Roma a Berlino, da São Paulo a Istanbul: la manifestazione della capitale italiana, guidata da Global Movement to Gaza, riflette una protesta globale per Gaza, con migliaia di persone unite nel segno della solidarietà e della giustizia
È partito da Porta San Paolo il corteo della manifestazione nazionale convocata all’indomani dello sciopero generale, dentro una giornata che vede Roma inserirsi nella più ampia mobilitazione internazionale per Gaza.
La protesta, promossa dall’Usb e dai sindacati di base, ha portato in strada migliaia di persone contro le politiche di riarmo e il coinvolgimento dell’Italia nei teatri di guerra. Il corteo si è mosso sulle note di una canzone inedita, realizzata per questa giornata da Roger Waters, cofondatore dei Pink Floyd.
Presenti al corteo la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, l’attivista Greta Thunberg, la relatrice Onu Francesca Albanese, insieme agli attivisti Thiago Avila e Vincenzo Follone, accolti dalla testa del blocco insieme ai vigili del fuoco con bandiere palestinesi cucite sulla divisa.
Gli organizzatori denunciano la “complicità dell’Italia con Israele”e parlano apertamente di “genocidio in Palestina”, chiedendo lo stop immediato a ogni forma di cooperazione militare. La partecipazione cresce man mano che il corteo avanza lungo il percorso previsto, con una forte presenza di realtà sociali, collettivi studenteschi e gruppi sindacali.
Greta Thunberg: "È un fallimento del sistema"
Prima del corteo, Greta Thunberg aveva preso parte all’assemblea pubblica “Rebuild Justice” organizzata dal Global Movement to Gaza all’Università Roma Tre.
Dal palco dell’aula magna, l’attivista svedese ha parlato senza mezzi termini della situazione a Gaza e del ruolo delle istituzioni internazionali: "Il fatto che la Flotilla sia ancora in mare non è un successo, è un fallimento. È il fallimento di un sistema basato sullo sfruttamento di pochi verso i molti", ha dichiarato.
Thunberg ha poi aggiunto che ormai “anche le istituzioni dicono ciò che i palestinesi ripetono da sempre, che è in corso un genocidio”, sottolineando la necessità immediata di interrompere “ogni complicità finanziaria e militare”. Uscendo dall’università, ha ribadito che "il cessate il fuoco viene costantemente violato e i palestinesi sono ancora sotto attacco", liquidando con un «non mi appassiona molto» la domanda su Giorgia Meloni.
Francesca Albanese: "La paura è il silenziamento della verità"
Accanto a Thunberg, la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha denunciato la rimozione mediatica della situazione nei territori occupati.
"Io ho paura che il genocidio continui, anche grazie al silenziamento della verità", ha affermato Albanese, ricordando che “oltre il 50 per cento della Striscia di Gaza è occupato dai carri armati israeliani” e che in Cisgiordania, “dove non c’è Hamas”, si contano oltre 1.200 omicidi.
Albanese ha indicato con precisione quali misure dovrebbe adottare un Paese che si definisca uno Stato di diritto: "L’Italia e l’Unione europea devono smettere di trasferire armi, di fare esercitazioni militari con Israele e di commerciare tecnologie che possano alimentare i crimini in corso".
La nuova missione della Global Movement to Gaza
Sul palco di Roma Tre, la portavoce italiana della Global Sumud Flotilla Maria Elena Delia ha annunciato la preparazione di un convoglio di terra diretto verso Gaza nei primi mesi del prossimo anno.
Il progetto punta a far entrare aiuti umanitari — “ne servirebbero almeno 600 camion al giorno, ne entrano poco più di 100” — ma anche a mettere alla prova la narrativa secondo cui i valichi sarebbero stati riaperti.
“Se con tutte le autorizzazioni non ci faranno entrare, significherà che non funziona nulla”, ha detto Delia, che ha lanciato un appello alla partecipazione internazionale.
Emergenza umanitaria: l’allarme dell’Unicef
Sul fronte umanitario, la situazione dei minori nella Striscia di Gaza resta drammatica. Secondo l’Unicef, quasi 9.300 bambini sotto i cinque anni sono risultati affetti da malnutrizione acuta solo nel mese di ottobre.
Sebbene la cifra sia in leggero calo rispetto ai mesi precedenti, resta tra le più alte mai registrate. Molte famiglie continuano ad avere accesso solo a due gruppi alimentari su otto, mentre alimenti essenziali - soprattutto proteine animali - risultano introvabili o economicamente inaccessibili. L’arrivo dell’inverno, aggiunge l’agenzia, aumenta il rischio di malattie, ipotermia e mortalità infantile.
Una piazza italiana dentro una mobilitazione mondiale
La manifestazione di Roma non è un episodio isolato: fa parte di una serie di iniziative che negli ultimi mesi stanno attraversando città europee e non solo, coordinate dal Global Movement to Gaza.
La capitale italiana diventa così uno dei nodi della mobilitazione internazionale che chiede un cessate il fuoco reale, la fine delle forniture militari e un impegno politico concreto per porre fine alla crisi umanitaria nella Striscia.
Mentre il corteo romano prosegue verso piazza San Giovanni, il messaggio è chiaro: Gaza non può essere lasciata sola, né sul piano politico né su quello umanitario.