Una persona è stata portata in ospedale a Cagliari per un sospetto caso di Ebola. Le autorità sono intervenute per ricoverare il paziente ed eseguire i necessari controlli. Il paziente era rientrato dalla RDC
Scattati i protocolli per un sospetto caso di Ebola a Cagliari, in Sardegna. Una persona è stata trasportata all'ospedale Santissima Trinità nel centro infettivi, dopo essere stata prelevata da casa, perché accusava sintomi riconducibili al virus.
Sul posto sono arrivati polizia, vigili del fuoco e polizia locale, mentre i medici e infermieri dotati di tute asettiche e maschere sono entrate nell'abitazione e hanno prelevato il paziente che è stato trasportato in ospedale.
Il ministero della Salute ha diffuso in serata una nota in cui spiega che il paziente è sintomatico ed era rientrato dalla RDC. Nella nota si legge che gli accertamenti saranno svolti dallo Spallanzani di Roma in serata. "Il paziente si trova al momento in isolamento presso una struttura ospedaliera", continua il ministero e ribadisce che il rischio Ebola in Italia "resta molto basso".
L'Italia chiede maggiori controlli alle frontiere
L'Italia, nei giorni scorsi, ha inviato nella Repubblica Democratica del Congo esperti dello Spallanzani. La premier Meloni ha anche proposto di inserire la gestione delle frontiere nell'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. In vista dell'appuntamento, il governo di Roma ha chiesto di anticipare il coordinamento con una videoconferenza dei ministri della Salute la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative.
I casi di Ebola in RDC e Uganda
Il direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC) Jean Kaseya ha detto al Financial Times domenica che attualmente sono 263 i casi di ebola e 43 i decessi confermati nella Repubblica democratica del Congo (Rdc) e in Uganda alla data del 30 maggio, mentre i casi sospetti sono più di 1.100.
Secondo l'esperto, il medico ha sottolineato che l'epidemia sta colpendo una regione sotto pressione" e ha avvertito che "il rischio di una diffusione regionale è concreto". Kaseya ha poi detto che esiste "una risposta africana che sta prendendo forma rapidamente e i partner internazionali continuano a svolgere un ruolo essenziale".