L’accordo tra von der Leyen e Zelensky punta a unire la base industriale dell’Ue con l’esperienza maturata dall'Ucraina in oltre quattro anni di guerra contro la Russia. L'idea è quella di produrre e immagazzinare droni sul territorio dell'Unione. Rimane da vedere come reagirà Mosca
L'Unione europea e l'Ucraina hanno firmato un accordo per aumentare insieme la produzione di droni, una tecnologia in rapida evoluzione che ha ridefinito la guerra moderna.
L'accordo è stato annunciato mercoledì dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev.
L'iniziativa punta a combinare la base industriale dell'UE con il know-how d'avanguardia dell'Ucraina, maturato in oltre quattro anni di combattimenti contro le truppe russe.
I droni sono stati determinanti per aiutare Kiev a compensare l'inferiorità numerica e a lanciare attacchi a lunga gittata contro le raffinerie di petrolio russe, innescando una crisi dei carburanti.
"Stiamo producendo 10 milioni di droni all'anno, 10 milioni. E diventeranno 20 milioni", ha detto Zelensky durante una cerimonia per la Giornata dello Stato ucraino, in piazza San Michele, nella capitale. "Per la prima volta l'Ucraina ha cambiato in modo radicale il campo di battaglia".
I finanziamenti arriveranno da due fonti dell'UE: il prestito di sostegno da 90 miliardi di euro all'Ucraina e i circa 10 miliardi ancora disponibili nel programma di difesa SAFE.
Finora diversi Paesi dell'UE hanno firmato accordi bilaterali con l'Ucraina per sfruttarne l'ingegnosità tecnologica. L'intesa approvata mercoledì aggiunge una dimensione più ampia, perché rende il partenariato disponibile a tutti i 27 Stati membri.
"In Europa abbiamo già una grande capacità tecnologica e industriale che può essere mobilitata. E disponiamo di siti produttivi sicuri che possono aiutare ad aumentare la scala", ha detto von der Leyen nel suo discorso.
"Ma non abbiamo quelle conoscenze e competenze testate sul campo che l'Ucraina ha forgiato. Quindi, il punto è che dobbiamo unire le nostre forze. Insieme possiamo lavorare a una produzione congiunta".
Una novità importante è la possibilità di costruire e immagazzinare i droni in tutto il territorio dell'Unione, e non in Ucraina, così da offrire loro un rifugio contro gli attacchi russi.
Lo stoccaggio sarà però di breve durata, a causa della rapida evoluzione di questa tecnologia.
Dopo due o tre mesi, i droni saranno trasferiti in Ucraina oppure agli Stati membri interessati a rafforzare le proprie capacità, in particolare sul fianco orientale dell'UE.
Resta da vedere come reagirà Mosca, le cui azioni contro i Paesi dell'UE sono diventate sempre più provocatorie, di fronte a questo piano.
In una seconda fase, la Commissione intende estendere l'accordo con l'Ucraina alla produzione di sistemi missilistici balistici e antibalistici, ma si tratta di una prospettiva ancora lontana.
"Ora è il momento di investire in Ucraina, di investire in Europa", ha affermato von der Leyen, "e di investire nella nostra sicurezza e nel nostro futuro comuni".