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Ebola: in RDC prima guarigione, l'Italia chiede all'Ue un coordinamento rafforzato alle frontiere

Struttura sanitaria per il contenimento dell'Ebola
Struttura sanitaria per il contenimento dell'Ebola Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Ilaria Cicinelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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In seguito ai timori suscitati dal rientro di tre italiani dall'Africa centrale, dove aumentano i casi di infezioni da Ebola nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato l'Ue a rafforzare e a coordinare la sorveglianza alle frontiere

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato il primo caso di guarigione di un paziente affetto da Ebola. "La Repubblica Democratica del Congo ha comunicato che il 27 maggio un paziente è guarito, ha lasciato l'ospedale ed è stato dimesso", ha dichiarato ai giornalisti Anais Legand dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha invitato, intanto, i leader europei a prestare la massima attenzione alla situazione epidemiologica nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, dove si è sviluppato un focolaio del virus Ebola Bundibugyo che finora ha causato circa 238 decessi sospetti, secondo Save the Children.

Nella lettera, rivolta al presidente del Consiglio dell'Ue Nikos Christodoulides, al presidente del Consiglio europeo António Costa e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Meloni sollecita "un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite".

L'Italia invia nella RDC esperti dallo Spallanzani

Meloni ha proposto "l'inserimento del tema della gestione delle frontiere all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. In vista di questo appuntamento, il Governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative".

Il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha inoltre emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite.

Infine, questo fine settimana – grazie al lavoro della Farnesina, del Ministero della Salute, della Protezione Civile e dell’Aise –l’Italia invierà a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani, per fornire assistenza tecnica, consegnare materiale sanitario e medicinali, e rafforzare la sorveglianza epidemiologica, si legge nella nota di Palazzo Chigi.

"Siamo a conoscenza della lettera di Giorgia Meloni, ma non ci è ancora arrivata", ha detto la portavoce della Commissione europea per la Salute Eva Hrcinova nel briefing quotidiano con la stampa.

L'ECDC rassicura su timori per diffusione Ebola: "Rischio molto basso per la popolazione in Europa"

Giovedì, il rientro in Italia di una chirurga di Medici senza frontiere, che era stata a contatto con pazienti contagiati dal virus, ha suscitato preoccupazione, sebbene il ministero della Salute abbia sottolineato che l'allarme nel Paese è basso e finora non ci sono casi accertati. La donna al momento non presenta sintomi ed è tenuta sotto osservazione allo Spallanzani.

Ad alimentare i timori di una diffusione inaspettata del virus nei giorni scorsi, anche il rientro di due cooperanti dall'Uganda poi risultati negativi, un uomo di 31 anni e una donna di 33 originari della provincia di Como, che per tre mesi hanno svolto nel Paese africano attività di volontariato. I due, in isolamento all'ospedale Sacco di Milano, presentavano sintomi come febbre alta, vomito e disturbi intestinali, compatibili con quelli dell'ebola.

Un medico statunitense, attualmente ricoverato a Berlino, è invece risultato positivo.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha ribadito come “l'attuale epidemia è motivo di seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile alle precedenti epidemie di Ebola”, si legge in una nota, ma il rischio per la popolazione in Europa rimane "molto basso". I principali timori derivano dal fatto che non esiste un vaccino o una terapia per il virus Bundibugyo

Per arginare la diffusione del patogeno, il direttore dell'OMS Tedros ha chiesto "un cessate il fuoco immediato" tra i gruppi armati nella RDC e le forze governative "per contenere questa epidemia e consentirci un accesso sicuro ai sanitari". Intanto, l'Uganda ha chiuso i confini con la RDC.

Il Messico vieta l'ingresso dai Paesi africani

Per fronteggiare il rischio alto di diffusione dell'Ebola, il Messico ha vietato temporaneamente per 60 giorni l'ingresso ai cittadini non residenti che negli ultimi 21 giorni siano stati in Uganda, Repubblica Democratica del Congo o Sud Sudan.

La misura, riferita dalla compagnia Vivo: i connazionali possono invece rimpatriare senza restrizioni, ma il ministro della Salute David Kershenobich Stalnikowitz li ha esortati a riprogrammare il viaggio.

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