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La birra contiene più vitamina B6 di quanto ritenuto finora dagli scienziati

La birra contiene più vitamina B6 di quanto si pensasse
La birra contiene più vitamina B6 di quanto si pensasse Diritti d'autore  Credit: Pexels
Diritti d'autore Credit: Pexels
Di Theo Farrant
Pubblicato il
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Un nuovo studio indica che una pinta di birra contiene una quantità insospettabilmente significativa di vitamina B6. La versione analcolica potrebbe essere una delle opzioni migliori per assumerla.

Bere una pinta di birra può apportare "quantità significative" di una vitamina essenziale per il cervello, secondo una nuova ricerca pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry (fonte in inglese). E questo vale anche per le versioni analcoliche.

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I ricercatori hanno analizzato 65 birre tedesche in commercio con una nuova tecnica di laboratorio e hanno riscontrato che i livelli di vitamina B6 variavano molto, ma erano sempre superiori alle stime precedenti.

La vitamina B6, che l’organismo non è in grado di produrre da solo, fa bene al cervello, al sangue e al sistema immunitario ed è presente in molti alimenti diversi. Secondo gli autori, una normale porzione di birra può coprire circa il 15% del fabbisogno quotidiano di B6.

La carenza di vitamina B6 è più diffusa di quanto si pensi. Circa un adolescente europeo su cinque ha valori insufficienti, mentre circa un americano su dieci presenta livelli troppo bassi. Valori ridotti di B6 sono stati associati a depressione, malattie cardiovascolari e infiammazione.

Che cosa ha scoperto lo studio?

Dopo l’analisi delle 65 birre tedesche, le concentrazioni totali di vitamina B6 variavano da 95 a oltre 1.000 microgrammi per litro, a seconda del tipo di birra.

Gli autori sottolineano che «le variazioni nella composizione di vitamina B6 erano dovute soprattutto alle materie prime e non tanto alla tecnologia di produzione». In altre parole, conta molto di più ciò che si mette nella birra rispetto al modo in cui viene prodotta.

Le birre bock, uno stile ricco e forte prodotto con grandi quantità di malto d’orzo, contenevano i livelli più alti, in media circa 808 microgrammi per litro. Le lager standard si attestavano intorno a 515 microgrammi, mentre le birre di frumento e di riso avevano le concentrazioni più basse.

L’ingrediente chiave è l’orzo. Contiene quasi quattro volte più vitamina B6 rispetto al riso e, osservano gli autori, la birra «prodotta con orzo presenta un contenuto complessivo di B6 significativamente più elevato».

E la birra analcolica?

I ricercatori non hanno riscontrato differenze significative nel contenuto di vitamina B6 tra le lager normali e le loro versioni analcoliche. Eliminare l’alcol, insomma, non fa sparire anche i nutrienti.

Lo studio individua due grandi metodi per produrre birra analcolica: limitare la fermentazione fin dall’inizio, il che lascia livelli di zucchero più alti nel prodotto finito, oppure consentire una fermentazione completa e poi rimuovere fisicamente l’alcol con processi come la distillazione sotto vuoto o la filtrazione a membrana.

Secondo gli autori, la seconda tecnica di produzione avrebbe «un impatto positivo» sulla concentrazione di B6.

Alcune lager analcoliche hanno dato risultati particolarmente buoni. Il campione con il valore più alto conteneva 761 microgrammi per litro: una bottiglia standard da 500 ml coprirebbe così circa un quarto del fabbisogno giornaliero di B6 raccomandato per una donna.

Dunque la birra fa bene?

In sintesi, no. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato che non esiste un livello di consumo di alcol completamente sicuro, un punto che gli stessi autori dello studio riconoscono esplicitamente.

L’alcol è classificato come cancerogeno di gruppo 1, la categoria di rischio più alta: significa che è riconosciuto come causa di tumori nell’essere umano. Il consumo è inoltre associato a un rischio maggiore di malattie epatiche, problemi cardiaci ed effetti negativi sulle funzioni cerebrali.

Lo scorso anno una ricerca pubblicata su BMJ Evidence-Based Medicine ha messo in evidenza il possibile impatto dell’alcol sulla salute del cervello. Quello studio, che ha coinvolto circa 560.000 persone nel Regno Unito e negli Stati Uniti, ha rilevato che un maggiore consumo di alcol è associato a un rischio più elevato di demenza.

«Per chiunque scelga di bere, il nostro studio suggerisce che un consumo più elevato di alcol porta a un rischio maggiore di demenza», ha dichiarato in un comunicato Stephen Burgess, statistico dell’Università di Cambridge.

Un altro precedente studio basato su scansioni cerebrali ha riscontrato che bere una o due unità di alcol al giorno era associato a una riduzione del volume cerebrale e a modifiche della sua struttura, che potrebbero essere collegate a perdita di memoria e demenza.

La birra, naturalmente, non è l’unica fonte di vitamina B6. Il nutriente è ampiamente disponibile negli alimenti di uso quotidiano, in particolare pesce, frattaglie, patate, frutta non agrumaria, semi di soia, legumi, arachidi e cereali arricchiti.

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