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Difesa, per Kubilius servono 500 miliardi di dollari per compensare il ritiro degli Usa

Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius a Bruxelles, mercoledì 19 marzo 2025
Il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius a Bruxelles, mercoledì 19 marzo 2025 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Angela Skujins
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Mentre l’amministrazione Trump continua a disimpegnarsi dall’Europa, il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius ha avvertito che il continente potrà colmare il vuoto solo con più cooperazione e enormi spese

Per colmare il ritiro in corso da parte degli Stati Uniti di equipaggiamenti militari chiave dall’Europa occorreranno 500 miliardi di euro, ha dichiarato martedì il commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius. Secondo il quale i Paesi membri dovranno perciò fare fronte comune e iniziare a produrre i "grandi sistemi" di cui ha bisogno per difendersi. In caso contrario, secondo lo stesso Kubilius, se ne pagheranno le conseguenze.

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“Al momento abbiamo grandi sfide industriali nel settore della difesa per l’Unione europea”, ha spiegato nel corso di un evento pubblico a Bruxelles. "Esperti tedeschi hanno calcolato di recente che il costo sarà attorno ai 500 miliardi di euro per gli europei, grazie ai quali si potranno costruire queste infrastrutture strategiche e sostituire quelle americane che si trovano ora nel continente europeo".

"Abbiamo bisogno adesso - ha aggiunto - di un profondo cambiamento delle nostre politiche e pratiche in materia di difesa".

Questi strumenti comprendono difesa aerea, ricognizione, trasporto aereo strategico e altro ancora. Il commissario alla Difesa ha basato il suo ragionamento su uno studio dell’Istituto Kiel, secondo il quale la spesa citata dovrà essere spalmata sui prossimi 10 anni.

"Progressi significativi verso la sovranità militare possono essere raggiunti entro 3-5 anni e un elevato grado di autonomia può essere conseguito nella maggior parte dei settori entro 5-10 anni, a condizione che questi obiettivi siano perseguiti come priorità politica attraverso uno sforzo europeo concertato", sostiene lo studio.

Kubilius ha ribadito più volte che, per difendersi da un eventuale aggressione esterna, l'Unione europea dovrà produrre un quantitativo maggiore di tali infrastrutture, e farlo più rapidamente. Pur ammettendo che tale piano necessita di "un grande quantitativo di denaro".

Diverse agenzie di sicurezza europee hanno avvertito che la Russia potrebbe essere pronta ad attaccare un alleato della Nato o uno Stato membro dell'Unione europea entro il 2030. La minaccia è aggravata dal fatto che il presidente statunitense Donald Trump sta usando il suo secondo mandato per diminuire appunto la presenza militare in Europa.

Trump ha annunciato il ritiro di cinquemila soldati statunitensi dalla Germania

Di recente il presidente americano ha annunciato il ritiro di cinquemila soldati dalla Germania, parte di una più ampia campagna di riduzione delle truppe che dovrebbe svolgersi nell’arco di 6-12 mesi. In Europa sono schierati circa 80mila militari statunitensi sotto l’egida della Nato. Le tensioni tra Washington e i Paesi membri dell'Alleanza atlantica – 23 dei quali sono anche Stati membri dell'Ue – si sono acuite nelle ultime settimane a causa della riluttanza dell’Europa a sostenere Washington nella sua campagna militare contro l’Iran.

A fine aprile il cancelliere tedesco Friederich Merz ha dichiarato che i negoziatori della Casa Bianca sono sati "umiliati" dalla leadership iraniana, dichiarazioni seguite proprio dall’annuncio dei tagli alle truppe Usa in Germania.

Di recente l’ambasciatore statunitense presso l'Ue, Andrew Puzder, ha dichiarato a Euronews che Trump è "ancora deluso" dall’Europa per la sua posizione sulla guerra. Il presidente americano ha perfino definito i suoi alleati della Nato dei "codardi" sui social media, promettendo che ricorderà come il mancato apporto alla campagna in Medio Oriente.

Il fallimento del programma Fcas e il tentativo di sopperire con i progetti finanziati da Safe

Nonostante la volontà politica di Bruxelles di incrementare la capacità di difesa, restano aperte questioni fondamentali su come l’Europa possa sostenere i mastodontici progetti necessari. Le osservazioni di Kubilius arrivano a un giorno di distanza dall’annuncio di Merz e del presidente francese Emmanuel Macron, secondo i quali il progetto di punta della difesa europea, il programma franco-tedesco Future Combat Air System (Fcas), è stato abbandonato.

Il progetto era stato lanciato nel 2017 per sostituire i caccia Rafale francesi e gli Eurofighter utilizzati da Germania e Spagna. Doveva essere affiancato da droni, sensori e sistemi di comunicazione digitale progettati per operare insieme in un campo di battaglia interconnesso. Era considerato un banco di prova fondamentale per gli sforzi europei volti a lavorare più a stretto contatto sulla difesa, nel tentativo di presentare un fronte unito di fronte a una Russia ostile in un momento di rapporti sempre più tesi con gli Stati Uniti.

Interpellato da Euronews sul fatto che una cooperazione paneuropea in materia di difesa sia davvero conseguibile e se il fallimento del programma Fcas sia di cattivo auspicio per i futuri progetti, il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha affermato che l'organismo esecutivo comunitario non intende commentare progetti specifici. Ha però sottolineato che gli strumenti di finanziamento innovativi dell'Ue, in particolare il programma Security Action for Europe (Safe), potranno garantire un contributo importante. "Si tratta di una priorità assoluta individuata dal commissario Kubilius e anche dalla stessa presidente Ursula von der Leyen", ha precisato.

La Commissione europea ha destinato circa 150 miliardi di euro in prestiti nel quadro del programma, con l’obiettivo di assicurarsi che i governi nazionali spendano abbastanza per le loro difese. L’obiettivo è che, se gli Stati Uniti continueranno a tirarsi indietro e la Russia si presenterà alle porte entro il 2030, l’Europa sia pronta.

"Gli acquisti congiunti sono più che attivi e, ancora una volta, il successo di Safe parla da sé", ha dichiarato Regnier. Diciotto domande sono state approvate dalla Commissione e cinque accordi di prestito sono stati finalizzati.

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