Oltre 100 organizzazioni internazionali sostengono che la responsabilità della sicurezza dei minori debba ricadere sulle aziende di IA, non sui genitori.
Oltre 100 organizzazioni, tra cui Amnesty International e Save the Children, chiedono ai governi di rendere l'intelligenza artificiale sicura per i bambini in un appello congiunto, alla vigilia del primo vertice globale delle Nazioni Unite sulla governance dell'IA.
La coalizione, guidata dall'organizzazione per i diritti dei minori 5Rights Foundation, sostiene che l'IA sta già danneggiando i bambini e che gli attuali approcci normativi li deludono, perché intervengono solo quando il danno è ormai fatto.
L'allarme arriva mentre si moltiplicano le cause contro aziende dell'IA, come Character Technologies e OpenAI, per gli effetti della tecnologia sui minori, in particolare dei chatbot "companion" progettati per simulare relazioni emotive continuative. Secondo le denunce, questi chatbot vengono commercializzati come sicuri per i bambini senza avvertenze adeguate.
In una dichiarazione diffusa lunedì, in vista del primo Global Dialogue on AI Governance delle Nazioni Unite, il gruppo sostiene che i governi dovrebbero intervenire sui modelli di business che, a suo giudizio, alimentano il problema.
"I bambini ci hanno fornito una diagnosi chiara del problema", ha dichiarato Leanda Barrington-Leach, direttrice esecutiva di 5Rights.
"Non ci chiedono di bloccare l'innovazione nell'IA, ma non può neppure ridursi a ripulire il disastro dopo che il danno è stato fatto".
La coalizione sollecita dieci misure che chiede ai governi di adottare per prevenire i danni ai bambini.
Tra queste: obbligare le aziende a dimostrare che i sistemi di IA sono sicuri per i bambini prima della loro immissione sul mercato; prevedere sanzioni economiche per le società i cui prodotti violano i diritti dei minori; vietare le funzionalità di design che sfruttano le vulnerabilità psicologiche dei bambini; proibire l'uso commerciale di immagini, voci e dati biometrici dei minori.
Secondo il gruppo, non servono nuove leggi, ma soltanto l'applicazione degli impegni che i governi hanno già assunto con la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e con il Global Digital Compact delle Nazioni Unite, il quadro globale che li vincola al rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani online.
"Finché le aziende saranno premiate per la rapidità, il livello di coinvolgimento e la raccolta di dati, e non per la sicurezza, continueremo a curare i sintomi mentre la malattia diventa endemica", ha affermato Barrington-Leach, aggiungendo che il rispetto dei diritti dei bambini "deve diventare una condizione per fare impresa, non un optional".