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Droni e robot: come la guerra in Ucraina guida l'innovazione tecnologica

Un pilota ucraino di droni raggiunge un drone da ricognizione nella regione di Luhansk, Ucraina, sabato 19 agosto 2023.
Un pilota ucraino di droni raggiunge un drone da ricognizione nella regione di Luhansk, Ucraina, sabato 19 agosto 2023. Diritti d'autore Bram Janssen/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Bram Janssen/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Joshua Askew
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha galvanizzato il settore tecnologico, incentivando investimenti da parte dei governi e sollecitando startup di tutta Europa

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La guerra in Ucraina ha sconvolto la vita di milioni di persone. In particolare, ovviamente, ucraini e russi. Ha anche scatenato la più grande crisi di rifugiati in Europa dai tempi della Seconda guerra mondiale. Ha quindi spinto la Finlandia e la Svezia a entrare nella Nato e ha fatto salire alle stelle le bollette dell'energia e dei generi alimentari: l'elenco delle conseguenze del conflitto è infinito.

Tuttavia, una trasformazione profonda, ma della quale si parla meno, è quella tecnologica. I combattimenti in Ucraina hanno incentivato fortemente l'innovazione nell'industria della difesa, con i Paesi occidentali che hanno speso miliardi in armi. In particolare, si è assistito ad un uso intensivo dei droni: i veicoli aerei senza pilota sono diventati uno strumento chiave delle campagne militari di Mosca e di Kiev.

Secondo Fortune business insights, il mercato globale di tali mezzi aerei dovrebbe crescere dai 13,3 miliardi di euro del 2023 a 33,4 miliardi di euro entro il 2030. Mentre l'estenuante controffensiva ucraina continua, la stessa Kiev vuole spendere circa un miliardo di euro per migliorare le proprie capacità di combattimento contro i droni, come riferito dall'agenzia di stampa AP.

"Stiamo sviluppando una nuova tecnologia davvero agile", ha dichiarato Rauno Lember, direttore operativo di Marduk Technologies, durante una tavola rotonda di esperti del settore della difesa estone. Definita "killer dei droni nemici", la sua azienda ha sviluppato il "Marduk Shark", sistema mobile in grado di rilevare, tracciare e distruggere i droni fino a 5 chilometri di distanza.

Tanel Meos/Tanel Meos
The Marduk SharkTanel Meos/Tanel Meos

Nel 2016, quando la Marduk - una startup estone che prende il nome da una divinità babilonese che cacciava i draghi - ha iniziato a sperimentare dispositivi "elettro-ottici" in grado di rintracciare droni non rilevabili tramite segnali radio, "tutti ridevano di noi", dice Lember, perché tale tecnologia non esisteva ancora.

Da allora, però, i droni sono diventati meno facili da individuare, e hanno acquisito capacità di agire autonomamente, rendendo la tecnologia di Marduk utile sul campo di battaglia. Pur non potendo fornire dettagli precisi, l'imprenditore estone ha dichiarato in un'intervista a Euronews Next che i sistemi Marduk sono stati impiegati in Ucraina.

Il ministro per la Trasformazione digitale del Paese, Mykhailo Federov, ha dichiarato all'AP che Kiev è impegnata a costruire un "esercito di droni" all'avanguardia, il cui valore sarà evidente entro la fine di quest'anno. Nonostante i progressi, Lember ha aggiunto che ci sono ancora grandi interrogativi su come utilizzare questa tecnologia sul campo di battaglia: "Al momento non esiste una soluzione veramente valida per i droni. Quando le aziende dicono di avere una soluzione capace di contrastarli in modo infallibile mentono".

"Le aziende sono in grado di rilevare i droni a chilometri di distanza, ma il problema è che non sanno come abbatterli in modo efficace", ha precisato, citando l'enorme disparità esistente tra il costo di un missile anti-drone rispetto al drone stesso.

Un'altra tecnologia innovativa è quella dei veicoli terrestri senza equipaggio, detti anche robot. A partire dal 2013, la Milrem Robotics ha sviluppato 15 sistemi di questo tipo, che sono stati impiegati in 16 Paesi del mondo, tra cui l'Ucraina e diversi membri della NATO.

Il suo "TheMis UGV", scattante e poco rumoroso, è un robot telecomandato che può essere armato o utilizzato per lo smaltimento di bombe e la raccolta di informazioni.

Tanel Meos/Tanel Meos
Il THeMIS UGVTanel Meos/Tanel Meos

"Quello che abbiamo visto sul campo in Ucraina conferma il nostro obiettivo... la nostra robotica è stata concepita al fine di evitare di mettere in pericolo gli esseri umani", ha affermato Sten Allik, direttore del CD&E di Milrem Robotics ad un panel di esperti, tenutosi in un cantiere navale a Kopli, nei pressi di Tallinn. "È questo l'aspetto più importante".

"Con macchine che necessitano solo di un po' di carburante e di un po' di manutenzione, sono certamente un'opzione", ha aggiunto il dirigente. All'Ucraina sono stati venduti 14 TheMIS: "Ci sono circostanze in cui i robot sono già oggi migliori degli esseri umani , ha aggiunto.

Finora la tecnologia di Milrem è semi-autonoma e assiste le truppe di prima linea, piuttosto che sostituirle, e Allik ha affermato che sarà così anche nel prossimo futuro. "La tecnologia in realtà non è ancora al punto di poter sostituire la prima linea. L'obiettivo è quello, ma ancora non ci siamo".

Tuttavia, la velocità dell'innovazione tecnologica rimane altissima. "Qualsiasi sistema di contrasto ai droni precedente al 2019 è antiquato", ha affermato James Acuna, membro dell'European Defence Investor Network durante la tavola rotonda. "Il mercato degli anti-Uav (unmanned aerial vehicle, ndr) evolverà sicuramente e l'Ucraina sta guidando la carica sul lato militare". 

Questa rapidità è alimentata dal fatto che le forze russe sono solitamente in grado di sviluppare contromisure all'impiego di nuove tecnologie da parte di Kiev nel giro di poche settimane, secondo Allik. "C'è una spinta permanente e chi è in grado di gestirla è colui che è in grado di scegliere la velocità", ha detto.

Il gruppo di esperti ha sottolineato che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia ha incoraggiato un maggior numero di persone a lavorare nell'industria tecnologica della difesa. In particolare, ciò si è verificato in Estonia, anche per via della vicinanza geografica con la Russia: "I giovani sono molto più disposti a partecipare non solo tutta questa innovazione, ma anche il lavoro ordinario".

Tanel Meos/Tanel Meos
Un drone militareTanel Meos/Tanel Meos

Secondo il gruppo di esperti, uno dei maggiori impatti è forse il modo in cui l'atteggiamento di militari e governi nei confronti della tecnologia è stato modificato: nel 2021 la Nato ha lanciato il Defence innovation accelerator for the North Atlantic (DiaNA), finalizzato a promuovere innovazioni. Negli ultimi 10 anni, i clienti militari erano "molto difficili", afferma Vaik, "soprattutto se il loro Paese era in pace. Ma ora per noi non è più così. Tutti i militari del mondo sono molto più aperti al dialogo. Sanno più esattamente di cosa hanno bisogno".

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