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Usare i batteri per sviluppare vaccini

In collaborazione conThe European Commission
Usare i batteri per sviluppare vaccini
Diritti d'autore  euronews
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Di Cristina Giner & Julian GOMEZ
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Luis Serrano, direttore del Centro di regolazione genomica di Barcellona, da anni studia i batteri per trovare indizi che consentano di sviluppare vaccini contro le malattie respiratorie.

​Come usare i batteri per sviluppare vaccini? Luis Serrano, direttore del Centro di regolazione genomica (Crg) di Barcellona, da anni studia i batteri per trovare indizi che consentano di sviluppare vaccini contro le malattie respiratorie negli animali d'allevamento e negli umani.

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"Realizzare vaccini contro un organismo, che sia un virus o un batterio, è complesso. Perché? Perché bisogna coltivare questi organismi in una forma attenuata che sarà iniettata nelle persone o negli animali per sviluppare una risposta dal sistema immunitario. Se riusciamo a far crescere un organismo molto bene e nella parte esterna di quest'organismo mettiamo proteine di altri batteri o di altri virus di cui ricerchiamo il vaccino, possiamo coltivare questi organismi, aggiungere quello che vogliamo, e ottenere vaccini contro altri organismi che sono difficili da coltivare in laboratorio". 

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"Un buon esempio di questo è il vaccino che si sta sviluppando ora contro il coronavirus: si prende il virus dell'influenza che si usa per i normali vaccini, e all'esterno si mettono proteine del coronavirus. Questo fa sì che il sistema immunitario reagisca contro il coronavirus. La nostra idea è la stessa. Gli animali hanno una serie di infezioni per batteri che sono molto difficili da coltivare, che provocano miliardi di euro di perdite all'anno, e l'idea era di usare altri batteri che abbiamo in laboratorio che crescono molto bene, mettere le proteine di questi altri batteri all'esterno e inocularli negli animali per vaccinarli"

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