Per il ministro dell'Economia al Forum Teha di Cernobbio la crescita supera le stime prudenziali del governo, mentre il governo si prepara alla sfida della Finanziaria 2027
Il ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita economica del Paese, parlando nella giornata conclusiva del Forum Teha di Cernobbio, il tradizionale appuntamento economico-politico che si chiude oggi a Villa d'Este. Le previsioni iniziali, fissate prudenzialmente allo 0,6% anche in considerazione della guerra commerciale dei dazi e della crisi in Medio Oriente, sono già state superate: il governo ha per ora acquisito una crescita dello 0,8% e, se gli indicatori economici continueranno su questa traiettoria, il Pil potrebbe avvicinarsi all'1% entro fine anno, ben oltre le proiezioni contenute nei documenti programmatici di bilancio. Il ministro ha usato toni misurati per descrivere la tenuta dell'economia italiana, sottolineando che il risultato non è dovuto a exploit straordinari ma a una gestione stabile dei conti pubblici. Giorgetti ha anche osservato come la percezione internazionale del Paese sia oggi più positiva di quella interna.
La Spada di Damocle della procedura d'infrazione UE
Uno dei passaggi più attesi ha riguardato la scadenza del 22 settembre, quando l'Istat pubblicherà le revisioni ufficiali sui conti del 2025: da quel dato dipenderà se l'Italia resterà sopra o sotto la soglia del 3% di rapporto deficit/Pil, con conseguenze dirette sulla procedura d'infrazione Ue aperta dal 2024. Il ministro ha detto di prendere atto delle regole europee, definendo la gestione del debito pubblico un esempio di "sovranismo pragmatico" di cui si dichiara fiero. Ha inoltre parlato di un "mondo complicato", segnalando progressi limitati sui dossier europei: qualcosa si è mosso sull'euro digitale e le infrastrutture di pagamento, mentre resta più difficoltosa l'Investment Union.
Giorgetti flette i muscoli in vista della Finanziaria 2027
Le parole di Giorgetti a Cernobbio arrivano mentre a Roma prende ufficialmente forma il percorso della Legge di Bilancio 2027, l'ultima di questa legislatura. Il cantiere si è aperto nelle settimane precedenti con la risoluzione parlamentare sulla flessibilità europea su energia e difesa, e con un vertice tra la premier Giorgia Meloni, lo stesso Giorgetti e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Sul tavolo, secondo quanto emerso, ci sarebbe spazio per una manovra tra i 30 e i 40 miliardi di euro, a cui si aggiungerebbero i 14 miliardi di flessibilità concessi dall'Ue. Tra le misure allo studio figurano l'estensione dell'aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro di reddito — su cui converge tutta la maggioranza — la detassazione delle tredicesime e alcuni bonus per le famiglie, anche in vista delle elezioni politiche del 2027. Nonostante le pressioni per una manovra dal respiro più ampio, secondo fonti di centrodestra Giorgetti continuerebbe a seguire la linea della prudenza sui conti pubblici che lo ha contraddistinto negli anni passati. Anche l'Ufficio parlamentare di bilancio ha peraltro rivisto al rialzo, al +0,9%, la propria stima sulla crescita del Pil 2026.
Il governo aspetta un passo dalle imprese su aumento salari
Sul fronte delle retribuzioni, Giorgetti ha chiarito che la responsabilità di rilanciare i salari non può ricadere solo sullo Stato. Il governo, ha detto, è disposto a fare la sua parte con leve fiscali e contributive, ma spetta alle imprese considerare gli aumenti salariali come una forma di investimento capace di rimettere in moto il ciclo economico. Ha anche anticipato che la prossima legge di bilancio riserverà un'attenzione particolare al tema dei talenti in Italia.
L'Isola del tesoro dei fondi pensioni per gli investimenti in Italia
Il ministro ha poi rivolto un appello ai fondi pensione nazionali, invitandoli a investire di più nell'economia domestica. Giorgetti ha fatto notare come capitali esteri, compresi grandi fondi pensione canadesi, scelgano di investire in aziende italiane, mentre i fondi di previdenza complementare del Paese tendono a guardare altrove. Per il ministro non basta attendere nuove regole europee per favorire la permanenza dei capitali nel continente: l'Italia ha margini di intervento anche sul piano nazionale.
Si apre il cantiere della manovra 2027
Le parole di Giorgetti a Cernobbio arrivano mentre a Roma prende ufficialmente forma il percorso della Legge di Bilancio 2027, l'ultima di questa legislatura. Il cantiere si è aperto nelle settimane precedenti con la risoluzione parlamentare sulla flessibilità europea su energia e difesa, e con un vertice tra la premier Giorgia Meloni, lo stesso Giorgetti e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini. Sul tavolo, secondo quanto emerso, ci sarebbe spazio per una manovra tra i 30 e i 40 miliardi di euro, a cui si aggiungerebbero i 14 miliardi di flessibilità concessi dall'Ue.
Tra le misure allo studio figurano l'estensione dell'aliquota Irpef al 33% fino a 60mila euro di reddito — su cui converge tutta la maggioranza — la detassazione delle tredicesime e alcuni bonus per le famiglie, anche in vista delle elezioni politiche del 2027. Nonostante le pressioni per una manovra dal respiro più ampio, secondo fonti di centrodestra Giorgetti continuerebbe a seguire la linea della prudenza sui conti pubblici che lo ha contraddistinto negli anni passati. Anche l'Ufficio parlamentare di bilancio ha peraltro rivisto al rialzo, al +0,9%, la propria stima sulla crescita del Pil 2026.