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Costo della vita: gli aumenti non uccidono la gioia, ma ci rendono più selettivi

Per milioni di famiglie in tutta Europa il bilancio mensile è molto stretto. I beni essenziali come cibo, casa, energia e trasporti assorbono circa il 46% del budget.
Per milioni di famiglie in tutta Europa il bilancio mensile è sotto pressione. I beni essenziali come cibo, casa, energia e trasporti assorbono circa il 46% dei bilanci. Diritti d'autore  Euronews
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Di Frances Lopez & Video by Maud Zaba
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Quasi la metà di tutte le spese delle famiglie dell'UE va in tre voci essenziali: alimentari, casa ed energia, trasporti. Ma quali abitudini di vita stanno effettivamente cambiando secondo i nuovi dati europei?

Per milioni di famiglie in tutta Europa, il bilancio mensile è molto ristretto.

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I beni essenziali come alimentari, casa, energia e trasporti assorbono circa il 46% di ogni euro speso dalle famiglie dell'UE e rappresentano la base incomprimibile necessaria per la sopravvivenza quotidiana, gli spostamenti e le utenze.

Con l'inflazione nell'area euro al 3,3%, il livello più alto degli ultimi tre anni, e i costi dell'energia in aumento del 14,3%, i nuovi dati Eurostat mostrano una tendenza controcorrente. Invece di chiudere del tutto il portafoglio, le persone limano in silenzio qualche centesimo dalle abitudini quotidiane per potersi permettere ancora una vita normale e piacevole.

Pur continuando a divorare la quota principale dei redditi familiari, queste spese pesanti spingono i consumatori a tagliare altrove e a destinare più fondi a cultura, ristorazione e benessere.

Gli ancoraggi pesanti

Abitazione e utenze restano la voce che grava di più sui bilanci familiari. È un'eredità duratura dei precedenti picchi dei prezzi dell'energia, mentre le tensioni geopolitiche continuano a spingere verso l'alto i costi dei combustibili e dei servizi. Anche i prezzi degli alimentari si sono stabilizzati su livelli dolorosamente alti, costringendo i consumatori a ripensare continuamente al contenuto del carrello.

Poi ci sono i trasporti. Carburante, abbonamenti ai mezzi pubblici e manutenzione dell'auto assorbono una quota enorme della spesa strutturale.

Eurostat sottolinea che sono proprio queste categorie ad aver alimentato la parte più forte dei recenti rincari, confermando il loro impatto sull'aumento complessivo dei prezzi al consumo. Quando utenze, affitti e alimentari determinano dove finisce lo stipendio, tutto il resto diventa un gioco a somma zero.

Spese delle famiglie nell'UE

Dove si spostano i soldi

Invece di ridurre la spesa su tutti i fronti, tra gennaio 2025 e gennaio 2026 i consumatori hanno destinato una quota maggiore del budget ad alcune voci inattese, secondo Eurostat.

Ricreazione, sport e cultura hanno registrato l'aumento più marcato, con un balzo di 1,2 punti percentuali. I servizi di ristorazione e alloggio sono saliti di 0,3 punti percentuali, mentre l'istruzione è cresciuta di 0,1 punti percentuali.

È un chiaro segnale della resilienza dei consumatori: le persone trovano ancora i soldi per un biglietto per un concerto o per una cena fuori, anche se risparmiano sulla spesa al supermercato.

Dove le famiglie hanno tagliato

Per far quadrare i conti, gli acquisti sono stati limati in altre voci. La quota di budget destinata ai trasporti è diminuita di 0,4 punti percentuali nel corso dell'anno.

Resta comunque una parte consistente della spesa totale, ma questo spostamento mostra come le famiglie stiano riorganizzando in modo dinamico il proprio portafoglio, ottimizzando i costi di trasporto quando possibile per liberare risorse da destinare al benessere personale.

Parallelamente, la spesa per informazione e comunicazione è scesa di 0,3 punti percentuali, segno che le famiglie cercano di ridurre i costi fissi di connettività quando l'inflazione erode il reddito disponibile.

Secondo i quadri di monitoraggio e le ponderazioni per categoria dell'IPCA (indice armonizzato dei prezzi al consumo) di Eurostat, questa diversa ripartizione della spesa non pesa allo stesso modo su tutti.

Le famiglie a reddito più basso sono in gran parte costrette ad assorbire i maggiori costi di utenze e alimentari senza margini per cambiare rotta, il che significa che il denaro che confluisce in ricreazione e ristorazione proviene soprattutto dai consumatori a reddito medio e alto, intenzionati a difendere la propria qualità della vita.

Questi spostamenti di pochi decimali rivelano una realtà economica più profonda sul comportamento dei consumatori in Europa dopo l'ondata inflazionistica.

Invece di reagire alla crisi solo con tagli, le famiglie fanno scelte oculate. Poiché le spese essenziali, come affitto e alimentari, assorbono il 46% di ogni budget e non possono essere ridotte, ogni euro in più richiede una decisione.

Le persone riducono in silenzio le spese per trasporti e telefonia per difendere il proprio benessere. Oggi la resilienza economica non consiste nel spendere meno su tutto. Significa proteggere ciò che conta di più.

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