Dopo l'ingresso di circa 72mila migranti dal Marocco, Ceuta vive un'emergenza senza precedenti. Il governo locale chiede centri di detenzione urgenti. Il nodo dei minori non accompagnati è ancora sul tavolo e si teme un nuovo massiccio ingresso previsto per il 15 agosto
Il governo spagnolo sostiene che 72mila migranti siano entrati a Ceuta in modo irregolare durante il massiccio ingresso iniziato il 30 luglio dal Marocco.
Fonti governative hanno chiarito la cifra dopo che le dichiarazioni del ministro della Politica Territoriale e della Memoria Democratica, Ángel Víctor Torres, avevano inizialmente indicato un numero di 80mila.
Secondo tali fonti, Torres non intendeva aumentare il numero degli arrivi a 80mila, ma piuttosto utilizzare tale cifra per illustrare la portata della crisi, paragonando il numero degli arrivi alla popolazione totale di Ceuta, pari appunto a circa 80mila abitanti.
Il ministro ha definito quanto accaduto una "emergenza tremenda" e ha assicurato che l’Esecutivo continuerà a lavorare per riportare la normalità nella città autonoma.
A Ceuta, centinaia di minori erano in coda da lunedì mattina alle 5 per registrarsi e chiedere aiuto. Finora in città si sono registrati circa 1.400 minori non accompagnati.
Ángel Víctor Torres ha assicurato che la priorità è ottenere "il ricongiungimento familiare" nei loro Paesi di origine o in Spagna.
Il titolare della Politica territoriale ha avvertito che la situazione avrebbe potuto sfociare in un "collasso totale" se non ci fosse stato il rientro di buona parte dei migranti.
Centri di detenzione per gli immigrati ancora a Ceuta
Il presidente della Città autonoma di Ceuta, Juan José Vivas, ha chiesto che il Governo assuma "il comando unico" della situazione e sollecita centri di detenzione per i migranti che si trovano ancora a Ceuta.
Vivas chiede al Governo centrale di istituire "con carattere d’urgenza" un nuovo centro di detenzione per stranieri, dove i migranti restino con la libertà di movimento limitata mentre vengono esaminate le loro pratiche di espulsione.
Il presidente di Ceuta sostiene che la misura debba essere di competenza dello Stato e assicura la collaborazione del governo della città autonoma.
Vivas collega la creazione del nuovo centro alla necessità, a suo avviso, di recuperare la sensazione di sicurezza a Ceuta.
Dopo essersi riunito con il ministro della Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, il presidente ceutí ha affermato che la presenza di migliaia di persone senza tetto che vagano per le strade rappresenta un rischio per la convivenza.
Perché Ceuta teme un nuovo ingresso massiccio il 15 agosto
Le autorità di Ceuta si preparano alla possibilità di un nuovo tentativo di ingresso massiccio.
Sui social network da giorni circola un appello ad attraversare la frontiera dal Marocco il prossimo 15 agosto, il che ha portato a rafforzare le misure preventive.
Il timoreche si ripeta quanto accaduto il 30 luglio ha portato anche ad adottare misure straordinarie per garantire la disponibilità di personale.
La Guardia Civil ha sospeso temporaneamente la concessione di nuovi permessi, ferie e licenze agli agenti in servizio a Ceuta e Melilla, anche se il provvedimento non riguarda quelli già autorizzati.
Parallelamente, la Comandancia General de Ceuta ha annullato i permessi dei militari di stanza nella città autonoma a partire da giovedì 13 agosto e fino a nuovo ordine, salvo nei casi eccezionali debitamente giustificati.
Le misure riflettono il livello di allerta che si mantiene alla frontiera a meno di due settimane da un ingresso senza precedenti.
Le autorità cercano ora di evitare che un nuovo episodio di pressione migratoria porti di nuovo al limite i servizi e le risorse della città autonoma.