A Flensburg il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha incontrato rappresentanti di dieci Paesi baltici. Il "Baltic Sea Security Summit" ha discusso difesa dai droni e strategie contro minacce ibride
Il Mar Baltico diventa un nuovo fronte della guerra ibrida. Germania e Paesi rivieraschi rafforzano la cooperazione per fronteggiare droni, sabotaggi e altre minacce alla sicurezza di porti e aeroporti. È questo il tema al centro del "Baltic Sea Security Summit", che si è svolto venerdì a Flensburg, nel nord della Germania, con la partecipazione del ministro federale dell'Interno Alexander Dobrindt (CSU) e delle delegazioni di dieci Paesi.
L'obiettivo è mettere a punto una risposta comune alle minacce ibride, con particolare attenzione alla crescente presenza di droni in prossimità di infrastrutture strategiche. Il motto scelto per la cooperazione è chiaro: "Individuare, dissuadere, respingere".
"Vogliamo rafforzare ulteriormente, insieme, la protezione contro le minacce ibride nello spazio baltico all'interno dell'Europa", ha dichiarato Dobrindt al termine dell'incontro.
Il precedente di Lipsia
A rendere ancora più concreto l'allarme è quanto accaduto poche settimane fa all'aeroporto Leipzig-Halle. All'inizio di agosto, nello scalo tedesco è stato trovato un drone equipaggiato con esplosivo. Secondo le prime ricostruzioni, il dispositivo avrebbe potuto essere utilizzato per colpire un aereo cargo ucraino Antonov.
Restano ancora da chiarire sia la dinamica dell'episodio sia l'identità dei responsabili. L'episodio, tuttavia, ha contribuito ad accrescere i timori tedeschi sulla possibilità che droni e operazioni clandestine possano essere utilizzati per colpire infrastrutture civili e strategiche.
Per Dobrindt, il Mar Baltico è oggi uno "spazio di rischio condiviso", che deve trasformarsi in uno "spazio di sicurezza comune". Il ministro non ha nascosto i timori per il futuro, parlando della possibilità di "un'ulteriore escalation" nei prossimi mesi e anni.
"Il livello di minaccia cresce soprattutto nel Baltico", ha affermato. "Ovunque si cerchi una confrontazione ibrida con noi, dobbiamo rispondere con fermezza".
Una task force contro le minacce ibride
Tra le decisioni emerse dal vertice c'è la creazione di una task force per la sicurezza, destinata a favorire uno scambio rapido di informazioni e a coordinare le risposte dei diversi Paesi in caso di nuove minacce.
L'obiettivo non riguarda soltanto le forze di sicurezza. I partecipanti vogliono infatti rafforzare anche la preparazione della popolazione civile nelle regioni che si affacciano sul Baltico.
Secondo Dobrindt, tutti i Paesi coinvolti sono sempre più esposti a questo tipo di minacce. Il ministro aveva già avvertito che gli attacchi potrebbero assumere "nei prossimi mesi una nuova dimensione".
Droni neutralizzati e assalti dal cielo
Durante il summit non si è parlato soltanto di strategie. Le forze di sicurezza hanno mostrato alcune delle tecniche utilizzate per fronteggiare possibili attacchi.
Il reparto speciale tedesco GSG 9 ha simulato l'abbordaggio di una nave, calandosi da un elicottero. A terra, invece, la polizia federale ha mostrato come neutralizzare i droni, anche attraverso l'utilizzo di reti e sistemi in grado di disturbare i segnali.
Alla riunione hanno partecipato Germania, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia. La Norvegia era presente come unico Paese non membro dell'Unione europea, mentre l'Irlanda ha partecipato in quanto detentrice della presidenza di turno del Consiglio dell'Ue.
Il vertice di Flensburg è il secondo incontro del gruppo. Il primo si era svolto a giugno a Helsinki. In quell'occasione la ministra dell'Interno finlandese Mari Rantanen aveva sottolineato che "le situazioni pericolose legate ai droni non si fermano ai confini nazionali", chiedendo ai Paesi del Baltico di adottare misure comuni contro una minaccia sempre più difficile da circoscrivere.