Magazzini, case e infrastrutture sono stati danneggiati in Ucraina, mentre le autorità di Kherson invitano i residenti a andarsene prima che arrivi l'inverno
Un attacco russo con droni contro un centro commerciale nella città di Zaporizhzhia, in Ucraina, ha ferito quattro persone e provocato un vasto incendio. L'attacco si inserisce nel quadro di una nuova ondata di raid condotti da Mosca in tutto il Paese. Il velivolo russo ha colpito l'ipermercato di bricolage Epicentr venerdì mattina, distruggendo circa duemila metri quadrati dell'edificio, secondo il governatore locale Ivan Fedorov.
Altri attacchi sono stati segnalati anche nelle regioni di Kiev, Sumy, Kharkiv e Kherson. Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite nell'area della capitale nella mattinata di venerdì 28 agosto, secondo le autorità locali. Negozi, case e condomini sono stati danneggiati in diversi distretti attorno alla città, colpita per il secondo giorno consecutivo da ripetuti attacchi di droni russi. Tra i siti presi di mira ieri, giovedì, figurano anche dei magazzini nei distretti di Boryspil e Fastiv.
Sia la Russia sia l'Ucraina hanno intensificato negli ultimi mesi i raid a lunga gittata, colpendo sempre più spesso infrastrutture lontane dalla linea del fronte. Kiev ha effettuato ripetuti attacchi con droni contro raffinerie di petrolio russe e altre infrastrutture energetiche, oltre a siti logistici. Di recente, sono stati colpiti dei magazzini gestiti dai principali rivenditori online russi, Wildberries e Ozon, accusati di sostenere l'apparato militare di Mosca.
Kherson, i residenti rischiano di restare senza riscaldamento
Più a sud, un attacco russo con droni ha ucciso un uomo a Kherson venerdì. L'episodio è avvenuto poche ore dopo che le autorità avevano invitato i residenti a lasciare la città, a causa di attacchi sempre più intensi che minacciano di lasciarla senza riscaldamento e senza elettricità questo inverno.
Un uomo di 61 anni è stato gravemente ferito nel quartiere Korabelnyi ed è poi morto in ospedale, secondo quanto riferito il capo dell'amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko. Altre tre persone sono state ricoverate dopo un altro attacco con droni.
Il governatore regionale Oleksandr Prokudin ha esortato i residenti, "soprattutto le famiglie con bambini e gli anziani", a fuggire a causa di quella che ha definito una "situazione estremamente difficile".
Le forze russe restano schierate sulla sponda opposta del fiume Dnipro rispetto a Kherson, mantenendo la città a portata ravvicinata di droni e artiglieria. Nella notte la centrale di cogenerazione della città è stata colpita da quattro bombe aeree guidate russe. La compagnia energetica statale ucraina Naftogaz ha dichiarato che l'attacco ha provocato danni ingenti e distrutto tutte le apparecchiature ancora presenti nell'impianto per la produzione di calore ed elettricità, rendendolo inutilizzabile.
Già nello scorso scorso inverno, i raid russi avevano danneggiato ripetutamente le reti elettriche e di riscaldamento dell'Ucraina, provocando lunghi blackout in tutto il Paese.
Da anni Kherson si trova in prossimità della linea del fronte
Prokudin ha avvertito che i residenti potrebbero rimanere senza elettricità o riscaldamento "non per ore o giorni, ma per un lungo periodo". Dall'inizio di luglio la Russia ha sganciato circa 170 bombe aeree guidate sulla regione di Kherson, più che in tutto il primo semestre dell'anno, secondo Prokudin.
Negli ultimi giorni la città è stata colpita da una serie di attacchi con droni, compreso un raid contro un minibus che il 19 agosto ha ucciso quattro persone. Le truppe russe avevano conquistato Kherson poco dopo l'inizio dell'invasione su vasta scala lanciata da Mosca nel febbraio 2022. L'Ucraina ha poi ripreso il controllo della città nel mese di novembre dello stesso anno, ma le forze russe sono rimaste appunto sulla sponda opposta del Dnipro.