Separatamente, la Commissione per l’uguaglianza e i diritti umani (EHRC) ha dichiarato che il governo ha ottenuto il punteggio più basso per le sue politiche su migranti e richiedenti asilo
Le domande di asilo nel Regno Unito scendono ai livelli più bassi degli ultimi anni, mentre il governo cerca di ridurre la pressione sul sistema di accoglienza e i costi per le casse pubbliche.
Nei dodici mesi terminati a giugno 2026 sono state presentate 85.891 domande di asilo, il 21% in meno rispetto all'anno precedente. È il dato più basso dal periodo terminato a giugno 2022, anche se resta superiore ai livelli osservati nella maggior parte degli anni precedenti al 2021.
Il calo arriva dopo il picco di 109.662 domande registrato nell'anno terminato a settembre 2025. La riduzione riguarda anche una delle rotte più controverse della politica migratoria britannica: quella attraverso la Manica su piccole imbarcazioni.
Piccole barche, arrivi in calo
Nel periodo considerato, 33.949 richiedenti asilo, pari al 40% del totale, erano arrivati nel Regno Unito a bordo di piccole imbarcazioni. Il numero è diminuito del 23% rispetto ai dodici mesi precedenti.
Il dato va però letto nel contesto generale delle modalità di ingresso. Secondo il ministero dell'Interno britannico, gli arrivi attraverso rotte di ingresso illegali rappresentavano complessivamente il 52% dei richiedenti asilo, mentre il 41% aveva precedentemente posseduto un visto o un'altra forma di autorizzazione al soggiorno.
Il governo laburista rivendica il calo come un segnale del funzionamento della propria strategia per contrastare l'immigrazione irregolare e interrompere le reti che organizzano le traversate della Manica. Il quadro, tuttavia, è influenzato anche da fattori internazionali e dalla diminuzione delle richieste provenienti da alcune nazionalità.
Crolla anche l'arretrato
La riduzione delle nuove richieste si accompagna a un forte calo delle pratiche ancora in attesa di una prima decisione. Alla fine di giugno erano circa 40.000 le persone in attesa di una decisione iniziale, il 56% in meno rispetto a un anno prima e il 77% in meno rispetto al picco di 175.000 raggiunto nel giugno 2023.
Nello stesso periodo il ministero dell'Interno ha accelerato il numero di decisioni: nei dodici mesi fino a giugno sono state prese 115.872 decisioni iniziali, oltre quattro volte la media annua registrata tra il 2010 e il 2019. Il tasso di concessione della protezione, però, è sceso al 38%, contro il 48% dell'anno precedente.
Dimezzati i richiedenti asilo negli hotel
Uno degli indicatori più sensibili sul piano politico è quello relativo agli hotel utilizzati per ospitare i richiedenti asilo. Alla fine di giugno 2026 erano 16.021 le persone alloggiate in strutture alberghiere, il 50% in meno rispetto a un anno prima e il 71% in meno rispetto al picco di 56.018 registrato nel settembre 2023.
Complessivamente, le persone che ricevevano forme di sostegno pubblico legate alla richiesta di asilo erano 93.293, il 12% in meno rispetto a giugno 2025.
Il governo laburista ha promesso di eliminare progressivamente l'utilizzo degli hotel per l'accoglienza entro la fine della legislatura, prevista per il 2029. La strategia comprende anche il ricorso a strutture alternative, comprese alcune ex strutture militari.
La spesa scende a 4,36 miliardi di sterline
Il ridimensionamento del sistema si riflette anche sui costi. Nel 2025/26 la spesa pubblica per il sistema dell'asilo è scesa dell'8%, a 4,36 miliardi di sterline, pari a circa 5 miliardi di euro. È il secondo anno consecutivo di diminuzione. Il governo ha inoltre introdotto misure per chiedere ad alcuni richiedenti asilo in grado di farlo di contribuire ai costi dell'accoglienza.
La ministra dell'Interno Shabana Mahmood ha presentato i dati come la prova di un maggiore controllo delle frontiere e del sistema di asilo. La linea del governo punta infatti a ridurre sia gli arrivi irregolari sia il costo dell'accoglienza, in un Paese nel quale la questione migratoria continua ad avere un peso rilevante nel dibattito politico.
La critica dell'autorità per i diritti umani
Nella stessa giornata è arrivata però una valutazione molto più critica dalla Equality and Human Rights Commission (EHRC), l'organismo indipendente britannico per l'uguaglianza e i diritti umani.
La Commissione ha assegnato al governo la valutazione più bassa, definendo "incoerenti" le azioni intraprese per rispettare le raccomandazioni delle Nazioni Unite sui diritti di migranti e richiedenti asilo. Secondo l'EHRC, restano in particolare lacune nell'accesso alla sicurezza sociale e nella protezione delle persone dalla povertà e dall'indigenza.
L'organismo segnala inoltre che il governo non avrebbe seguito alcune raccomandazioni dell'ONU sulla prevenzione della povertà tra migranti e richiedenti asilo. Tra le questioni contestate c'è anche il regime del "no recourse to public funds", che limita l'accesso a molte forme di sostegno pubblico per alcune categorie di migranti.
Il quadro che emerge è quindi a doppia faccia: meno domande, meno persone negli hotel, meno pratiche arretrate e una spesa in calo, ma anche una forte attenzione da parte degli organismi per i diritti umani sulle condizioni di chi rimane nel sistema e sulle politiche sociali adottate dal governo.