L'Italia in una lettera a Bruxelles ha chiesto 8,9 miliardi di euro di prestiti SAFE. La scelta punta a liberare risorse per sanità e politiche sociali. La questione ha creato molto imbarazzo, con le opposizioni e lo stesso governo riluttanti a spendere in difesa nel mezzo di una crisi energetica
L'Italia ha confermato mercoledì di avere chiesto ufficialmente all'Ue solo 8,9 dei 14 miliardi di euro prenotati dei fondi SAFE, i prestiti agevolati messi da Bruxelles a disposizione degli Stati membri per investire in difesa.
"Abbiamo deciso di utilizzarne di meno perché serve investire di più in sanità e politiche sociali, la crisi nata dalla guerra in Iran ha portato dei cambiamenti", ha dichiarato Antonio Tajani, a margine del Meeting di Rimini.
Il ministro degli Esteri italiano ha precisato che a breve si preparerà un lista di progetti da finanziare a partire dal prossimo anno, precisando che in molti casi si tratta di iniziative già previste e sviluppate in collaborazione con altri Stati.
La richiesta è stata presentata in una lettera inviata dall'esecutivo alla Commissione europea.
L'Ue aveva chiesto all'Italia di decidere sui prestiti
Il caso dei fondi SAFE ha imbarazzato a lungo il governo Meloni, stretto da un lato dai piani di riarmo dell'Europa e, dall'altro, dalla crisi energetica e dalla richiesta popolare di investimenti in altri settori, elemento rilevante a un anno circa dalle elezioni politiche in Italia.
Bruxelles ha stanziato complessivamente 150 miliardi l'anno scorso per il riarmo europeo attraverso i suoi 27 membri. Dopo la dichiarazione di interesse, l'Ue aveva ripartito i fondi e chiesto di confermare la richiesta di prestito, pena la riassegnazione.
All'Italia erano stati riservati provvisoriamente 14,9 miliardi di euro, il terzo importo più alto dopo la Polonia (43,7 miliardi), Romania e Francia (entrambe attorno ai 16 miliardi). Bucarest ha già ricevuto la prima tranche di prestiti, hanno reso noto media romeni mercoledì.
Dopo l'entrata in vigore del regolamento SAFE (Security Action for Europe) il 29 maggio, sono stati 19 Stati i membri che hanno presentato richiesta, mentre l'Ungheria non ha ancora ricevuto il via libera di Bruxelles sul proprio piano da 16,8 miliardi.
Un portavoce della Commissione Ue aveva confermato martedì l'intenzione dell'Italia di procedre ai prestiti, senza specificarne l'importo. "La Commissione ha avuto scambi con l'Italia su due punti: sull'importo finale che potrebbe prendere. Su questo non entrerò nel dettaglio perché l'accordo di prestito deve ancora essere firmato", aveva detto Thomas Regnier.
"Non si tratta di alimentare ambizioni belliciste. Ma di pensare alla difesa e quindi all'autonomia, alla libertà del nostro Paese", ha commentato il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri (Forza Italia), "le minacce da est e da sud si moltiplicano. Abbiamo bisogno di strutture moderne che si occupino anche delle profondità marine come dello spazio o della realtà cyber".
La notizia non è stata accolta uniformemente dalle opposizioni.
"Apprendiamo che il governo ha inviato una lettera alla Commissione europea con la richiesta di utilizzare 8 miliardi di euro del programma SAFE per le spese della difesa. Il tutto senza informare il Parlamento", ha attaccato al Senato il capogruppo di Avs Peppe De Cristofaro. "Chiediamo di sapere per cosa si intendono spendere questi miliardi. Il governo venga in Parlamento a riferire".
"Meglio tardi che mai", ha detto invece Piero Fassino, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Difesa della Camera, sebbene "considerati i tassi particolarmente favorevoli, risulta poco comprensibile che si attinga soltanto al 50% delle risorse a disposizione dell'Italia."