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Caso Patrick Bruel: la ministra Aurore Bergé appoggia i sindaci che chiedono di annullare i concerti

ARCHIVIO – Patrick Bruel alle Victoires de la Musique, a Parigi, il 10 marzo 2007 (Foto AP / Jacques Brinon)
ARCHIVIO – Patrick Bruel alle Victoires de la Musique, a Parigi, il 10 marzo 2007 (AP Photo / Jacques Brinon) Diritti d'autore  AP Photo
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Di Djeneba Sharon Camara Agenzie: AFP
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Per ora Patrick Bruel non cancella il tour. La scelta fa infuriare sindaci che chiedono l'annullamento dei concerti. Mercoledì hanno avuto il sostegno della ministra delegata all'Uguaglianza tra donne e uomini

La polemica sulla tournée di Patrick Bruel arriva ai vertici del governo francese. Aurore Bergé, ministra delegata per la Parità tra donne e uomini e la Lotta contro le discriminazioni, ha chiesto al cantante di rinunciare ai concerti in programma in autunno, mentre diversi sindaci francesi stanno cercando di impedirne l'esibizione nelle loro città.

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Intervenuta mercoledì su Franceinfo, Bergé ha sostenuto che "non ci sono le condizioni" perché i concerti possano svolgersi, alla luce del numero di denunce, dei procedimenti giudiziari e delle incriminazioni che riguardano l'artista. La ministra ha però sottolineato che il suo appello non equivale a una condanna e non mette in discussione il principio della presunzione di innocenza.

La tournée di Bruel nel mirino

Patrick Bruel dovrebbe partire il 2 ottobre con la tournée "Alors regarde 35", organizzata per celebrare i 35 anni dell'album che lo consacrò come una delle principali star della musica francese. Il tour prevede 35 concerti tra ottobre e novembre in Francia, Svizzera e Belgio.

Ma il ritorno sul palco arriva in un momento particolarmente delicato per il cantante. Bruel è stato messo sotto inchiesta giudiziaria in quattro procedimenti per violenze sessuali ed è sotto lo status di testimone assistito in altri quattro. A giugno era stato posto in custodia cautelare nell'ambito di un'indagine che riguardava inizialmente 13 presunte vittime.

A luglio era inoltre stata presentata una nuova denuncia per stupro, relativa a fatti non prescritti.

Il cantante, che respinge le accuse e rivendica la propria innocenza, aveva già sospeso i concerti fino a settembre dopo il moltiplicarsi delle testimonianze e delle denunce. Ora ha deciso di mantenere la tournée autunnale.

I sindaci contro i concerti

A contestare il ritorno sul palco non sono però soltanto le associazioni che difendono le vittime di violenze sessuali. Anche diversi sindaci francesi hanno annunciato pubblicamente la loro opposizione.

Ad Amiens, il sindaco Frédéric Fauvet ha chiesto a Bruel di rinunciare ai due concerti del 14 e 15 ottobre. Le date, al momento, risultano ancora previste dal programma ufficiale dello Zénith di Amiens.

"Non è il benvenuto ad Amiens", ha dichiarato Fauvet, spiegando però che il Comune non dispone di un margine giuridico sufficiente per cancellare unilateralmente gli spettacoli. Una decisione del genere, ha avvertito, potrebbe configurare una violazione del contratto e provocare importanti conseguenze finanziarie per la collettività.

Il sindaco chiede quindi di modificare le regole per consentire alle amministrazioni e alle sale da spettacolo di inserire nei contratti clausole specifiche contro le violenze sessiste, sessuali e discriminatorie. In questo modo, in presenza di elementi ritenuti gravi e concordanti, sarebbe possibile sospendere o sciogliere un contratto senza esporsi a un contenzioso.

Anche a Chartres il sindaco Ladislas Vergne si era schierato contro l'arrivo del cantante. "Patrick Bruel non si esibirà a Chartres", aveva scritto, ricordando il numero delle denunce e precisando che la posizione non rappresentava una condanna giudiziaria.

Il concerto del 2 ottobre risulta tuttavia ancora inserito nella programmazione ufficiale della tournée.

A Strasburgo, la sindaca Catherine Trautmann ha espresso a sua volta la propria opposizione, sostenendo che, alla luce del numero delle denunce e della gravità dei fatti denunciati, sarebbe necessario che l'artista si ritirasse temporaneamente per permettere alla giustizia di fare il proprio lavoro.

Il nodo della presunzione d'innocenza

La vicenda apre così un delicato confronto tra la presunzione d'innocenza e la possibilità, per istituzioni e organizzatori, di adottare misure preventive quando un artista è al centro di numerose accuse.

È proprio su questo punto che Bergé ha cercato di distinguere tra una condanna e una richiesta politica. Secondo la ministra, chiedere a Bruel di rinunciare ai concerti non significa stabilire la sua colpevolezza, ma prendere atto della situazione giudiziaria e del numero di denunce emerse.

La questione, tuttavia, non può essere risolta semplicemente con una decisione dei sindaci. Molte delle sale coinvolte sono gestite da operatori privati e gli amministratori locali rischiano conseguenze legali ed economiche se decidono di annullare unilateralmente gli spettacoli.

Per ora, dunque, la tournée resta in programma. La prima data è fissata a Chartres il 2 ottobre, mentre l'ultima è prevista il 21 novembre.

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