Mediterraneo sempre più pericoloso: SOS Méditerranée denuncia inseguimenti, minacce e intercettazioni violente contro navi di soccorso e migranti
Il Mediterraneo centrale è un’area “sempre più ostile” per i migranti e per le navi impegnate nelle operazioni di soccorso. È l’allarme lanciato lunedì da SOS Méditerranée, secondo cui le imbarcazioni di soccorso stanno affrontando minacce, intimidazioni e inseguimenti da parte di mezzi collegati ad attori libici.
Secondo l’organizzazione umanitaria, tra giugno e luglio si sono verificati almeno sette episodi nei quali imbarcazioni “collegate ad attori libici” si sarebbero avvicinate alle navi di soccorso ad alta velocità oppure le avrebbero seguite per ore, arrivando a inseguirle fino alle acque internazionali.
SOS Méditerranée segnala inoltre un “aumento significativo” della presenza di motoscafi non identificati, che l’organizzazione ritiene collegati a diversi gruppi armati presenti in Libia.
“Intercettazioni violente e speronamenti”
L’organizzazione denuncia anche episodi particolarmente gravi durante le operazioni di intercettazione. Secondo SOS Méditerranée, alcune imbarcazioni avrebbero effettuato manovre pericolose, arrivando a speronare deliberatamente barche con persone in difficoltà e mettendo a rischio la vita dei migranti.
Per l'organizzazione, l'aumento di questi episodi sarebbe legato anche all'estensione della cooperazione europea con gli attori libici nel tentativo di contenere i flussi migratori verso l'Europa.
La denuncia riporta al centro le condizioni di sicurezza nel Mediterraneo centrale, una delle principali rotte utilizzate dalle persone che tentano di raggiungere l'Europa dall'Africa. Migliaia di migranti sono morti negli ultimi anni durante la traversata.
L'attacco alla Ocean Viking
SOS Méditerranée ricorda anche quanto accaduto lo scorso anno alla Ocean Viking, la nave impegnata nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo.
Secondo quanto denunciato dall'organizzazione, la guardia costiera libica avrebbe aperto il fuoco contro la nave mentre si trovava in acque internazionali. Sarebbero stati esplosi più di 100 colpi, mettendo in pericolo l'equipaggio e gli 87 migranti che erano stati soccorsi.
Sul caso sono stati avviati procedimenti legali in Italia, Francia e Germania. SOS Méditerranée sostiene però che, nonostante le iniziative giudiziarie, le autorità europee e nazionali non abbiano fornito risposte sufficienti e che i responsabili dell'attacco non siano stati identificati.
L'organizzazione ha quindi chiesto un'indagine “completa e indipendente” sull'accaduto.
Più morti nonostante meno partenze
L'allarme arriva mentre i dati delle Nazioni Unite mostrano un andamento particolarmente drammatico della rotta del Mediterraneo centrale.
Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), nei primi quattro mesi dell'anno 821 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo centrale. Il dato rappresenta un aumento del 111% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Eppure, nello stesso periodo, il numero di persone che hanno tentato la traversata è diminuito. Gli arrivi sono stati 8.577, il 46% in meno rispetto all'anno precedente.
Un apparente paradosso che secondo l'IOM fotografa una rotta diventata ancora più letale: meno persone riescono a partire, ma per chi affronta il viaggio il rischio di morire resta elevatissimo.
SOS Méditerranée avverte ora che alle condizioni estreme della traversata si aggiunge un ulteriore fattore di rischio: la crescente presenza di imbarcazioni armate e le intimidazioni nei confronti delle navi che intervengono per soccorrere i migranti.