La Grecia trasferisce una batteria Patriot da Karpathos a Souda per rafforzare la difesa della base strategica dopo le minacce iraniane contro obiettivi Usa in Europa
La Grecia alza il livello di allerta e sposta i suoi Patriot verso uno dei punti più strategici del Mediterraneo orientale. Come era stato anticipato nei giorni scorsi, Atene ha avviato il trasferimento di una batteria di missili Patriot dall’isola di Karpathos alla base di Souda, a Creta, nel quadro delle misure adottate dopo le minacce iraniane contro possibili obiettivi militari statunitensi in Europa.
Il movimento della batteria, con uomini e mezzi, è iniziato nelle scorse ore. Il sistema era stato dispiegato a Karpathos nei mesi scorsi e viene ora ridislocato verso la baia di Souda, dove si trovano infrastrutture navali e aeree di importanza strategica per la Grecia, gli Stati Uniti e la NATO.
Souda, il punto strategico da proteggere
La decisione nasce dalla necessità di rafforzare la protezione delle infrastrutture critiche di Souda, in una fase di forte tensione nell'area. La base cretese è infatti uno dei principali nodi logistici e militari utilizzati dagli alleati per le operazioni nel Mediterraneo orientale e nel più ampio quadrante mediorientale.
Il trasferimento rientra nella più ampia ridislocazione delle forze di difesa aerea greche in una regione considerata ad alta attenzione per il possibile rischio legato alle capacità missilistiche iraniane. Secondo fonti greche, Teheran dispone ancora di un significativo arsenale di missili balistici con una gittata superiore ai 2.000 chilometri, in grado potenzialmente di raggiungere obiettivi nel sud-est europeo.
La minaccia, tuttavia, non significa che Atene consideri probabile un attacco diretto contro il territorio greco. Le autorità greche hanno valutato come poco probabile uno scenario di questo tipo, anche per la distanza dall'Iran e per la presenza di diversi sistemi di difesa e assetti militari alleati nell'area.
I F-16 restano a Cipro
Nel frattempo, i quattro F-16 dell'Aeronautica militare greca già schierati a Cipro dovrebbero rimanere sull'isola. La Grecia mantiene così una presenza militare nell'area, considerata particolarmente delicata alla luce delle minacce iraniane e della vicinanza alle principali rotte strategiche del Mediterraneo orientale.
Atene continua inoltre a valutare l'eventuale richiesta di assistenza da parte della Bulgaria. Se Sofia dovesse presentare formalmente una nuova richiesta, la Grecia potrebbe prendere in considerazione un sostegno per rafforzare la protezione contraerea e antibalistica bulgara. Una simile decisione richiederebbe comunque l'approvazione del Consiglio governativo per la sicurezza nazionale, il KYSEA.
E resta il Patriot in Arabia Saudita
C'è poi un altro tassello nella partita della difesa aerea greca: la batteria Patriot schierata in Arabia Saudita. Atene deve decidere se prorogarne la permanenza ancora per un periodo limitato oppure riportarla in Grecia.
La batteria greca è presente nel Paese dal 2021 e ha contribuito alla protezione delle infrastrutture saudite dagli attacchi con missili balistici e droni. Ora, però, l'aumento delle esigenze difensive nel Mediterraneo orientale potrebbe spingere Atene a riconsiderare la distribuzione delle proprie risorse.
Le decisioni sui prossimi movimenti dovrebbero arrivare a breve dal KYSEA. Nel frattempo, il trasferimento da Karpathos a Souda rappresenta un segnale chiaro: davanti alle minacce iraniane, la Grecia sta concentrando la propria difesa aerea attorno ai nodi militari considerati più esposti e strategici.