I leader europei si sono uniti a Zelenskyj a Kiev mentre l’Ucraina celebrava il quinto Giorno dell’Indipendenza dall’invasione russa del 2022. Nessun delegato dell’amministrazione Trump era presente: Witkoff e Kushner hanno disertato la cerimonia
Kiev diventa il centro della solidarietà europea nel giorno dell’Indipendenza ucraina. Lunedì, mentre il Paese celebra i 35 anni dalla ritrovata indipendenza dall’Unione Sovietica e il quinto anniversario dall’inizio dell’invasione russa su larga scala, i principali alleati europei si sono riuniti nella capitale accanto al presidente Volodymyr Zelenky.
Un’immagine dal forte valore simbolico, ma anche un vertice dal peso concreto. L’Ucraina si prepara infatti a un inverno difficile, con la Russia che ha intensificato gli attacchi missilistici e con Kiev sempre più preoccupata per la disponibilità di sistemi di difesa aerea e intercettori.
Proprio nel giorno dell’Indipendenza, l’Unione europea ha annunciato 6,1 miliardi di euro di nuovi finanziamenti per la difesa ucraina, destinati all’acquisto di sistemi antiaerei e antimissile, missili, munizioni e radar. Le nuove risorse rientrano nel maxi-prestito europeo da 90 miliardi di euro per il periodo 2026-2027.
L’Europa a Kiev, gli Usa restano fuori
A Kiev sono arrivati il premier britannico Andy Burnham, al suo primo viaggio internazionale da quando è entrato in carica, e il presidente del Consiglio europeo António Costa. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno partecipato da remoto alla riunione della Coalizione dei volenterosi, il gruppo di Paesi impegnati a rafforzare il sostegno militare e le future garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
Costa, accanto a Zelenky e Burnham, ha ribadito che l’Europa continuerà a sostenere Kiev "per tutto il tempo necessario", anche oltre la fine della guerra, collegando il futuro del Paese all’integrazione nell’Unione europea. "La Russia non prevarrà", ha affermato il presidente del Consiglio europeo, sottolineando che l’Ue non può essere neutrale di fronte alla violazione del diritto internazionale.
Significativa, invece, l’assenza dei principali rappresentanti dell’amministrazione Trump. Gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner non sono andati a Kiev, nonostante nelle scorse settimane fosse circolata l'ipotesi di una loro visita proprio in occasione dell’Independence Day. Al contrario, l’ex vicepresidente Mike Pence e Keith Kellogg, ex inviato speciale di Trump per l’Ucraina, erano arrivati nella capitale nel fine settimana.
L’assenza americana rende ancora più evidente il ruolo crescente dell’Europa nel sostegno militare a Kiev, mentre gli Stati Uniti mantengono un ruolo centrale negli sforzi diplomatici per arrivare a una soluzione del conflitto.
Meloni: "Sostegno fermo all’Ucraina"
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato in videocollegamento alla riunione dei leader della Coalizione dei volenterosi.
Nel suo intervento, riferisce Palazzo Chigi, la premier ha rivolto al Presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino "le più sentite congratulazioni" a nome del Governo italiano, ribadendo "il fermo sostegno dell'Italia alla sovranità, all'integrità territoriale e all'indipendenza dell'Ucraina".
Meloni "ha confermato l'impegno italiano sul fronte umanitario in vista della stagione invernale, che proseguirà con l'invio di ulteriori generatori destinati in particolare a sostenere la resilienza della popolazione ucraina e a garantire la tenuta della rete energetica"
La premier ha inoltre espresso "profonda vicinanza" alla popolazione per le sofferenze provocate dai continui attacchi russi contro le infrastrutture civili.
La Gran Bretagna punta sui missili a lungo raggio
Da Londra è arrivato intanto un nuovo impegno sul fronte degli armamenti. Il governo britannico ha autorizzato MBDA a condividere con l’Ucraina informazioni declassificate relative a componenti britanniche del missile a lungo raggio SCALP, la versione franco-britannica dello Storm Shadow.
L’obiettivo è permettere all’industria ucraina di sviluppare linee di assemblaggio locali e aumentare nel tempo la capacità produttiva di missili a lungo raggio.
Burnham ha utilizzato parole particolarmente forti per descrivere la resistenza ucraina, paragonandola alla lotta britannica contro la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. "La mia nazione ha tenuto viva la fiamma della libertà europea nel XX secolo, voi tenete viva quella fiamma nel XXI", ha detto rivolgendosi agli ucraini.
Un messaggio che va oltre la semplice assistenza militare: Londra vuole ribadire che la sicurezza dell’Ucraina viene considerata parte della sicurezza europea.
Il ministro della Difesa britannico Luke Pollard ha confermato che Londra condividerà tecnologia con l'Ucraina per sostenere la produzione nazionale del missile a lunga gittata SCALP, affermando: "Resteremo al loro fianco finché sarà necessario".
Notevolmente assenti da Kiev erano i più alti rappresentanti dell'amministrazione Trump.
Gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, non hanno effettuato la visita, nonostante le ipotesi che il Giorno dell'Indipendenza potesse segnare il loro primo viaggio in Ucraina.
Nessuno dei due si è recato a Kiev da quando ha assunto un ruolo di primo piano negli sforzi diplomatici dell'amministrazione USA, nonostante ripetuti incontri con funzionari russi e otto visite di Witkoff a Mosca.
L'ex vicepresidente USA Mike Pence e Keith Kellogg, ex inviato speciale di Trump per l'Ucraina, si sono invece recati a Kiev nel fine settimana e hanno partecipato agli eventi legati all'anniversario.
Zelenky: "Non saremo merce di scambio"
Nel suo discorso per il Giorno dell’Indipendenza, Zelenky ha ricordato quanto fosse considerata improbabile la sopravvivenza dello Stato ucraino nei primi giorni dell’invasione del 2022.
Quando le forze russe avanzarono verso Kiev, molti servizi occidentali ritenevano possibile una caduta rapida della capitale. Quattro anni e mezzo dopo, l'Ucraina continua a combattere e celebra per la quinta volta l'Independence Day dall'inizio dell'invasione su larga scala.
"Gli ucraini non saranno moneta di scambio nelle dispute tra capitali", è stato il messaggio del presidente, che ha ribadito la volontà di difendere l'indipendenza del Paese e di non accettare una pace imposta.
Il bilancio della guerra è stato ricordato anche attraverso le cerimonie ufficiali. Zelenky e la first lady Olena Zelenska hanno reso omaggio ai militari caduti e il presidente ha conferito alcune delle più alte onorificenze dello Stato alle forze armate. Non c’è stata invece la tradizionale grande parata militare nel centro di Kiev: al suo posto sono stati mostrati droni e tecnologie sviluppate dall’industria ucraina, diventate una componente fondamentale della guerra.
L’inverno fa paura: pochi intercettori contro i missili russi
Dietro le celebrazioni resta però una situazione militare sempre più difficile.
Gli attacchi russi con droni e missili balistici hanno subito una forte intensificazione e il numero delle vittime civili è tornato ai livelli più elevati dai primi mesi dell’invasione. Secondo la missione di monitoraggio dei diritti umani dell’Onu, luglio 2026 è stato il mese con il maggior numero di civili uccisi in Ucraina dal maggio 2022, con almeno 437 morti e 2.610 feriti.
È soprattutto la difesa dei cieli a preoccupare Kiev. Zelenky ha chiesto agli alleati nuovi intercettori Patriot e altri sistemi capaci di contrastare i missili balistici russi, proprio mentre Mosca aumenta l'impiego di droni e vettori a lungo raggio.
L’Europa prova così a rispondere con soldi, armi e produzione industriale. I 6,1 miliardi appena approvati dall’Ue saranno destinati in larga parte proprio alla difesa aerea, ai missili, alle munizioni e ai radar, con una quota significativa degli approvvigionamenti affidata alle aziende europee della difesa.