A dieci anni dal sisma che devastò Amatrice, 8.579 famiglie sono ancora fuori casa, mentre due opere pubbliche su tre non sono ancora partite. Meloni: "Ricostruzione non è finita"
Dieci anni fa il terremoto di Amatrice causava 303 morti, più di 300 feriti e 41mila sfollati.
Il 24 agosto 2016, il borgo in provincia di Rieti fu quasi interamente raso al suolo da un sisma di magnitudo 6. "Amatrice non c'è più" dichiarava l'allora sindaco, Sergio Pirozzi, poco dopo le 3.36. Il bilancio economico fu di quattro miliardi di euro di danni.
Nell'anniversario del sisma che devastò Amatrice, oltre ad Accumoli e Arquata del Tronto, il Paese del centro Italia ricorda le vittime con una fiaccolata e 239 rintocchi di campana, uno per ogni persona del proprio territorio che perse la vita quella notte.
Nel pomeriggio di domenica arriva anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per la visita al Monumento delle vittime e la messa commemorativa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi.
Accanto alle commemorazioni arrivano i dati su chi, a un decennio di distanza, non è ancora riuscito a rientrare nelle proprie case. Sono 8.579 le famiglie ancora fuori casa, alloggiate nelle SAE, "Soluzioni Abitative di Emergenza".
Una cifra che fotografa una ricostruzione che non è arrivata. Per due opere pubbliche su tre, i cantieri non sono mai partiti. Lo ha rilevato il report di ActionAid "Dieci anni dopo: i dati raccontano". Suoltre 3.600 interventi programmati, per un valore di 4,8 miliardi di euro, il 66,3 per cento si trova nelle fasi che precedono l'inizio dei lavori.
Tempistiche lunghe e promesse mancate pesano per le migliaia di famiglie che vivono in attesa di lasciare i moduli prefabbricati e rientrare in casa. A complicare la ricostruzione ha contribuito anche la gestione immediata del disastro.
"Partiamo dal fatto che facciamo parte di un territorio difficile da ricostruire: 69 frazioni con molti edifici", ha spiegato il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi.
**"**E poi purtroppo subito dopo il sisma sono state tolte le macerie senza registrare il perimetro dei fabbricati. Ci sono voluti cinque anni per ritrovare i confini delle proprietà. Quasi come uno scavo archeologico.
"Per chi vive nei territori colpiti, i dati sulla ricostruzione", sottolinea Patrizia Caruso, Responsabile dell'Unità Resilienza di ActionAid Italia, "non sono un dettaglio tecnico: una scuola non ricostruita può incidere sulla scelta di una famiglia di restare in un territorio; un municipio non riaperto indebolisce i servizi di prossimità; una struttura sanitaria non disponibile può rendere più fragile la permanenza di persone anziane, vulnerabili".
Il commissario straordinario per la ricostruzione e la riparazione post-sisma, Guido Castelli, ha sottolineato invece i risultati positivi per l'economia e il ripopolamento: il tasso di spopolamento si è ridotto dallo 0,8 per cento allo 0,3 per cento, il saldo migratorio è tornato positivo e nel solo 2025 sono stati attivati 106mila rapporti di lavoro, ha dichiarato ad Adnkronos.
Intanto ad agosto il governo ha approvato una serie di misure per la "fine dell'emergenza nazionale" ad Amatrice entro il 31 dicembre 2026. Al suo posto subentrerà lo "stato della ricostruzione", con competenze trasferite dalla Protezione civile alla struttura commissariale e una programmazione garantita fino al 2029.
Nel decreto legge su Protezione civile e ricostruzione post-calamità, l'esecutivo di Giorgia Meloni ha introdotto il cosiddetto "primo cratere", area che accomuna Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.
"Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d'Europa", ha scritto Meloni nella prefazione al volume "Le pietre della rinascita" sulla ricostruzione, presentato al Meeting di Rimini ad agosto. "Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo con determinazione e caparbietà", ha aggiunto.
Per la zona colpita, il governo ha previsto una corsia preferenziale per la ricostruzione e il rifinanziamento della Zona franca urbana per altri due anni, oltre a risorse aggiuntive per programmi di rilancio economico.
Per i dieci anni dal sisma anche Papa Leone XIV ha espresso la solidarietà alle famiglie delle vittime e a chi è ancora fuori casa: "Domani ricorre il decimo anniversario del terremoto che ha colpito il centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche. Prego per i defunti e per le loro famiglie e per tutte le comunità coinvolte. La fede e la solidarietà continuino a sostenere l'opera di ricostruzione", ha detto Leone durante l'Angelus domenicale.