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Ucraina, i droni russi minacciano civili e aiuti umanitari: l'allarme ONU

I soccorritori lavorano per spegnere un incendio dopo un attacco russo a Kiev, 2 luglio 2026
Gli operatori dei servizi di emergenza sono al lavoro per spegnere un incendio dopo un attacco russo a Kiev, 2 luglio 2026. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
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Tom Fletcher ha dichiarato che l’ONU quest’anno ha bisogno di oltre 1,7 miliardi di euro per la risposta umanitaria prioritaria in Ucraina, con l’inverno tra le sue principali preoccupazioni

L'impiego sempre più intenso dei droni contro civili e operatori umanitari sta rendendo ancora più difficile portare aiuti alla popolazione in Ucraina. A lanciare l'allarme è Tom Fletcher, capo degli affari umanitari delle Nazioni Unite, dopo una visita a Kherson, nel sud del Paese, dove la guerra continua a essere combattuta anche attraverso attacchi condotti con droni.

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Fletcher ha definito la situazione nella città "piuttosto agghiacciante". Kherson è divisa dal fiume Dnipro, che oggi rappresenta una linea del fronte attiva: le forze russe controllano la riva orientale, mentre quelle ucraine mantengono il controllo di quella occidentale.

A Kherson i droni colpiscono anche i civili

Dall'altra parte del fiume, droni di sorveglianza e droni esplosivi vengono utilizzati per individuare e colpire regolarmente persone, veicoli e mezzi del trasporto pubblico.

"Ci fa davvero capire i pericoli che abbiamo davanti", ha spiegato Fletcher, sottolineando come la presenza dei droni abbia conseguenze dirette anche sulle attività di assistenza.

La minaccia non riguarda infatti soltanto la popolazione civile. Gli operatori umanitari, chiamati a raggiungere le persone rimaste nelle aree più esposte, sono a loro volta sempre più vulnerabili.

Fletcher ha parlato dopo aver partecipato a una commemorazione per due operatori umanitari morti mentre svolgevano il loro lavoro. "I droni sono una minaccia reale non solo per i civili, ma anche per gli operatori umanitari che sono qui per proteggerli", ha detto.

Il responsabile dell'ONU ha ricordato che gli operatori umanitari sono tutelati dal diritto internazionale umanitario. Nonostante questo, anche veicoli chiaramente identificati come mezzi umanitari sono stati colpiti.

"Questo limita quindi ciò che possiamo fare", ha aggiunto.

Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari e coordinatore dei Soccorsi d'emergenza Tom Fletcher parla a Kiev, 19 agosto 2026
Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari e coordinatore dei Soccorsi d'emergenza Tom Fletcher parla a Kiev, 19 agosto 2026 AP Photo

Le organizzazioni locali sono le più esposte

A essere particolarmente vulnerabili sono le organizzazioni ucraine che operano direttamente sul territorio. Secondo Fletcher, oltre due terzi delle attività finanziate attraverso il fondo umanitario per l'Ucraina sono infatti realizzate da gruppi locali.

"Sono loro a dirci con più forza: non siamo protetti", ha raccontato.

Per le Nazioni Unite il problema si aggiunge alla crescente difficoltà di finanziare gli interventi umanitari. Per la risposta prioritaria in Ucraina quest'anno servono oltre 2 miliardi di dollari, circa 1,7 miliardi di euro.

Tra le principali preoccupazioni c'è già il prossimo inverno. I continui attacchi contro le infrastrutture civili, comprese quelle per l'elettricità, l'acqua e il gas, rischiano di lasciare nuovamente milioni di persone senza servizi essenziali durante i mesi più rigidi.

Il timore è che possano ripetersi le condizioni estremamente difficili vissute dalla popolazione durante l'inverno precedente.

Un edificio appare gravemente danneggiato da un attacco russo a Kherson, 20 febbraio 2025
Un edificio appare gravemente danneggiato da un attacco russo a Kherson, 20 febbraio 2025 AP Photo

L'ONU: "Viviamo in un mondo più egoista"

La crisi ucraina si inserisce in un quadro internazionale sempre più complicato per gli aiuti umanitari. Con la diminuzione dei finanziamenti da parte dei Paesi donatori, l'ONU ha dovuto ridurre drasticamente le proprie priorità in numerose aree del mondo.

Fletcher ha spiegato che inizialmente erano state individuate 87 milioni di persone con bisogni umanitari considerati tra i più gravi. Il numero è poi salito a circa 92 milioni a causa di nuove emergenze, tra cui l'ondata di Ebola in Africa, il terremoto in Venezuela e altri conflitti.

Per assistere queste popolazioni le Nazioni Unite stanno cercando di raccogliere 23 miliardi di dollari, circa 19 miliardi di euro. Finora ne sono stati raccolti circa 11 miliardi, pari a 9,4 miliardi di euro.

L'Ucraina, ha sottolineato Fletcher, è comunque relativamente meglio finanziata rispetto ad altre crisi: circa il 70-75% del fabbisogno considerato prioritario risulta coperto. Ma anche un finanziamento completo del piano umanitario rappresenterebbe soltanto una parte delle necessità complessive del Paese.

Secondo Fletcher, raccogliere fondi è diventato più difficile anche perché molti governi stanno destinando maggiori risorse alla difesa e alle proprie priorità interne.

"Viviamo in un mondo più basato su rapporti di dare e avere, direi un mondo più egoista", ha dichiarato.

Per questo, ha aggiunto, l'ONU deve dimostrare ai governi di utilizzare in maniera efficiente e strategica le risorse disponibili. "Dobbiamo mostrare ai governi che spendiamo i soldi dei contribuenti con buon senso, con prudenza e seguendo chiare priorità", ha spiegato.

Oltre 1.000 operatori umanitari uccisi in tre anni

A rendere ancora più grave il quadro è una nuova valutazione delle Nazioni Unite sulla sicurezza degli operatori umanitari. Secondo il rapporto, nel solo ultimo anno 907 operatori sono stati vittime di violenze, mentre sono più di 1.000 quelli uccisi complessivamente negli ultimi tre anni.

Fletcher ha ammesso di non poter rassicurare i propri colleghi sul fatto che i responsabili degli attacchi saranno effettivamente chiamati a rispondere delle loro azioni, considerando la risposta della comunità internazionale.

Per il capo degli affari umanitari dell'ONU, però, la responsabilità non dovrebbe fermarsi a chi materialmente ha eseguito un attacco.

"Voglio vedere indagini sulle persone che hanno sparato l'arma o pilotato il drone", ha concluso Fletcher.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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