Finora Zelensky non è stato indagato, ma il crescente numero di persone a lui vicine sotto inchiesta sta diventando un serio problema politico
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha licenziato mercoledì Iryna Mudra, vice capo dell'Ufficio del presidente, proprio mentre le autorità anticorruzione di Kiev lanciavano una nuova operazione contro una presunta organizzazione criminale con ramificazioni ai vertici dello Stato. Il provvedimento è stato formalizzato con un decreto presidenziale, senza che siano state fornite motivazioni ufficiali.
La tempistica, tuttavia, è destinata ad alimentare interrogativi. NABU, il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine, e SAPO, la Procura specializzata anticorruzione, hanno annunciato l'operazione "Forrest Gump", un'indagine che coinvolge un alto funzionario dell'Ufficio del presidente, un deputato in carica, un ex parlamentare e dirigenti di una banca statale. Tra gli obiettivi delle perquisizioni c'è anche Mudra.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe contribuito a riciclare 150 milioni di grivne, circa 3,4 milioni di dollari, utilizzati per pagare la cauzione di uno degli indagati nella precedente inchiesta anticorruzione denominata "Midas". I documenti dell'indagine indicano inoltre il coinvolgimento di Sense Bank, banca statale ucraina, come uno dei canali attraverso cui sarebbero transitati i fondi.
Da Midas a Forrest Gump: la nuova pista porta al caso Energoatom
La nuova operazione nasce direttamente dall'inchiesta Midas, uno dei più grandi scandali di corruzione emersi durante la presidenza Zelensky e incentrato sulla compagnia nucleare statale Energoatom.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, una presunta organizzazione criminale avrebbe esercitato un'influenza sulle attività di Energoatom senza ricoprire formalmente incarichi nella società. Il sistema avrebbe previsto il pagamento di tangenti comprese tra il 10 e il 15 per cento del valore dei contratti, in cambio dello sblocco dei pagamenti ai fornitori. Il procedimento giudiziario ucraino indica che attraverso il presunto sistema sarebbero transitati complessivamente circa 100 milioni di dollari.
Tra i nomi emersi nell'inchiesta c'è quello dell'ex ministro della Giustizia e dell'Energia Herman Halushchenko, per il quale le autorità hanno ipotizzato reati legati al riciclaggio e alla partecipazione a un'organizzazione criminale.
È proprio la sua cauzione a rappresentare il punto di collegamento con la nuova operazione. I 150 milioni di grivne al centro di "Forrest Gump" sarebbero infatti stati utilizzati per garantire la sua scarcerazione. Secondo i materiali dell'indagine, una parte del denaro sarebbe transitata attraverso Sense Bank.
NABU ha inoltre diffuso registrazioni telefoniche nelle quali una voce attribuita a Mudra discute di Sense Bank, dei suoi vertici e di presunti tentativi di esercitare influenza sulle decisioni riguardanti l'istituto. Le autorità non hanno tuttavia indicato pubblicamente Mudra come responsabile dei reati contestati, e il suo ruolo resta oggetto dell'indagine.
Il nome di Timur Mindich e i legami con Zelensky
Nelle registrazioni compare anche il nome di "Timur", descritto come un "rifugiato israeliano". Secondo i media ucraini, il riferimento potrebbe essere a Timur Mindich, amico di lunga data e storico socio d'affari di Zelensky.
Mindich è legato a Kvartal 95, la società di produzione televisiva fondata da Zelenskyy prima della sua carriera politica, e il suo nome era già emerso nell'inchiesta Midas. Le autorità lo considerano tra le figure coinvolte nel presunto sistema corruttivo legato a Energoatom.
Il suo nome è comparso anche nell'indagine Dynasty, che riguarda il presunto riciclaggio di milioni di euro attraverso un progetto immobiliare di lusso nei pressi di Kiev.
Da Yermak a Shurma: la lunga scia di inchieste
Il caso Mudra si aggiunge così a una serie di procedimenti che negli ultimi mesi hanno coinvolto persone vicine all'entourage politico di Zelenskyy.
Tra i nomi più pesanti c'è quello di Andriy Yermak, per anni il più potente collaboratore del presidente e capo dell'Ufficio del presidente dal 2020 al 2025. Nel maggio 2026 è stato inserito nel registro degli indagati nell'ambito del procedimento Dynasty. Un tribunale ha disposto la sua custodia cautelare, fissando una cauzione di 140 milioni di grivne. Yermak ha respinto le accuse.
Anche l'ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov è stato coinvolto in procedimenti giudiziari, mentre un'altra indagine riguarda Rostyslav Shurma, ex vice capo dell'Ufficio del presidente, responsabile della politica economica.
NABU e SAPO sospettano Shurma e altre persone di aver organizzato un sistema per appropriarsi indebitamente di fondi pubblici attraverso il regime delle tariffe verdi per le energie rinnovabili. Nel gennaio 2026 le autorità hanno notificato sospetti a nove persone; a febbraio Shurma e suo fratello Oleh sono stati inseriti nella lista dei ricercati. Shurma si trova all'estero e respinge ogni accusa.
Il problema politico per Zelensky
Il presidente ucraino non è al momento indagato nei procedimenti citati. Ma la concentrazione delle inchieste intorno alla sua cerchia politica e personale rappresenta un problema sempre più difficile da gestire.
Il tema è particolarmente delicato perché l'Ucraina sta cercando di avanzare nel percorso verso l'adesione all'Unione europea. Bruxelles considera la lotta alla corruzione, l'indipendenza della magistratura e il rafforzamento dello Stato di diritto elementi centrali del processo di adesione.
E proprio l'indipendenza di NABU e SAPO è diventata uno dei temi politici più sensibili dell'ultimo anno. Nel 2025 decine di migliaia di ucraini erano scesi in piazza dopo un tentativo parlamentare di ridurre i poteri delle due agenzie anticorruzione, costringendo il governo a fare marcia indietro.
Ora una nuova inchiesta torna a bussare alla porta dell'Ufficio del presidente.
Per Zelensky, arrivato al potere nel 2019 promettendo di rompere con il vecchio establishment politico e con la corruzione che aveva caratterizzato la politica ucraina, il problema non è soltanto giudiziario. È sempre più politico: ex collaboratori, funzionari di vertice e persone della sua cerchia sono finiti nel mirino degli investigatori.
E il licenziamento di Mudra, arrivato proprio nel giorno dell'operazione "Forrest Gump", rischia di trasformarsi nell'ennesimo capitolo di una crisi che coinvolge sempre più da vicino il cuore del potere di Kiev.