Code di chilometri alle stazioni di servizio, impennate dei prezzi della benzina e limiti al rifornimento. La crisi dei carburanti ha nuovamente investito tutte le regioni russe, anche la capitale. Putin non la nega, ma chi la denuncia pubblicamente viene arrestato o multato
Code di chilometri alle stazioni di servizio, impennate dei prezzi della benzina, limiti al rifornimento: dopo alcune settimane di tregua, la crisi dei carburanti ha di nuovo investito le regioni russe, raggiungendo anche la capitale.
La Russia non riesce a ripristinare le proprie capacità di raffinazione e a stabilizzare le forniture di energia: dall'inizio dell'anno l'Ucraina attacca le sue infrastrutture petrolifere e quest'estate lo fa in modo particolarmente efficace.
Kiev spera così di privare Mosca dei proventi degli idrocarburi con cui rifornisce l'esercito russo, che ha lanciato un'offensiva su larga scala in Ucraina nel febbraio 2022.
Mercoledì, in tutto il Paese, la benzina era disponibile soltanto nel 28% delle stazioni di servizio, hanno scritto i media filo-Cremlino, citando i dati dell'applicazione di monitoraggio "Gdebenz". Una settimana prima, la quota era del 41%.
Un altro segnale di questa seconda ondata della crisi è che, dopo l'allentamento delle restrizioni sui carburanti a luglio, le autorità regionali russe hanno ricominciato a irrigidirle.
Secondo il sito Benzinmap, che monitora i prezzi dei carburanti e raccoglie informazioni sulle misure restrittive [n.d.r: il portale include nelle sue statistiche i dati relativi ai territori ucraini occupati dalle Forze armate russe], al 15 agosto erano in vigore in 76 degli 86 soggetti della Federazione russa. In 58 regioni sono state introdotte restrizioni severe
Si tratta di limiti alla quantità di benzina venduta a ogni cliente, codici QR, rifornimenti consentiti solo in determinati giorni della settimana a seconda del numero di targa e così via.
Mercoledì si sono formate code alle stazioni di servizio anche a Mosca, come hanno riportato perfino i media statali. Il quotidiano RBC ha riferito che alle stazioni cittadine di "Gazprom Neft" è stato temporaneamente introdotto un limite alla benzina: massimo 40 litri per serbatoio. "Tatneft" ha fissato il tetto a 50 litri per la benzina e a 60 per il diesel.
Il servizio "Yandex Zapravki" la mattina del 19 agosto mostrava la disponibilità di benzina AI-9 soltanto in una stazione di servizio su dieci nella capitale.
Come sta cambiando il mercato dei carburanti in Russia
Per stabilizzare la situazione sul mercato dei carburanti, Mosca è stata costretta a prendere misure urgenti.
A luglio è stato introdotto un divieto all'export di benzina e diesel. Una delle maggiori potenze petrolifere al mondo è ora costretta ad acquistarli all'estero, per esempio in Bielorussia e in Marocco. Nei giorni scorsi l'India ha fornito alla Russia 42 mila tonnellate di carburante.
Ma le interruzioni nelle forniture sono proseguite, con un impatto diretto sulla formazione dei prezzi.
Secondo i dati ufficiali, nel primo semestre del 2026 i prezzi al dettaglio della benzina sono aumentati del 7,4%, fino a una media di 70 rubli al litro. Il diesel è rincarato di oltre il 12%.
Tuttavia, come lamentano i residenti di varie regioni, in alcuni casi il prezzo della benzina ha superato la soglia dei 100 rubli (1,02 euro) al litro.
Il Cremlino ha incaricato il Servizio federale antimonopolio (FAS) di rafforzare il controllo sui prezzi.
Mercoledì l'ente ha reso noto di aver avviato 41 procedimenti contro le compagnie petrolifere per violazioni.
Il giorno prima, la Borsa di San Pietroburgo aveva avviato le contrattazioni di benzine di standard inferiore — Euro-2, Euro-3, Euro-4.
In Russia erano vietate già dagli anni 2010 e negli ultimi dieci anni lo standard obbligatorio era l'Euro-5.
Ma il 5 agosto il governo russo ne ha autorizzato produzione, importazione e vendita per quasi un anno, nel tentativo di colmare la carenza di carburante.
A causa dell'alto contenuto di zolfo, questi tipi di carburante sono considerati pericolosi per l'ambiente e per le automobili con motori moderni.
Perché chi denuncia le restrizioni di accesso alla benzina in Russia viene arrestato o multato
Negli ultimi giorni la disponibilità di benzina e diesel è diminuita nelle regioni di Volgograd, Čeljabinsk, Orenburg, Voronež, Samara, Penza, Saratov, Lipetsk, Rostov e in Tatarstan, scrive Izvestia, quotidiano vicino al Cremlino.
Non si registrano segnali di miglioramento nella Crimea annessa, che da tempo denuncia un blackout su larga scala.
Negli ultimi sette giorni, le autorità di almeno otto regioni hanno segnalato problemi alle stazioni di servizio, osserva il media indipendente Agentstvo. In tredici regioni sono stati i cittadini a denunciare la situazione sui social network.
Nel frattempo si è iniziato a punire chi si lamenta delle code o dell'impossibilità di fare rifornimento.
A Volgograd sono stati fermati alcuni residenti che avevano registrato un video-appello al capo del Comitato Investigativo russo, Aleksandr Bastrykin. Nel video denunciavano che i cittadini devono rispettare le restrizioni, mentre "l'amministrazione della città fa il pieno di benzina grazie alle carte carburante".
La polizia ha arrestato cinque autori del messaggio, accusandoli di aver organizzato un "evento pubblico non autorizzato". Uno dei partecipanti è stato condannato a cinque giorni di arresto amministrativo, un altro ha ricevuto una multa.
È stato multato anche un abitante di Perm che aveva organizzato una manifestazione solitaria per richiamare l'attenzione sul problema dell'accesso alla benzina.
Perché persino Putin ha commentato la carenza di carburanti e cosa c'entra l'Ucraina
Alla fine di luglio Vladimir Putin ha di fatto riconosciuto l'esistenza di una carenza di carburante, definendola "non critica".
Il 19 agosto ha ripetuto lo stesso aggettivo, commentando le conseguenze degli attacchi delle Forze armate ucraine contro infrastrutture logistiche ed energetiche.
_"_Non ci sono, non ci sono state e non ci potranno essere conseguenze critiche di questi attacchi. Ma danni ce ne provocano, naturalmente, è evidente: lo capiamo, lo vediamo e lo sappiamo",ha dichiarato il presidente russo.
Nello stesso giorno il vicepremier Aleksandr Novak ha lasciato intendere che le autorità puntano alla riparazione degli impianti petroliferi danneggiati; secondo lui, dopo questo la situazione con i carburanti "migliorerà".
L'Ucraina, tuttavia, ha nettamente intensificato gli attacchi durante l'estate, in risposta ai bombardamenti regolari delle Forze armate russe contro villaggi e città ucraini, nei quali muoiono civili.
A Kiev sottolineano che le forze russe colpiscono deliberatamente infrastrutture civili critiche. A conferma, il ministero della Difesa russo ha minacciato gli ucraini di "congelarli" il prossimo inverno. Kiev ha promesso una risposta "speculare".
Nel frattempo le Forze armate ucraine continuano a lanciare quasi ogni giorno sciami di droni contro vari obiettivi, anche nel profondo della Russia.
All'inizio di luglio erano già state colpite tutte le principali raffinerie del Paese. Nelle prime due settimane di agosto l'elenco si è allungato di quasi una decina di grandi impianti, tra cui "Yaroslavnefteorgsintez" a Jaroslavl, "Bašneft-Novoil" e "Gazprom Neftekhim Salavat" in Baschiria, le raffinerie di Syzran, Saratov e Orsk, nonché il porto di esportazione di petrolio di Ust-Luga.
Secondo i calcoli dell'edizione russa di Forbes, le raffinerie danneggiate rappresentano il 54% della capacità totale di raffinazione.
Perché la crisi dei carburanti in Russia avrà conseguenze a lungo termine
La crisi dei carburanti si sta traducendo in problemi per molti settori dell'economia russa, sottolineano diversi analisti. Alcune conseguenze emergeranno più avanti, anche se le autorità riusciranno a ristabilire le forniture.
Gli agricoltori rischiano perdite insostenibili: la campagna di raccolta è a rischio, le spese aumentano con il costante rialzo del prezzo del diesel, così come il costo di produzione dei prodotti agricoli, mentre i loro prezzi al dettaglio sono tenuti sotto controllo dallo Stato.
Inoltre, la carenza di carburante pesa sulle catene logistiche: rallenta la consegna delle merci e aumenta i costi del trasporto, creando rischi soprattutto per le piccole imprese.
I problemi con la benzina colpiscono anche il turismo: calano le tradizionali mete turistiche del sud del Paese, che ogni anno accoglievano milioni di vacanzieri russi.
Infine, l'aumento dei prezzi di benzina e diesel si riflette sui cartellini di beni e generi alimentari, il che inevitabilmente alimenterà l'inflazione, avvertono gli economisti.