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Ceuta, 20 giorni dopo l'ondata migratoria: centinaia di minori ancora soli per strada

I migranti che hanno attraversato dal Marocco alla Spagna, alcuni minorenni, si concentrano in un centro sportivo, Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026.
I migranti arrivati dal Marocco in Spagna, alcuni dei quali minorenni, sono concentrati in un centro sportivo di Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026. Diritti d'autore  AP PhoAP Photo/Antonio Sempere
Diritti d'autore AP PhoAP Photo/Antonio Sempere
Di Marina Neila
Pubblicato il
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L'Unicef denuncia le condizioni di insicurezza e scarsa igiene in cui vivono centinaia di minori migranti a Ceuta, mentre il Consiglio Generale degli Infermieri segnala il sovraccarico dei servizi sanitari e chiede misure urgenti

La situazione a Ceuta si è complicata dopo il massiccio arrivo di migranti del 30 luglio. Sono già passati 20 giorni e l'Unicef avverte che centinaia di minori restano soli per strada, in condizioni di insicurezza e scarsa igiene e senza un'assistenza adeguata.

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Il ministero della Gioventù e dell'Infanzia sta preparando un piano per trasferire verso la penisola 500 ragazze migranti che si trovano in città. Nel frattempo, Unicef Spagna ha inviato una squadra a Ceuta per avviare una unità mobile che permetta di individuare i minori soli, registrarli e valutarne i bisogni.

L'organizzazione chiede che siano identificati e trasferiti il prima possibile in spazi sicuri. Per accelerare la procedura servirebbero, secondo l'Unicef, almeno tre unità.

I migranti che hanno attraversato dal Marocco alla Spagna si radunano nel centro sportivo El Príncipe Alfonso di Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026.
I migranti che hanno attraversato dal Marocco alla Spagna si radunano nel centro sportivo El Príncipe Alfonso di Ceuta, Spagna, 19 agosto 2026. AP Photo/Antonio Sempere

L'emergenza sta colpendo anche il sistema sanitario. Il Consiglio Generale degli Infermieri ha chiesto che venga dichiarato lo stato di allarme, vista la pressione a cui sono sottoposti i professionisti.

Le infermiere e gli infermieri arrivano ad assistere fino a 1.400 persone in un solo giorno e alcuni accumulano turni fino a quattro ore oltre il previsto. La carenza di personale ha costretto inoltre le ONG a cercare volontari per assistere i migranti negli insediamenti.

Al sovraccarico dei servizi si aggiunge la comparsa di malattie legate al sovraffollamento e alla mancanza di igiene. Le infermiere hanno registrato 200 casi di gastroenterite acuta, 20 di scabbia, 21 di impetigine e quattro casi di tubercolosi.

Di fronte a questa situazione, il Consiglio Generale degli Infermieri chiede un comando unico e maggiori risorse per far fronte a un'emergenza che, denuncia, sta portando al limite sia il personale sanitario sia i servizi della città.

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