L'Unicef denuncia le condizioni di insicurezza e scarsa igiene in cui vivono centinaia di minori migranti a Ceuta, mentre il Consiglio Generale degli Infermieri segnala il sovraccarico dei servizi sanitari e chiede misure urgenti
La situazione a Ceuta si è complicata dopo il massiccio arrivo di migranti del 30 luglio. Sono già passati 20 giorni e l'Unicef avverte che centinaia di minori restano soli per strada, in condizioni di insicurezza e scarsa igiene e senza un'assistenza adeguata.
Il ministero della Gioventù e dell'Infanzia sta preparando un piano per trasferire verso la penisola 500 ragazze migranti che si trovano in città. Nel frattempo, Unicef Spagna ha inviato una squadra a Ceuta per avviare una unità mobile che permetta di individuare i minori soli, registrarli e valutarne i bisogni.
L'organizzazione chiede che siano identificati e trasferiti il prima possibile in spazi sicuri. Per accelerare la procedura servirebbero, secondo l'Unicef, almeno tre unità.
L'emergenza sta colpendo anche il sistema sanitario. Il Consiglio Generale degli Infermieri ha chiesto che venga dichiarato lo stato di allarme, vista la pressione a cui sono sottoposti i professionisti.
Le infermiere e gli infermieri arrivano ad assistere fino a 1.400 persone in un solo giorno e alcuni accumulano turni fino a quattro ore oltre il previsto. La carenza di personale ha costretto inoltre le ONG a cercare volontari per assistere i migranti negli insediamenti.
Al sovraccarico dei servizi si aggiunge la comparsa di malattie legate al sovraffollamento e alla mancanza di igiene. Le infermiere hanno registrato 200 casi di gastroenterite acuta, 20 di scabbia, 21 di impetigine e quattro casi di tubercolosi.
Di fronte a questa situazione, il Consiglio Generale degli Infermieri chiede un comando unico e maggiori risorse per far fronte a un'emergenza che, denuncia, sta portando al limite sia il personale sanitario sia i servizi della città.