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Ceuta, un solo bagno per 70 agenti e 8 per stanza: le condizioni denunciate

Un migrante entrato in Spagna viene scortato dalla polizia verso la frontiera ispano-marocchina per il rimpatrio in Marocco dall'enclave spagnola di Ceuta
Un migrante entrato in Spagna viene scortato dalla polizia verso la frontiera tra Spagna e Marocco per essere rimandato in Marocco dall'enclave spagnola di Ceuta Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. (Foto AP/Antonio Sempere)
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. (Foto AP/Antonio Sempere)
Di Escarlata Sánchez
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Alcuni di questi agenti hanno presentato le loro lamentele per le condizioni di alloggio in cui si trovano durante il soggiorno a Ceuta

In Spagna, dopo l'ingresso massiccio di migranti a Ceuta provenienti dal Marocco lo scorso 30 e 31 luglio, il governo ha rafforzato il dispositivo di sicurezza nella città autonoma con il dispiegamento di diverse unità della Polizia nazionale, incluse le Unidades de Intervención Policial (UIP). A settimane di distanza, diversi agenti inviati in rinforzo hanno espresso il loro malcontento per le condizioni di alloggio che devono affrontare durante la permanenza in città.

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Come hanno raccontato gli stessi agenti al quotidiano 'El Faro de Ceuta' e ha denunciato anche la Confederación Española de Policía (CEP), i locali del Regimiento de Artillería Mixto número 30, dove alloggia parte del personale inviato a Ceuta, presentano carenze che incidono sia sulle condizioni igieniche sia sul riposo.

Secondo le testimonianze fornite dai poliziotti, gli alloggi presentano situazioni di sovraffollamento, carenza di servizi igienici sufficienti, docce in cattivo stato, problemi di ventilazione e materassi deteriorati. Condizioni che renderebbero più difficile la vita quotidiana degli agenti durante la loro permanenza in città.

In un post sulla rete X, la Confederación Española de Policía (CEP) denuncia all'emittente 'Onda Madrid': "Grida vendetta. Ogni volta che c'è una crisi Marlaska si affida ai poliziotti. Sa che siamo garanzia di successo. Ma poi, come a Ceuta, ci punisce con alloggi indegni che sembrano una galleria degli orrori".

Sovraffollamento, caldo e carenza di servizi igienici

Gli agenti inviati sarebbero distribuiti in moduli dotati di otto letti a castello, così che in alcuni casi tra sette e otto poliziotti condividono la stessa stanza, riducendo notevolmente lo spazio a disposizione di ciascuno.

A queste condizioni si aggiunge, secondo le lamentele degli stessi agenti, la mancanza di aria condizionata nei moduli, che disporrebbero soltanto di un ventilatore per l'intero ambiente. Una situazione particolarmente critica nei mesi estivi, quando le alte temperature che si registrano a Ceuta rendono ancora più difficile il riposo del personale inviato in città per rafforzare il dispositivo di sicurezza.

Tra le principali proteste raccolte dagli agenti figura la mancanza di servizi igienici sufficienti. Secondo le informazioni ricevute dalla CEP, circa 70 funzionari potrebbero trovarsi a condividere un unico wc in uno dei piani della caserma, una situazione che il sindacato considera incompatibile con condizioni adeguate di igiene e di riposo.

La CEP denuncia in un altro post sulla rete X, con dichiarazioni all'emittente 'Onda Cero': "I colleghi a Ceuta daranno tutto. Perché sono professionisti e sanno cosa è in gioco per la Spagna. Nel frattempo, Marlaska li punisce con un alloggio indegno, in condizioni che costringerebbero qualsiasi ministro a dimettersi".

Un solo bagno per decine di agenti

A questa situazione si aggiungono le carenze riscontrate nelle docce e i problemi di ventilazione degli spazi dove i poliziotti restano alloggiati. Gli agenti precisano però che le loro critiche non sono rivolte al personale militare responsabile delle strutture.

Anzi, gli stessi agenti sottolineano la disponibilità dell'Esercito a soddisfare le loro esigenze con le risorse a disposizione e valutano positivamente il trattamento ricevuto durante il soggiorno nella caserma.

"Ci hanno trattato molto bene. Tanto di cappello a loro, ma le condizioni sono quelle che sono e quelle di cui dispongono", spiegano i poliziotti, che distinguono così tra l'attenzione e il trattamento ricevuti dal personale militare e i limiti delle strutture destinate al loro alloggio.

La CEP chiede una revisione delle condizioni di alloggio

Alla luce delle lamentele presentate dagli agenti, la CEP ha chiesto per iscritto un intervento preventivo urgente che consenta di verificare sul posto le condizioni in cui sono alloggiati i poliziotti inviati a Ceuta.

Il sindacato chiede in particolare una valutazione specifica dei rischi associati a queste strutture, per stabilire se rispettano i requisiti necessari in materia di sicurezza e salute per i funzionari.

Nell'ambito di questa revisione, l'organizzazione propone di effettuare misurazioni di temperatura, umidità e ventilazione, oltre ad analizzare le condizioni degli spazi destinati al riposo degli agenti.

La CEP sottolinea la necessità di verificare in modo oggettivo le carenze segnalate dai poliziotti e, qualora vengano confermate, di applicare le misure correttive necessarie per garantire condizioni adeguate durante la loro permanenza in città.

La CEP chiede soluzioni immediate per gli agenti inviati

La CEP chiede che si intervenga subito sulle strutture, adeguando i bagni e le docce e sostituendo i materassi che si trovano in cattivo stato. Il sindacato propone inoltre che, se la caserma non soddisfa le condizioni necessarie, si cerchi un alloggio alternativo che garantisca condizioni dignitose ai poliziotti inviati.

L'organizzazione sottolinea che riposo e igiene assumono particolare importanza nei dispiegamenti di lunga durata, soprattutto quando gli agenti devono garantire servizi destinati a rafforzare la sicurezza in città.

Le richieste sono già state presentate formalmente e la CEP si aspetta che vengano adottate misure per correggere le carenze e risolvere la situazione nel più breve tempo possibile.

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