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Mali, francese condannato a 20 anni di carcere graziato dal capo della giunta

Il generale Assimi Goita, capo della giunta maliana, ai funerali dell'ex ministro della Difesa Sadio Camara, il 30 aprile 2026, a Bamako.
Il generale Assimi Goita, capo della giunta maliana, ai funerali dell'ex ministro della Difesa Sadio Camara, il 30 aprile 2026 a Bamako. Diritti d'autore  AP Photo/Boubacary Bocoum, File
Diritti d'autore AP Photo/Boubacary Bocoum, File
Di Nathan Joubioux
Pubblicato il
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A Bamako, il 5 giugno scorso, un funzionario dell'ambasciata di Francia è stato condannato a 20 anni di reclusione per "attentato alla sicurezza dello Stato"

È una decisione che potrebbe portare a un disgelo delle relazioni diplomatiche tra la Francia e il Mali, dopo diversi anni di tensioni. Giovedì 13 agosto, il governo di transizione guidato dal generale Assimi Goita ha annunciato di aver concesso la grazia al cittadino francese identificato come Yann V.

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"Questa misura di grazia non rimette in discussione il fatto accertato" dalla giustizia, scrive la giunta in un comunicato pubblicato su Facebook. Si precisa inoltre che questa decisione "è accompagnata dall'allontanamento immediato dell'interessato dal territorio nazionale".

Lo scorso 5 giugno, il funzionario francese, agente dei servizi di intelligence con status diplomatico, era stato condannato a 20 anni di reclusione per "attentato alla sicurezza dello Stato". Detenuto dal suo arresto, nell'agosto 2025, insieme a diversi ufficiali maliani accusati di aver preparato un colpo di Stato per rovesciare la giunta, si era visto infliggere anche una multa di 5.400 euro e un divieto di ingresso in Mali per 20 anni.

"Il nostro agente svolgeva una missione di cooperazione in materia di sicurezza e in nessun caso la Francia ha partecipato, direttamente o indirettamente, alla destabilizzazione del Mali", aveva assicurato, al momento della sua condanna, il ministero francese degli Affari esteri.

Nel suo comunicato, la giunta ha ringraziato, senza nominarlo, un "Paese fratello" che ha contribuito a ottenere questa grazia.

Ravvicinamento alla Russia

Il Mali affronta dal 2012 una crisi di sicurezza, alimentata in particolare dalle violenze di gruppi affiliati ad Al-Qaeda e all'organizzazione Stato islamico, oltre che da bande criminali locali.

Sotto la guida del capo della giunta, Assimi Goita, il Paese ha voltato le spalle all'Occidente, in particolare alla Francia, a favore di un riavvicinamento alla Russia, anche se un esperto dell'Istituto francese delle relazioni internazionali aveva spiegato, a maggio, a Euronews, che un ritiro delle forze russe non era da escludere.

Il Mali, come i vicini Niger e Burkina Faso, è guidato da militari arrivati al potere con la forza negli ultimi anni, che promettevano di garantire maggiore sicurezza alla popolazione. Ma la situazione della sicurezza nella regione del Sahel è peggiorata dall'arrivo al potere delle giunte, secondo gli analisti, con un numero record di attacchi e di civili uccisi, tanto dai gruppi jihadisti quanto dalle forze governative.

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