Loader
Seguiteci
Pubblicità

Afghanistan, 5 anni di talebani: la festa a Kabul senza donne

Delegati talebani durante le celebrazioni per il quinto anniversario del loro ritorno al potere, a Kabul, il 15 agosto 2026.
Delegati talebani durante le celebrazioni per il quinto anniversario del loro ritorno al potere, a Kabul, il 15 agosto 2026. Diritti d'autore  (AP/Siddiqullah Alizai) Copyright 2025 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore  (AP/Siddiqullah Alizai) Copyright 2025 The Associated Press. All rights reserved
Di Sait Burak Utucu
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Cinque anni dopo il ritorno al potere dei talebani, Kabul celebra la "liberazione". L’Onu denuncia una grave crisi dei diritti umani e 2,2 milioni di ragazze escluse dalla scuola

Cinque anni dopo la riconquista del potere, i talebani celebrano a Kabul quello che definiscono il giorno della "liberazione" dell’Afghanistan dalle forze straniere. Nella sala della Loya Jirga, la tradizionale grande assemblea afghana, i vertici del movimento hanno rivendicato la fine della guerra e una ritrovata stabilità, mentre dalle Nazioni Unite arriva un bilancio radicalmente diverso: il conflitto è terminato, ma la crisi dei diritti umani si è aggravata, soprattutto per donne e ragazze.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il 15 agosto 2021 i talebani entrarono a Kabul, poco prima del completamento del ritiro statunitense e delle forze della Nato dopo vent'anni di guerra. Il crollo del precedente governo provocò scene drammatiche all'aeroporto della capitale, preso d'assalto da migliaia di persone nel tentativo di lasciare il Paese.

Da allora, il movimento islamista ha imposto un sistema di governo basato sulla propria interpretazione della sharia e ha progressivamente ridotto gli spazi di libertà, soprattutto per la popolazione femminile.

Alle ragazze è stato vietato proseguire gli studi oltre la scuola primaria e alle donne è stato successivamente impedito anche l'accesso all'università.

Le restrizioni non riguardano soltanto la scuola. Le donne sono state escluse da numerose attività lavorative e da diversi spazi pubblici, compresi parchi e palestre, mentre sono state introdotte limitazioni agli spostamenti e alla partecipazione alla vita pubblica.

La celebrazione senza donne

Alla cerimonia di Kabul hanno partecipato i principali esponenti del regime, rappresentanti stranieri e migliaia di cittadini. Nessuna donna era presente nella sala.

Sulle strade della capitale e nelle province sono comparsi manifesti e bandiere dei talebani. Nei loro discorsi, i dirigenti hanno sottolineato quelli che considerano i risultati ottenuti nei cinque anni di governo: sicurezza, infrastrutture, occupazione e fine dei combattimenti su larga scala.

Il vice portavoce del governo, Hamdullah Fitrat, ha invocato "pace, serenità e prosperità" per il Paese sotto un governo fondato sulla sharia.

Il viceministro dell'Informazione e della Cultura, Molvi Hayatullah Mahajar Farahi, ha sostenuto in un'intervista all'Associated Press che l'amministrazione abbia garantito sicurezza e investimenti, evitando però di rispondere direttamente alle domande sul divieto di istruzione per ragazze e donne.

L'Onu: "Crisi grave dei diritti umani"

Il quadro tracciato dalle Nazioni Unite è invece molto più duro.

Richard Bennett, relatore speciale dell'Onu sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan, ha avvertito che la fine della guerra non può essere automaticamente considerata sinonimo di pace. Secondo Bennett, la situazione dei diritti umani è peggiorata progressivamente e le conseguenze più pesanti ricadono su donne e ragazze.

Il relatore ha definito il sistema imposto dai talebani una forma di "persecuzione di genere" che, a suo giudizio, può configurare un crimine contro l'umanità. Ha inoltre denunciato arresti arbitrari, torture e maltrattamenti, esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, restrizioni alla libertà di espressione e pressioni contro giornalisti e difensori dei diritti umani.

Bennett ha quindi rivolto un appello alla comunità internazionale affinché non venga "normalizzata" la politica dei Talebani attraverso un progressivo ritorno alla cooperazione diplomatica senza un miglioramento della situazione dei diritti.

2,2 milioni di ragazze fuori dalla scuola

Uno dei simboli più evidenti della trasformazione dell'Afghanistan è la scuola. Secondo i dati più recenti di UNESCO e UNICEF, circa 2,2 milioni di ragazze adolescenti sono escluse dall'istruzione secondaria. L'Afghanistan è così diventato l'unico Paese al mondo in cui alle ragazze e alle donne è vietato frequentare la scuola secondaria e l'università.

L'emergenza educativa rischia inoltre di produrre conseguenze che vanno ben oltre la generazione attualmente esclusa dalle aule. La carenza di istruzione femminile si traduce infatti nel lungo periodo in una minore disponibilità di insegnanti, mediche, infermiere e ostetriche, con effetti diretti sul sistema sanitario e sull'economia del Paese.

Anche UN Women ha lanciato nei giorni scorsi un nuovo allarme, definendo le restrizioni imposte alle donne afghane tra le più severe al mondo e chiedendo alla comunità internazionale di continuare a finanziare i programmi destinati alla popolazione femminile.

L'isolamento internazionale e la nuova diplomazia

Cinque anni dopo la caduta di Kabul, il governo talebano rimane formalmente isolato, anche se i rapporti con diversi Paesi sono progressivamente aumentati. La Russia è tuttora l'unico Stato ad aver riconosciuto ufficialmente il governo talebano, decisione presa nel luglio 2025.

Parallelamente, però, diversi Paesi mantengono rapporti diplomatici e contatti con le autorità di Kabul, soprattutto per questioni legate alla sicurezza, alla migrazione, al commercio e alla stabilità regionale. È proprio questa crescente normalizzazione dei rapporti a preoccupare le Nazioni Unite e le organizzazioni per i diritti umani.

Il quinto anniversario del ritorno al potere consegna così due immagini opposte dello stesso Afghanistan: da una parte i talebani celebrano la fine della guerra e rivendicano stabilità; dall'altra, milioni di donne e ragazze restano escluse dall'istruzione e dalla vita pubblica, mentre l'Onu denuncia una crisi dei diritti umani che continua ad aggravarsi.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Afghanistan, cinque anni di talebani: Bruxelles tratta sui rimpatri. "Così li legittima"

Belgio concede visti ai talebani per colloqui UE sulla migrazione

Afghanistan, 5 anni di talebani: la festa a Kabul senza donne