La Spagna è un vero paradiso per il numero di spiagge che offre nell’Unione europea e, grazie a un clima estivo piacevole, quando le ondate di calore lo consentono, resta una delle mete preferite per le vacanze estive. Ma alcune multe, da 50 a 300 mila euro, possono rovinarvi la giornata
Quasi quarant'anni dopo la sua approvazione, la Legge 22/1988 del 28 luglio sulle Coste (Ley de Costas)resta il testo che fissa i limiti di ciò che si può e non si può fare sulla riva. La norma si basa su un principio semplice: la spiaggia e la riva del mare in Spagna sono demanio pubblico, quindi nessuno può appropriarsi di un tratto né costruirvi strutture fisse senza autorizzazione.
Da qui derivano buona parte delle sanzioni che poi compaiono sulla stampa ogni estate. Avevamo già passato in rassegna le multe più curiose nelle spiagge europee, qui vediamo quelle che si rischiano sulle spiagge spagnole.
Il titolo quinto della legge, dedicato a infrazioni e sanzioni, distingue tra violazioni lievi e gravi. Tra quelle lievi rientrano, ad esempio, occupare il demanio pubblico senza permesso, non rispettare le condizioni di un titolo amministrativo, danneggiare in modo minore il diritto di passaggio. Queste violazioni sono punite con multe che non possono superare i 60.000 euro.
Le infrazioni gravi, come alterare i capisaldi che segnano il confine demaniale, chiudere l'accesso pubblico al mare o costruire senza autorizzazione, possono arrivare fino a 300.000 euro e, in alcuni casi, il calcolo si fa in base ai metri quadrati occupati, ai metri cubi scaricati o ai giorni di infrazione.
L’ente incaricato di applicare la sanzione dipende dall’entità del danno.I Comuni, nell'ambito delle loro competenze, possono sanzionare fino a 12.000 euro, mentre le comunità autonome, quando si tratta di scarichi industriali o inquinanti, fino a 1,2 milioni.
Oltre alla multa, la legge obbliga il trasgressore a riportare il terreno al suo stato originale o a indennizzare i danni che non si possono riparare, cosa che nel caso di costruzioni illegali di solito si traduce in un ordine di demolizione.
Cosa aggiungono i Comuni: dalla sigaretta all'altoparlante
La Ley de Costas fissa il quadro generale, ma molte delle multe che colpiscono davvero il normale bagnante nascono dalle ordinanze municipali, che cambiano da un Comune all'altro e si sono moltiplicate negli ultimi anni.
Il divieto di fumare è l'esempio più evidente: oltre 600 spiagge spagnole lo vietano già, tra cui quelle di Barcellona, San Sebastián e buona parte di Canarie e Baleari, con multe che nella capitale catalana vanno da 300 a 750 euro.
Il disegno preliminare di legge antifumo che il Governo sta preparando punta a estendere il divieto a tutte le spiagge del Paese, con sanzioni che potrebbero oscillare tra 200 e 600.000 euro a seconda della gravità.
Altro capitolo sono i cani e gli altri animali da compagnia: la Legge sulle Coste non li cita, quindi ogni Comune decide se istituire una spiaggia per cani o vietarli del tutto.
Le 10 multe da evitare sulle spiagge spagnole quest'estate
- Fare i bisogni in riva o in mare: il Comune di Vigo lo definisce ufficialmente "evacuazione fisiologica sulla spiaggia o in mare" e prevede multe fino a 750 euro. Marbella ha copiato l'idea e ha raddoppiato la sanzione precedente per allinearsi.
- Prenotare il posto con l'ombrellone all'alba: la cosiddetta "guerra degli ombrelloni". Lasciare sedie, tavolini o teli prima dell'orario di apertura può essere interpretato come campeggio. A Badalona le multe possono arrivare fino a 600 euro mentre, a Calpe, si rischiano sanzioni fino a 250 euro e la confisca degli oggetti lasciati sulla spiaggia.
- Farsi la doccia con shampoo o sapone nelle docce pubbliche: è vietato in diversi Comuni per evitare il rilascio di fosfati nel mare. Non c'è una cifra fissa, ma viene trattato come violazione dell'ordinanza sulle spiagge, fino a 750 euro.
- Giocare a racchettoni o a calcio fuori dalle aree autorizzate: a Malaga la multa arriva a 3.000 euro, a Benidorm 750, e a Cadice fino a 100 euro per una partita improvvisata sulla riva.
- Portare via sabbia, pietre o conchiglie come souvenir: alle Canarie sono previste multe fino a 3.000 euro per chi prende pietre vulcaniche o conchiglie.
- Usare un metal detector senza permesso: se il ritrovamento ha valore archeologico, la Ley de Patrimonio Histórico (Legge sul Patrimonio Storico) prevede multe fino a 150.000 euro, oltre al sequestro dell'apparecchio.
- Mettere musica con un altoparlante portatile: in diversi Comuni valenciani le multe possono arrivare fino a circa 750 euro per chi trasforma l’asciugamano in una pista da ballo. In Portogallo, per fare un confronto, la sanzione può arrivare a 36.000 euro se si tratta di un gruppo recidivo.
- Fumare sulla sabbia: oltre 600 spiagge spagnole lo vietano già. A Barcellona la multa va da 300 a 750 euro e la futura legge antifumo nazionale prevede sanzioni fino a 600.000 euro per i casi più gravi.
- Bere alcol in spiaggia: è vietato in molte località costiere, con multe che possono arrivare fino a 3.000 euro.
- Alterare i mojones (cippi) del confine delle coste: sembra un dettaglio amministrativo, ma è espressamente previsto dalla Legge sulle Coste: 1.000 euro per ogni cippo interessato, senza bisogno di dimostrare la malafede. I mojones sono pietre o segnali permanenti utilizzati per fissare i confini di proprietà, territori e frontiere.
Come funziona il procedimento e cosa conviene sapere prima di andare in spiaggia
Quando la Polizia Locale, il Servicio de Costas o la Guardia Civil rilevano un'infrazione, si apre un procedimento sanzionatorio. Al presunto trasgressore viene notificato un atto di contestazione, dopo il quale ha diritto a presentare le proprie osservazioni. Una volta concluso il procedimento, viene comunicata la sanzione definitiva, che può essere impugnata.
Se l'infrazione viene corretta in tempo, per esempio rimuovendo un'installazione o pulendo uno scarico, la stessa legge consente di ridurre la multa fino alla metà come attenuante. Le sanzioni gravi, una volta divenute definitive, vengono rese pubbliche, di norma su un quotidiano della zona.
Nella pratica, la raccomandazione degli stessi Comuni è semplice: prima di piantare l'ombrellone conviene leggere i cartelli sulla spiaggia o consultare l'ordinanza comunale, perché le regole cambiano da un lungomare all'altro e ciò che è consentito in una località può essere vietato a pochi chilometri di distanza. L'ignoranza della norma, come in qualsiasi altro ambito amministrativo, non evita la sanzione.