La Lituania prevede restrizioni più severe per i cittadini russi e bielorussi filo-Cremlino, con divieti di attività pubbliche e limiti all'acquisto di immobili vicino a siti sensibili, per motivi di sicurezza nazionale e contrasto alla propaganda
La Lituania propone di inasprire le restrizioni per i cittadini russi e bielorussi, vietando alle figure filo-Cremlino di svolgere attività pubbliche nel Paese baltico e limitando ulteriormente la possibilità di acquistare immobili vicino a siti strategici.
Le misure, presentate dal ministero degli Esteri come emendamenti alla legge lituana sulle misure restrittive in risposta all'aggressione militare contro l'Ucraina, vieterebbero alle persone fisiche e giuridiche di Russia e Bielorussia di svolgere attività pubbliche nei settori dell'istruzione, della scienza, della cultura, dello sport, delle arti e dell'intrattenimento.
La stretta riguarderebbe coloro che hanno sostenuto la guerra della Russia contro l'Ucraina, lavorato nei territori ucraini occupati, appoggiato la repressione in Russia o in Bielorussia, oppure rifiutano di firmare una dichiarazione che condanna l'invasione di Mosca.
Secondo il ministero, le modifiche mirano a impedire che Mosca e Minsk utilizzino attività culturali, educative e sportive come strumenti di 'soft power' per diffondere propaganda e influenzare l'opinione pubblica.
"L'introduzione di queste restrizioni eviterebbe situazioni in cui la cooperazione nei campi dell'istruzione, della scienza e degli studi, della cultura, dell'arte e dell'intrattenimento potrebbe essere sfruttata per alimentare una visione favorevole dell'aggressione in corso, diffondere l'ideologia degli Stati aggressori e legittimare le attività politicizzate e manipolatorie dei regimi del Cremlino e di Minsk", ha spiegato a Euronews il portavoce del ministero degli Esteri. Le misure inoltre "rafforzeranno la capacità della società lituana di resistere alle minacce informative", ha aggiunto.
Il ministero afferma che la normativa darebbe alle autorità una base giuridica più chiara per prendere decisioni coerenti, fondate su criteri oggettivi e non su valutazioni caso per caso.
Le proposte inaspriscono anche le restrizioni già esistenti sulla proprietà immobiliare. In base alla legislazione lituana attuale, i cittadini russi privi di un permesso di soggiorno permanente o temporaneo non possono acquistare beni immobili. Gli emendamenti estenderebbero il divieto anche ai cittadini russi che dispongono di un permesso di soggiorno, ma solo per gli immobili situati vicino a infrastrutture considerate critiche per la sicurezza nazionale o nelle vicinanze di aree di addestramento militare. Le stesse restrizioni si applicherebbero ai cittadini bielorussi.
Secondo Vilnius, l'obiettivo è "ridurre significativamente" il rischio che immobili vicini a siti sensibili possano essere utilizzati per la raccolta di informazioni, attività di sorveglianza o altre azioni ostili.
La Lituania si unirebbe così a diversi Paesi vicini che hanno introdotto restrizioni analoghe.
L'Estonia già limita i cittadini di Paesi terzi, compresi russi e bielorussi, nell'acquisto di proprietà in alcune zone importanti per la sicurezza nazionale. La Lettonia ha introdotto un divieto per i cittadini russi e bielorussi di acquistare beni immobili in qualsiasi parte del Paese, mentre la Finlandia, a partire dal 2025, vieta ai cittadini russi e bielorussi di ottenere l'autorizzazione all'acquisto di immobili.
Se gli emendamenti saranno approvati dal parlamento lituano, il Seimas, e firmati dal presidente Gitanas Nausėda, entreranno in vigore il 1º gennaio 2027.