Stipendi, organici, condizioni di lavoro, indennità: cresce la rabbia nelle file della polizia nazionale. A Parigi e in diverse città francesi, gli agenti in divisa si sono mobilitati martedì 15 settembre per chiedere risposte concrete al governo in vista della legge di bilancio
Se di solito il lavoro dei poliziotti consiste nel garantire l'ordine durante le manifestazioni, questa volta sono stati chiamati loro stessi a scendere in piazza martedì.
A Parigi, diverse centinaia di agenti si sono ritrovati alla rotonda des Champs-Élysées-Marcel-Dassault, su iniziativa in particolare del sindacato Alliance Police Nationale.
Il corteo si è poi diretto verso l'Assemblea nazionale. Dietro questa mobilitazione c'è un accumulo di rivendicazioni.
I sindacati chiedono in particolare un aumento dell'indennità speciale di servizio della polizia (ISSP), la loro "indennità di rischio", che non è stata aumentata dal 2019.
Il sindacato Alliance chiede anche risorse aggiuntive per il personale amministrativo, tecnico e scientifico, oltre a risposte su carriere e organici.
Il sindacato stima il fabbisogno tra 300 e 500 milioni di euro aggiuntivi all'anno per la polizia.
La mobilitazione però non si riduce a una questione di stipendio. Nei commissariati il senso di stanchezza e logoramento è sempre più presente.
Cosa chiedono i sindacati di polizia francesi
A Rennes, un poliziotto intervistato prima della mobilitazione descrive una situazione diventata particolarmente "allarmante".
Denuncia la carenza di personale, le difficoltà materiali e l'assenza di riconoscimento salariale.
"Abbiamo bisogno di mezzi, abbiamo bisogno di organici, abbiamo bisogno di riconoscimento salariale", rivendica nella convinzione che le condizioni di lavoro "stanno peggiorando sempre di più".
Questa mobilitazione arriva dopo diversi mesi di tensioni tra i sindacati e il ministero dell'Interno.
Il 4 settembre i sindacati Alliance, Un1té e UNSA Police erano stati ricevuti dal ministro dell'Interno Laurent Nuñez.
Al termine dell'incontro, i sindacati avevano denunciato l'assenza di progressi sufficienti sulle loro richieste di bilancio.
Per Alliance il risultato era chiaramente insufficiente. Il suo segretario generale, Fabien Vanhemelryck, denunciava in particolare "niente sull'ISSP" e misure troppo deboli per il personale amministrativo, tecnico e scientifico. Il sindacato aveva quindi invitato a trasformare questa rabbia in mobilitazione nelle strade.
Perché in Francia si parla di movimento dei poliziotti
Del resto il movimento non è nato a settembre. Già all'inizio dell'estate Alliance aveva lanciato una forma di protesta detta "zero iniziativa", presto raggiunta da Un1té.
Il sindacato aveva indicato il 15 settembre come nuova tappa della mobilitazione, evocando allora una possibile "stagione di proteste dei poliziotti" di ampia portata.
I sindacati rimproverano inoltre al governo diverse decisioni adottate negli ultimi mesi. Tra queste, la rivalutazione del trattamento dei commissari, percepita dalle altre categorie come una misura squilibrata in un contesto di vincoli di bilancio.
Un altro motivo di attrito è il rinvio al 1º luglio 2027 della promozione al grado di brigadiere capo per diverse migliaia di poliziotti, invece che al 1º gennaio.
Perché il governo è sotto pressione
Per il ministero dell'Interno la sfida ora è disinnescare una rabbia che si sta radicando nel tempo.
I sindacati hanno avvertito: vogliono impegni concreti in vista dell'esame del bilancio 2027.
La mobilitazione di questo martedì rappresenta quindi un primo test. Arriva anche a pochi mesi dalle elezioni professionali nella polizia nazionale, previste a dicembre, il che contribuisce ad accrescere la pressione sindacale.
Nei cortei, i poliziotti intendono far passare un messaggio che va oltre la sola questione delle indennità: chiedono più mezzi per svolgere il proprio lavoro, organici adeguati e un riconoscimento all'altezza dei vincoli cui sono sottoposti.
Una rabbia ormai abbastanza forte da portare chi di solito sorveglia le manifestazioni a ritrovarsi, a sua volta, dall'altra parte delle transenne.