Scandalo in Inghilterra: l'impresario funebre Robert Bush ha ammesso 67 reati dopo il ritrovamento di decine di corpi non cremati e ceneri consegnate alle famiglie sbagliate. Il caso riapre il dibattito sulla regolamentazione del settore
Uno dei più gravi scandali mai emersi nel settore funerario britannico è arrivato in tribunale. Robert Bush, ex titolare della Legacy Independent Funeral Directors di Hull, nell'Inghilterra nord-orientale, rischia una pesante condanna al carcere dopo aver ammesso decine di reati legati alla gestione dei defunti affidati alla sua impresa.
Secondo quanto emerso durante l'udienza presso la Hull Crown Court, Bush ha tradito la fiducia di centinaia di famiglie lasciando i corpi dei loro cari per mesi – e in alcuni casi per anni – senza procedere alla cremazione promessa, consegnando invece ai parenti le ceneri di altre persone. La procura ha definito il comportamento dell'uomo un tradimento consumato su una scala «quasi industriale».
Corpi accatastati e in decomposizione
L'inchiesta è iniziata nel marzo 2024 dopo una segnalazione alla polizia riguardante la gestione dei defunti. Durante la perquisizione nella sede dell'agenzia funebre gli investigatori hanno scoperto 31 corpi che avrebbero dovuto essere cremati da tempo, oltre a più di 100 urne contenenti ceneri.
La scena descritta in aula è stata scioccante. I corpi erano sistemati sugli scaffali della cella frigorifera, molti senza alcuna copertura e in diversi stati di decomposizione. Tra i casi più drammatici quello di un neonato nato morto, il cui corpo era rimasto nei locali dell'impresa per quasi due anni anziché essere sepolto o cremato come promesso alla famiglia.
Le ceneri consegnate ai familiari non appartenevano ai loro cari
L'aspetto più doloroso della vicenda riguarda le famiglie che, convinte di aver ricevuto le ceneri dei propri parenti, hanno scoperto che appartenevano ad altre persone. Bush ha ammesso 67 capi d'accusa, tra cui frode, furto, commercio fraudolento e impedimento di una sepoltura lecita e dignitosa. Quattro delle accuse riguardano donne alle quali erano state consegnate falsamente ceneri presentate come quelle dei loro figli mai nati. Gli investigatori ritengono che centinaia di persone siano state coinvolte nello scandalo.
I problemi economici non convincono la procura
Nel primo interrogatorio Bush aveva attribuito quanto accaduto alle difficoltà finanziarie della sua attività, sostenendo di avere circa 90.000 sterline di debiti e di non riuscire a sostenere le spese perché molti clienti non pagavano.
La ricostruzione della procura racconta però una storia diversa. Tra il 2017 e il 2024 sui conti della società sarebbero transitati oltre 3 milioni di sterline, mentre ogni cremazione costava mediamente circa 500 sterline. Secondo il pubblico ministero Richard Paxton, Bush avrebbe semplicemente scelto di non svolgere i servizi per i quali era stato pagato, destinando invece il denaro a spese personali e a uno stile di vita ben oltre le proprie possibilità.
l caso riapre il dibattito sulle regole del settore
Lo scandalo ha riacceso il dibattito sulla quasi totale assenza di controlli nel comparto funerario britannico.
In Inghilterra e Galles, infatti, non esiste un sistema obbligatorio di licenze per gli impresari funebri: chiunque può aprire un'agenzia senza dover ottenere un'autorizzazione specifica o rispettare standard nazionali vincolanti. Una situazione molto diversa da quella della Scozia, dove nel marzo 2025 è entrato in vigore un Codice di condotta per gli impresari funebri, con regole più stringenti sulla gestione dei defunti e sulle ispezioni delle strutture.
Oltre cento testimonianze delle vittime
L'udienza per la determinazione della pena durerà diversi giorni e prevede le dichiarazioni di oltre cento vittime. Molti familiari hanno raccontato di aver scoperto solo dopo mesi che il corpo del proprio caro non era mai stato cremato e che le urne custodite nelle loro case contenevano i resti di sconosciuti.
Il procedimento rappresenta uno dei più vasti casi di frode mai affrontati dalla giustizia britannica nel settore funerario e potrebbe accelerare l'introduzione di una regolamentazione nazionale più severa per evitare che tragedie simili possano ripetersi.