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Spagna, allarme a Burgos: 30 parti di madri brasiliane arrivate dal Belgio

Immagine d'archivio di una neonata in un ospedale
Immagine d'archivio di una neonata in ospedale Diritti d'autore  Copyright 2005 AP. All rights reserved.
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Di Jesús Maturana
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Da maggio, circa 30 donne brasiliane provenienti dal Belgio hanno partorito all'Ospedale Universitario di Burgos seguendo lo stesso schema. La direzione ha denunciato il caso alla Polizia nazionale un mese fa

L'Ospedale Universitario di Burgos (HUBU), in Spagna, ha segnalato alla Polizia Nazionale, ormai un mese fa, una situazione che il personale di Ginecologia e Ostetricia osservava da settimane con perplessità.

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Dall'inizio di maggio il reparto aveva cominciato a seguire parti di donne di nazionalità brasiliana che, però, non risiedevano in Spagna, ma in Belgio e in altri Paesi del nord Europa, dove avevano effettuato il controllo della gravidanza.

All'inizio nessuno ci ha fatto troppo caso. Una donna è arrivata al pronto soccorso in una fase avanzata di gravidanza, ha indicato un indirizzo a Las Merindades e ha spiegato che arrivava dal Belgio. Poco dopo ha partorito.

Quel caso isolato non ha destato particolare attenzione. A cambiare le cose è stata la ripetizione di fino a 30 parti con caratteristiche simili in poco più di due mesi.

Gli stessi indirizzi, lo stesso accompagnatore

A insospettire definitivamente il reparto non è stata tanto la nazionalità delle pazienti quanto la coincidenza di alcuni dettagli. La maggior parte di queste donne, al momento di aprire la cartella clinica, forniva uno di due indirizzi specifici situati a Las Merindades: uno a Medina de Pomar e l'altro a Villarcayo.

Lo schema si ripeteva con notevole regolarità: 38ª, 39ª o 40ª settimana di gravidanza, controllo gestazionale effettuato in Belgio e arrivo a Burgos, o per un'ultima visita prima del parto oppure direttamente per partorire.

A questo si è aggiunto un altro dettaglio che le ostetriche e il personale medico non hanno ignorato: in un numero imprecisato di casi le donne si presentavano accompagnate dallo stesso uomo. La situazione è arrivata al punto che, nella notte di mercoledì scorso, tre pazienti con questo stesso profilo erano contemporaneamente in fase di dilatazione nelle sale parto dell'ospedale.

Una denuncia ancora senza risposta

L'HUBU, come qualsiasi centro pubblico, è tenuto a prestare assistenza a chiunque la richieda, indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di residenza. Lo spiegano fonti dell'ospedale, che sottolineano come le cure non si limitino al momento del parto.

"Noi siamo obbligati a prestare assistenza. E non solo per il parto, seguiamo quello che arriva. In questi casi di solito vengono per l'ultima visita e poi si programma il resto dell'assistenza", spiegano queste fonti.

Secondo l'ultimo conteggio effettuato dallo stesso centro, relativo a giugno e luglio, lo schema si è ripetuto tra le 15 e le 18 volte in quel periodo, a cui vanno aggiunti i casi registrati a maggio. La somma approssimativa si attesta intorno a 30 parti, secondo quanto conferma 'El Diario de Burgos '.

A due mesi e mezzo dall'individuazione del primo caso, l'ospedale ammette di non conoscere il motivo di questo flusso costante di partorienti con lo stesso profilo e di non avere nemmeno informazioni su ciò che accade a queste donne e ai loro figli una volta dimesse.

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