I due dirigenti lasciano dopo soli 16 giorni, a seguito dell'esclusione Pirlo, la loro prima scelta, per la panchina dell’Italia. Decisive le polemiche sul ruolo di ambassador dell'allenatore per una società di scommesse russa. Il capo della Federcalcio deve ora ripartire da zero
Il rifiuto di Guardiola e il no della Federazione ad Andrea Pirlo, per il suo coinvolgimento con una società di scommesse russa, hanno portato lunedì a un esito inammaginabile solo 16 giorni fa. La rifondazione del calcio italiano, affidata a Paolo Maldini e Leonardo, si è già conclusa: i due dirigenti hanno comunicato lunedì le proprie dimissioni al neo presidente FIGC, Giovanni Malagò.
Il presidente ha ricevuto la telefonata durante una riunione con i vertici del calcio italiano. A questo punto dovrà scegliere un allenatore e dei nuovi dirigenti o viceversa, per dare all'Italia del calcio un nuovo progetto dopo questa falsa partenza.
Malagò ha commentato che arriverà un nome a breve per il nuovo allenatore, verosimilmente prima della riunione del consiglio federale di martedì.
Era quello l'appuntamento in cui si attendeva l'ufficializzazione di Pirlo, l'ex campione del mondo del 2006 a cui altri due campioni ed ex milanisti volevano affidare un corso giovane e dalle idee nuove per gli azzurri.
Ma non è accaduto e i legami con la Russia di Pirlo sembrano nascondere altre dinamiche interne alla nuova FIGC. Ora i nomi più gettonati tornano quelli di Roberto Mancini, Antonio Conte e l'idea dell'ultim'ora, Thiago Motta.
Lo stesso Pirlo aveva dato la notizia sul suo futuro
A comunicare che non sarebbe diventato il nuovo commissario tecnico era stato lo stesso ex centrocampista azzurro con un messaggio pubblicato sui social: “Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiana”, aveva scritto Pirlo.
Secondo quanto ricostruito da Sky Sport, sono state interrotte le procedure per la risoluzione del contratto che lega Pirlo allo United FC e sono saltati gli incontri previsti a Roma per definire il suo arrivo sulla panchina azzurra.
Duro il commento del ministro per lo sport Andrea Abodi: "È una notizia che si commenta da sola, è una situazione che avremmo voluto differente con una tempestività e anche con una comunione di intenti che non si è manifestata. Adesso c'è da recuperare una brutta figura", ha detto Abodi.
Dura la replica del presidente della Figc Giovanni Malagò: "Bisogna vedere chi l'ha fatta la brutta figura" dichiando che a breve ("domani") saprete tutto".
Il progetto Maldini-Leonardo perde il suo candidato
La scelta di Pirlo era al centro del nuovo progetto tecnico immaginato da Maldini e Leonardo per la Nazionale. L’idea era quella di affidare gli azzurri a un allenatore giovane, con una forte identità italiana e un passato da protagonista con la maglia della Nazionale, capace di accompagnare un nuovo ciclo dopo anni difficili.
Il mancato arrivo dell’ex regista potrebbe però avere conseguenze anche sul progetto della nuova area tecnica. Maldini e Leonardo dovranno ora individuare un’alternativa coerente con la linea tracciata oppure valutare il futuro del loro ruolo all’interno della Federazione.
Tra i nomi già circolati restano quelli di allenatori più esperti come Roberto Mancini e Antonio Conte, anche se una soluzione di questo tipo rappresenterebbe un cambio di strategia rispetto all’idea iniziale.
Le polemiche sul ruolo di ambassador per una società russa
A complicare il percorso verso la nomina di Pirlo sono state le polemiche legate al suo ruolo di global ambassador di Fonbet, società russa attiva nel settore delle scommesse sportive.
La collaborazione, secondo quanto spiegato dallo stesso Pirlo, sarebbe nata nell’ambito della sua esperienza professionale negli Emirati Arabi Uniti e avrebbe avuto esclusivamente natura commerciale e sportiva. La vicenda ha però aperto un dibattito sull’opportunità di affidare la guida della Nazionale italiana a una figura legata professionalmente a un’azienda russa, in un contesto internazionale segnato dai rapporti tesi tra Mosca e l’Occidente.
Le critiche hanno assunto anche una dimensione politica, trasformando una scelta inizialmente tecnica in un caso pubblico. Proprio per questo Pirlo aveva deciso di intervenire direttamente sui social per chiarire la sua posizione.
“Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome”, ha scritto l’ex campione azzurro, spiegando che la collaborazione contestata “nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva”.
Pirlo ha respinto ogni interpretazione politica del rapporto professionale: “Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono”.
Sul caso è arrivato il commento dell'ambascitore russo in Italia, che ha espresso solidarietà all'ex campione del mondo italiano. "Rattrista constatare che, nonostante il suo contributo straordinario allo sport mondiale e all'immagine dell'Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, Lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito 'pseudo-democratico'", ha scritto Alexey Paramonov in una lettera aperta a Pirlo postata sul canale Telegram dell'ambasciata russa.
Il messaggio di Pirlo: “L’amore per l’Italia non dipende da un incarico”
Nel suo intervento, Pirlo ha ringraziato pubblicamente Maldini e Leonardo per la fiducia ricevuta, sottolineando il legame con la Nazionale e con il Paese.
“Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono”, ha scritto.
E ha aggiunto: “L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre”.
La Figc ora deve scegliere il nuovo commissario tecnico
Con la candidatura di Pirlo ormai archiviata, la Federazione dovrà riaprire il dossier sulla panchina azzurra in vista dei prossimi impegni di Nations League a settembre.
La scelta del nuovo ct sarà il primo grande banco di prova per la nuova gestione federale, chiamata a trovare un equilibrio tra continuità tecnica, rinnovamento e necessità di rilanciare una Nazionale alla ricerca di una nuova identità dopo le recenti delusioni internazionali.