Con l’aumento della temperatura dell’acqua cresce nel Mare del Nord e nel Baltico il rischio di un doloroso incontro con il pesce noto come Petermännchen. Nascosto nella sabbia, è tra gli animali marini più velenosi d’Europa, e tra i più velenosi in assoluto
Con l'arrivo dell'estate e l'aumento dei bagnanti lungo le coste europee, torna l'attenzione su un pesce tanto comune quanto insidioso: il Petermännchen, conosciuto in Italia come pesce ragno. Nonostante l'aspetto poco appariscente, è considerato uno dei più velenosi d'Europa e vive anche nel Mediterraneo, dove ogni anno provoca numerosi incidenti tra chi passeggia nell'acqua bassa.
Il pericolo deriva dalla sua abitudine di interrarsi nella sabbia o nel fango lasciando scoperti solo gli occhi e parte della pinna dorsale. In questo modo diventa praticamente invisibile e può essere calpestato accidentalmente. Quando si sente minacciato, il pesce solleva gli aculei velenosi e la puntura è immediata.
Dove vive il pesce ragno
Il Petermännchen è diffuso nel Mar Mediterraneo, nel Mare del Nord, nella parte occidentale del Mar Baltico e nell'Atlantico orientale. Durante i mesi estivi tende ad avvicinarsi alla costa per la riproduzione, frequentando fondali bassi dove è più facile l'incontro con i bagnanti.
In Germania si registrano ogni anno circa 30-40 punture, ma episodi analoghi vengono segnalati anche sulle coste italiane, soprattutto durante la stagione balneare.
Una puntura estremamente dolorosa
Chi viene punto se ne accorge immediatamente. Il dolore è intenso e improvviso, spesso descritto come più forte di quello provocato da una puntura di ape o di vespa.
Oltre al dolore possono comparire:
- gonfiore e arrossamento;
- forte dolore articolare;
- nausea;
- febbre;
- difficoltà respiratorie;
- alterazioni della circolazione;
- aritmie cardiache.
Nei casi più gravi il veleno può provocare una reazione allergica severa fino allo shock anafilattico, che richiede un intervento medico urgente.
Il veleno è contenuto negli aculei della prima pinna dorsale e in una spina situata vicino alle branchie. Tra le sostanze tossiche presenti figurano la dracotossina, una proteina responsabile di gran parte degli effetti locali, e la serotonina, che contribuisce all'intenso dolore.
Cosa fare se si viene punti
Gli specialisti raccomandano di intervenire rapidamente.
La prima operazione consiste nel rimuovere con attenzione eventuali frammenti di spina rimasti nella pelle e disinfettare accuratamente la ferita.
Successivamente è consigliabile immergere la parte colpita in acqua molto calda, purché sopportabile e senza provocare ustioni, per circa 30-90 minuti. Il calore, infatti, contribuisce a inattivare parte delle proteine presenti nel veleno. In mancanza dell'acqua calda può essere utilizzata anche una fonte di calore, come un asciugacapelli, mantenuto però a distanza di sicurezza.
Dopo il trattamento è comunque opportuno rivolgersi a un medico o al pronto soccorso, soprattutto se il dolore è molto intenso, compaiono sintomi generali oppure la vittima è allergica. Durante la visita verrà verificata anche la copertura vaccinale contro il tetano.
Come prevenire gli incidenti
La prevenzione resta la migliore difesa.
Gli esperti consigliano di indossare scarpe da mare, soprattutto quando si cammina nell'acqua bassa o su fondali sabbiosi. Anche pescatori, subacquei e appassionati di snorkeling dovrebbero prestare particolare attenzione, evitando di toccare pesci apparentemente immobili sul fondale o appena pescati e utilizzando guanti protettivi durante la manipolazione.
Il Petermännchen può raggiungere i 53 centimetri di lunghezza. Ha una colorazione giallo-bluastra, grandi occhi sporgenti e normalmente tiene la pinna dorsale velenosa ripiegata lungo il corpo, aprendola solo quando si sente minacciato.
Non solo Petermännchen: gli altri pesci velenosi
Il pesce ragno non è l'unico animale marino da cui è bene guardarsi.
Nel Mar Rosso, nell'Oceano Indiano e nel Pacifico vive il pesce pietra, considerato il pesce più velenoso del mondo. La sua puntura può risultare mortale se non trattata tempestivamente.
Molto noto anche il pesce leone, ormai presente stabilmente anche in diverse aree del Mediterraneo orientale e centrale. Le sue spine velenose provocano dolori molto intensi, spasmi muscolari e possono diventare particolarmente pericolose per chi soffre di patologie cardiache.
Anche il grande scorfano rosso, diffuso nel Mediterraneo e ingrediente tradizionale della bouillabaisse francese, possiede spine velenose che devono essere rimosse con attenzione prima della preparazione.
Infine ci sono i pesci palla, celebri per la tossina contenuta nei loro organi interni. In Giappone vengono utilizzati per preparare il fugu, una specialità che può essere servita solo da cuochi appositamente autorizzati, poiché una preparazione errata può provocare una grave intossicazione con paralisi respiratoria e arresto cardiaco.
Per chi trascorre le vacanze al mare, qualche semplice precauzione – dalle scarpe da scoglio all'attenzione durante le immersioni – può fare la differenza e permettere di godersi la spiaggia senza brutte sorprese.