La polizia irlandese ha arrestato un uomo e una donna dopo aver intercettato quello che ha definito un ordigno esplosivo collocato in un'auto, "altamente sofisticato", ritenuto legato a gruppi repubblicani dissidenti
Un uomo e una donna sono stati arrestati dalla polizia irlandese dopo il ritrovamento di un ordigno esplosivo collocato in un automobile. L'ordigno è stato scoperto durante un'operazione programmata nella contea di Monaghan, vicino al confine con l'Irlanda del Nord. Il reparto artificieri dell'Esercito irlandese lo ha messo in sicurezza, poi lo ha rimosso per gli accertamenti forensi.
La polizia ha dichiarato che l'operazione ha impedito un attacco che avrebbe potuto avere "conseguenze devastanti". Il commissario della Garda (polizia irlandese) Drew Harris ha definito il dispositivo "estremamente significativo". La vicecommissaria Angela Willis ha aggiunto che si tratta di uno degli ordigni esplosivi improvvisati più sofisticati recuperati negli ultimi anni.
I due sospettati, entrambi sui 40 anni, sono stati arrestati in base alla legislazione irlandese sui reati contro lo Stato e restano in custodia per essere interrogati.
I dissidenti restano attivi nonostante l'Accordo del Venerdì Santo
Gli inquirenti ritengono che la bomba fosse destinata a essere usata da militanti repubblicani dissidenti contrari all'Accordo del Venerdì Santo del 1998, che ha in gran parte posto fine a trent'anni di violenze in Irlanda del Nord.
I responsabili della sicurezza hanno avvertito che, sebbene i gruppi repubblicani dissidenti siano poco numerosi, continuano a rappresentare una minaccia attraverso attacchi sporadici contro la polizia e le forze di sicurezza. L'ultimo sequestro arriva in un contesto di crescente preoccupazione per una ripresa dell'attività militante lungo il confine irlandese.