Un attacco russo su Sloviansk ha danneggiato il consolato onorario della Lettonia, causando almeno sei morti. Dura condanna di UE, NATO e Zelensky
Un nuovo attacco russo contro la città ucraina di Sloviansk, nel Donbass, ha colpito anche il consolato onorario della Lettonia, provocando almeno sei vittime civili e decine di feriti.
L'episodio ha scatenato una dura reazione da parte di Kiev, dei Paesi baltici e delle istituzioni europee, che parlano di una grave violazione del diritto internazionale e di un ulteriore attacco contro obiettivi civili e diplomatici.
Lettonia: "La Russia non piegherà il nostro sostegno all'Ucraina"
La ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze, ha espresso "profonda indignazione" per l'attacco, confermando che l'edificio del consolato onorario è stato danneggiato dai bombardamenti russi.
Braze ha riferito di aver informato i ministri degli Esteri dell'Unione europea, della NATO e le principali organizzazioni internazionali sull'accaduto, ribadendo che il sostegno di Riga a Kiev non verrà meno. "La Russia può distruggere gli edifici, ma non la volontà dell'Ucraina né il sostegno della Lettonia", ha dichiarato.
Secondo l'emittente pubblica lettone LTV, il console onorario Oleksandr Pavenko è rimasto illeso nonostante i danni riportati dalla sede diplomatica.
Il presidente della Lettonia, Edgars Rinkevics, ha definito il bombardamento contro il consolato un vero e proprio "crimine di guerra".
Il capo dello Stato ha assicurato che la Lettonia continuerà a sostenere il lavoro del proprio console onorario e di tutti coloro che operano nelle aree più colpite dal conflitto per assistere la popolazione civile.
Zelensky: "Servono più missili Patriot"
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato il bilancio dell'attacco, spiegando che bombe aeree guidate hanno colpito edifici residenziali, veicoli e il consolato lettone.
Nel suo messaggio, Zelensky ha sottolineato ancora una volta l'urgenza di rafforzare la difesa aerea dell'Ucraina. "Gli intercettori per i sistemi Patriot sono la nostra priorità assoluta", ha affermato, ricordando che la protezione dei civili dipende anche dal sostegno militare dei partner occidentali.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha parlato di un'altra palese violazione del diritto internazionale da parte della Russia, accusando Mosca di ignorare deliberatamente la tutela delle infrastrutture civili e delle sedi consolari. Sybiha ha quindi chiesto una risposta internazionale "forte e concreta" nei confronti della Russia.
UE e Paesi baltici: "Attacco grave e inaccettabile"
Le istituzioni europee hanno espresso immediatamente solidarietà all'Ucraina e alla Lettonia.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha inviato le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime, affermando che il bombardamento contro il consolato dimostra il "totale disprezzo della Russia per la diplomazia".
Von der Leyen ha inoltre sostenuto che Mosca, incapace di raggiungere i propri obiettivi militari, continua a colpire la popolazione civile nel tentativo di spezzare la resistenza ucraina, ribadendo che l'Europa continuerà a sostenere Kiev.
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio europeo António Costa, che ha definito il raid su Sloviansk "un atto grave e inaccettabile", condannando con fermezza l'attacco che ha provocato vittime e numerosi feriti.
Anche i ministri degli Esteri di Lituania ed Estonia, Kęstutis Budrys e Margus Tsahkna, hanno denunciato quello che considerano un attacco deliberato contro civili e rappresentanze diplomatiche europee, assicurando che il sostegno politico e militare all'Ucraina non verrà meno.
L'episodio richiama un precedente avvenuto nell'agosto dello scorso anno, quando un massiccio bombardamento russo su Kiev danneggiò gravemente diverse sedi diplomatiche europee e provocò almeno 17 vittime civili. Anche in quell'occasione Ursula von der Leyen aveva condannato duramente l'attacco, definendolo un'offensiva contro la diplomazia internazionale oltre che contro la popolazione ucraina.