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Irlanda: nessuna prova che le vendite di allumina sostengano la guerra russa

Micheál Martin e Volodymyr Zelenskyy a Kyiv.
Micheál Martin e Volodymyr Zelenskyy a Kiev. Diritti d'autore  Efrem Lukatsky/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.
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Di Jorge Liboreiro
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L'attesa indagine sulle esportazioni irlandesi di allumina verso la Russia si è chiusa in modo ambiguo: il governo non conferma né smentisce un legame con la macchina bellica di Vladimir Putin

L'Irlanda non ha trovato "alcuna prova" che consenta di stabilire in modo incontrovertibile che le sue esportazioni di allumina verso la Russia contribuiscano a sostenere l'invasione su vasta scala dell'Ucraina.

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L'allumina, commercializzata sotto forma di polvere bianca, è la materia prima utilizzata per produrre l'alluminio, un metallo leggero presente in molte armi impiegate sul campo di battaglia.

Quasi tutte le vendite di allumina dall'Unione europea alla Russia provengono da Aughinish Alumina, una vasta raffineria di proprietà russa situata nell'ovest dell'Irlanda.

Peter Burke, ministro irlandese per l'Impresa, il Turismo e il Lavoro, ha dichiarato in un comunicato diffuso venerdì mattina: "Posso confermare che non sono emerse conclusioni negative in relazione alle esportazioni di allumina verso la Russia effettuate dall'azienda".

"Al momento non sono disponibili informazioni con un livello di prova sufficiente a confermare le affermazioni secondo cui l'allumina proveniente dall'Irlanda entrerebbe nella catena di approvvigionamento dei fornitori militari russi".

Zelensky propone adozione misure per ridurre vendite di allumina alla Russia

L'indagine interna, che ha esaminato dati aziendali, flussi commerciali, articoli di stampa e informazioni fornite dai governi ucraino e svedese, è stata trasmessa alla Commissione europea "per le sue valutazioni", ha precisato il ministro.

Queste conclusioni, giudicate ambivalenti, erano state anticipate giovedì dal primo ministro irlandese Micheál Martin nel corso della sua visita a Kiev.

L'indagine "non ha trovato prove concrete o definitive che colleghino l'allumina a un produttore di armi in Russia", ha dichiarato Martin, che ha aggiunto: "Detto questo, non ha neppure trovato prove definitive che l'allumina non finisca presso produttori di armi".

Al suo fianco, durante una conferenza stampa congiunta, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sostenuto l'adozione di misure per ridurre le vendite di allumina alla Russia, tramite sanzioni o altri strumenti.

"Quindi il compito principale che abbiamo – la questione centrale – è che questo materiale non arrivi in Russia, che non contribuisca alla produzione di armi e che non finanzi questa guerra", ha affermato Zelensky. "Se questo risultato può essere raggiunto attraverso alcuni passi interni, sosterremo questi processi, ma il compito dell'Ue e le sue sanzioni lo portiamo comunque con noi".

L'inchiesta che collega indirettamente la vendita di allumina prodotta in Irlanda all'uccisione di civili ucraini

L'Irlanda è impegnata a limitare i danni da quando, a fine marzo, un consorzio di testate ha pubblicato un'inchiesta esplosiva che metteva in luce i legami commerciali tra Aughinish Alumina e l'economia russa.

L'inchiesta ha ricostruito nel dettaglio come l'allumina prodotta in Irlanda venga inviata a fonderie russe di proprietà della società madre dello stabilimento, United Company Rusal, che a sua volta vende il metallo a un intermediario che rifornisce di alluminio produttori di armamenti sottoposti a sanzioni.

Secondo il rapporto, le armi prodotte da queste aziende sono state utilizzate per uccidere civili ucraini e colpire infrastrutture civili.

Le autorità svedesi hanno inoltre concluso che Rusal resta sotto il controllo effettivo di Oleg Deripaska, oligarca russo sanzionato e considerato vicino al Cremlino.

L'indagine del governo irlandese mirava a corroborare queste affermazioni con proprie verifiche. Nel suo comunicato, Burke ha insistito sul fatto che gli stessi giornalisti hanno ammesso di non essere stati in grado di collegare l'allumina a uno specifico prodotto letale.

Aughinish, ha aggiunto, ha fornito dati secondo cui le sue esportazioni di allumina verso la Russia sarebbero "esclusivamente" destinate alle esportazioni globali di alluminio e non a "scopi militari", ma il governo irlandese non è stato in grado di verificare in modo indipendente questa dichiarazione.

L'Ue approva il 21esimo pacchetto di sanzione contro la Russia

Dublino spera che queste conclusioni possano chiudere uno scandalo che ha alimentato titoli imbarazzanti e ha offuscato l'avvio della sua presidenza del Consiglio dell'Ue.

Spetterà ora a Bruxelles decidere se colpire anche l'allumina. Questa settimana il blocco ha concluso le caotiche trattative sul suo 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, e passeranno mesi prima che un nuovo pacchetto venga messo sul tavolo.

Dublino ha inviato segnali contrastanti. Da un lato ha promesso di non "selezionare" le sanzioni a proprio piacimento; dall'altro ha espresso preoccupazione per il possibile impatto dei provvedimenti sui posti di lavoro locali, sull'ambiente e sull'ampia catena di approvvigionamento europea. (Dopo la Russia, il principale acquirente di allumina prodotta in Irlanda è la Francia.)

Nel tentativo di scongiurare nuove sanzioni, Aughinish ha evocato l'ipotesi di una nazionalizzazione. Ma i funzionari irlandesi hanno respinto l'idea, sostenendo che il caso non soddisfa i requisiti per un intervento di questo tipo.

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