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Accise sul tabacco, l'Ue accelera sulla riforma: nuove tasse per e-cig e prodotti riscaldati

sigaretta elettronica
sigaretta elettronica Diritti d'autore  Steven Senne, AP Photo
Diritti d'autore Steven Senne, AP Photo
Di Jan Bolanowski
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Dopo anni di stallo, l'UE è vicina a un accordo sulla riforma della direttiva sulla tassazione dei prodotti del tabacco (Tobacco Excise Directive – TED), per aggiornare le norme in vigore dal 2011 e regolare i nuovi prodotti alla nicotina

L'Unione europea si prepara a mettere mano alla normativa sulle accise deiprodotti del tabacco con quella che potrebbe diventare la prima revisione organica delle regole in quindici anni.

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La riforma punta ad aggiornare una direttiva ormai considerata superata dall'evoluzione del mercato, introducendo un quadro fiscale comuneanche per prodotti che nel frattempo hanno conquistato milioni di consumatori, come sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina.

L'obiettivo dichiarato è duplice: adeguare la legislazione alle nuove abitudini di consumo e rafforzare il contrasto al commercio illegale, che continua a rappresentare una delle principali criticità per gli Stati membri.

Il peso del mercato nero

Il dibattito arriva in un momento particolarmente delicato. Secondo le stime della Commissione europea, il commercio illecito di sigarette ha raggiunto il livello più elevato degli ultimi dieci anni e sottrae ai Paesi dell'Unione fino a 13 miliardi di euro di entrate fiscali ogni anno.

Per questo motivo la revisione delle accise non viene considerata soltanto una misura fiscale, ma anche uno strumento per rendere più efficace la lotta al contrabbando e alla produzione illegale.

Nuove regole per i prodotti alternativi

L'attuale direttiva europea risale a un periodo in cui il mercato era dominato quasi esclusivamente dalle sigarette tradizionali. Oggi, invece, il panorama è profondamente cambiato.

La proposta di riforma introduce per la prima volta aliquote minime di accisa anche per il tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina, prodotti finora disciplinati in modo molto diverso da uno Stato membro all'altro.

Secondo Zbigniew Ajchler, ex deputato e osservatore delle politiche fiscali europee, la revisione rappresenta un passaggio inevitabile, ma dovrà essere accompagnata da un'applicazione graduale.

"L'Europa si trova oggi davanti a una scelta chiara: trovare un accordo realistico che rispecchi le condizioni attuali del mercato oppure continuare ad applicare regole pensate per il settore del tabacco di oltre dieci anni fa", osserva.

Periodi transitori per evitare squilibri

Uno degli aspetti più discussi riguarda i tempi di attuazione.

Secondo Ajchler, una politica sulle accise efficace deve essere anche sostenibile dal punto di vista economico e tenere conto delle profonde differenze tra i sistemi fiscali dei 27 Paesi dell'Unione.

Per questo motivo, i periodi transitori previsti dalla proposta non sarebbero una concessione, ma uno strumento necessario per consentire agli Stati con aliquote più basse o con una forte produzione nazionale di adeguarsi senza creare shock al mercato.

Il rischio del contrabbando

Tra le principali preoccupazioni resta quella dell'espansione del mercato nero.

In diversi Paesi europei, soprattutto lungo le frontiere orientali dell'Unione, gli aumenti del prezzo dei prodotti legali hanno spesso favorito il contrabbando e la produzione clandestina.

Secondo Ajchler, differenze fiscali troppo marcate tra Stati confinanti finiscono per alimentare proprio questi fenomeni.

L'esperienza della Polonia viene indicata come un esempio positivo: il rafforzamento dei controlli alle frontiere e il contrasto agli impianti di produzione illegali hanno contribuito a ridurre il mercato grigio. Tuttavia, sostiene l'esperto, risultati duraturi richiedono anche regole armonizzate a livello europeo.

Non solo aumenti delle imposte

La proposta di compromesso prevede inoltre un limite agli adeguamenti automatici delle accise collegati all'inflazione. Gli incrementi non potranno superare il 6 per cento nell'arco di tre anni, una misura pensata per offrire maggiore prevedibilità sia alle amministrazioni pubbliche sia alle imprese del settore.

Per Ajchler, però, il successo della riforma non dipenderà soltanto dall'entità delle imposte.

"La politica sulle accise funziona quando è coerente, coordinata e accompagnata da controlli efficaci. Aumentare semplicemente le aliquote non garantisce automaticamente risultati migliori", sottolinea.

Il ruolo della presidenza irlandese

I prossimi mesi saranno decisivi per il futuro della riforma. La presidenza irlandese del Consiglio dell'Unione europea sarà chiamata a guidare il negoziato tra i governi nazionali e a cercare un compromesso condiviso.

Poiché la politica fiscale europea richiede l'unanimità dei 27 Stati membri, trovare un accordo non sarà semplice. Se però il testo dovesse ottenere il via libera, l'Unione adotterebbe la più importante revisione delle norme sulla tassazione dei prodotti del tabacco degli ultimi quindici anni, con l'ambizione di adattare la legislazione ai nuovi prodotti contenenti nicotina, ridurre il mercato illecito e garantire regole più uniformi all'interno del mercato unico.

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