Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

A Milano il primo comizio di Patrioti per l'Europa dopo la sconfitta di Orbán

Viktor Orbán è tra i 'padri fondatori' del gruppo Patriots for Europe al Parlamento europeo. Qui con Matteo Salvini della Lega e Geert Wilders del Partito per la Libertà.
Viktor Orbán è tra i 'padri fondatori' del gruppo Patriots for Europe al Parlamento europeo. Qui con Matteo Salvini della Lega e Geert Wilders del Partito per la Libertà Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
Di Vincenzo Genovese
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Il partito dell'estrema destra Patrioti per l'Europa è in bilico dopo la sconfitta elettorale di Viktor Orbán in Ungheria, che ne mette in dubbio il ruolo. Un comizio sabato a Milano sarà un primo test

Un influente eurodeputato dei Patrioti per l’Europa, formazione dell’estrema destra, ha parlato di “fine di un’era”, a sottolineare un momento decisivo per il terzo gruppo politico del Parlamento europeo.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

La sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni in Ungheria comincia a farsi sentire a Bruxelles, dove i suoi alleati politici si interrogano su quanto a lungo e con quanta intensità il premier uscente resterà impegnato nella politica europea.

Orbán è considerato il “padre fondatore” dei cosiddetti Patrioti, l’alleanza politica che ha lanciato insieme a Herbert Kickl del Partito della Libertà austriaco e ad Andrej Babiš, oggi primo ministro della Repubblica Ceca.

Dopo una legislatura senza appartenenza a una famiglia politica europea, Orbán ha promosso la creazione del nuovo gruppo nel luglio 2024 per riunire i partiti di estrema destra sotto un’unica bandiera, attirando rapidamente Rassemblement National, Lega, Vox e altre forze nazionaliste.

La coalizione si è presto trasformata in un partito politico strutturato, Patriots.eu, nato sulla base del Manifesto di Vienna, un documento redatto da Orbán, Kickl e Babiš che rivendica una sovranità nazionale più forte nei confronti delle istituzioni dell’Ue.

Organizzando incontri regolari tra i leader a Bruxelles prima dei vertici europei, promuovendo eventi in tutta Europa a sostegno delle campagne nazionali e rafforzando la cooperazione in Parlamento, Orbán ha imposto il suo progetto politico sulla mappa europea, arrivando persino a erodere il cordone sanitario mantenuto dalle forze pro-europee nella precedente legislatura.

Ora che ha perso il potere nel suo Paese, e che non è nemmeno certo di restare alla guida del suo partito Fidesz, gli eurodeputati di PfE cercano di capire quali siano i suoi piani per il gruppo.

C’è chi teme che la sconfitta possa tradursi in un disimpegno politico, mentre altri ritengono che Orbán possa concentrare con ancora più decisione la sua attenzione sul livello europeo.

“Lo vedremo molto di più a Bruxelles. Combatterà le sue battaglie qui”, ha detto a Euronews un eurodeputato di PfE, aggiungendo che la presenza attiva in parlamento di un leader della sua statura potrebbe, alla lunga, rafforzare il movimento.

La delegazione di 11 eurodeputati di Fidesz dovrebbe restare una forza centrale all’interno del gruppo. La capodelegazione Kinga Gál è prima vicepresidente e sostituisce spesso il presidente Jordan Bardella, che guida anche Rassemblement National, nella gestione quotidiana dei dossier a Bruxelles. “Al momento sono a terra di morale”, ha riferito un funzionario di PfE nei giorni successivi al voto.

Un comizio a Milano come primo test

Il primo grande appuntamento dell’estrema destra per misurare il clima dopo il voto ungherese si terrà sabato in Italia, dove Patrioti per l'Europa ha organizzato un comizio in piazza centrale a Milano dal titolo “No fear. Masters of our own house” (Niente paura. Padroni a casa nostra).

Il raduno sarà incentrato sul tema della “remigrazione” degli stranieri verso i Paesi di origine.

Bardella e Geert Wilders, leader del Partito per la Libertà olandese, si uniranno a Matteo Salvini della Lega, mentre altri leader sono attesi con interventi in video.

Al centro dell’evento ci saranno anche le critiche alla riduzione delle importazioni di gas russo da parte dell’Ue e alle normative ambientali europee. All'iniziativa parteciperanno almeno 20 trattori in rappresentanza delle associazioni agricole, ha annunciato Salvini.

Le autorità si preparano a possibili tensioni di ordine pubblico, poiché in altre zone della città si terranno due cortei di protesta organizzati da centri sociali, associazioni civiche e forze politiche di sinistra. Secondo la stampa italiana, la polizia avrebbe messo a punto un piano di sicurezza per evitare che le manifestazioni contrapposte vengano a contatto.

L’elenco dei leader presenti non è ancora definitivo e non è stato confermato se Orbán interverrà, di persona o da remoto. “Dubito che voglia farsi assediare dai suoi sostenitori dopo una sconfitta del genere”, ha detto a Euronews un funzionario di PfE.

Secondo funzionari del Parlamento europeo, i leader dovrebbero discutere a Milano delle conseguenze del voto ungherese, mentre gli eurodeputati dei partiti di Patrioti per l'Europa analizzeranno i risultati in una riunione di gruppo a Bruxelles il 21 aprile.

“Dal punto di vista della struttura non cambia nulla. Resteremo il terzo gruppo più grande in Parlamento. Mi aspetto scossoni maggiori in Consiglio, dove abbiamo perso uno dei due capi di Stato che avevamo”, ha dichiarato un altro eurodeputato.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Mosca bombarda l'Ucraina, Kiev colpisce impianti petroliferi russi

Lula a Sánchez al primo vertice Spagna-Brasile: "Ti capisco quando dici no alla guerra"

Péter Magyar: l’oleodotto Druzhba potrebbe ripartire la prossima settimana